giovedì 6 febbraio 2014

Marò- Intervista per il telegiornale dell'ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2014/02/06/Maro-siamo-India-ingiustamente_10024421.html?what=maro&from=0&nentries=24

martedì 7 gennaio 2014

Reportage/Goa: dai figli dei fiori agli yuppy indiani e russi

Pubblicato su La Stampa

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Da paradiso psichedelico degli hippy, seguaci della new age e sognatori in fuga dall'Occidente a nuova Las Vegas per ricchi indiani. Il mito di Goa, l'ex colonia portoghese nel sud dell'India famosa negli Anni 70 per i figli dei fiori è definitivamente tramontato.
Niente più spinelli e chitarre sulle spiagge, ma champagne e escort di alto bordo. Per gli yuppies di New Delhi, Mumbai o Bangalore Goa è il tempio del peccato, città del divertimento sfrenato e di piaceri proibiti nel resto del Paese.
TURISTA SULLA SPIAGGIA DI PALOLEM GOATURISTA SULLA SPIAGGIA DI PALOLEM GOA
Nella settimana tra Natale e Capodanno sono arrivati 300 mila indiani, soprattutto nelle spiagge del Nord, da Calangute ad Anjuna, che sono quelle più famose per le droghe e la vita notturna. Hanno fatto schizzare i prezzi degli hotel alle stelle e mandato in tilt il traffico.
Al mega festival di musica elettronica Sunburn, l'effigie di una dea indù dorata sormontava il palcoscenico dove per tre giorni si sono esibiti deejay da tutto il mondo, l'ingresso costava oltre 5 mila rupie, ovvero 58 euro, uno stipendio di un operaio, ma c'era il pienone.
«Quest'anno c'è stato un calo netto di turisti dall'Europa - dice Claudia, un'italiana che gestisce un ristorante a Palolem, nell'estremità sud, più incontaminata - ma è stato compensato dall'aumento di indiani e russi che sono una clientela molto diversa da quella a cui eravamo abituati».
Se si vuole vedere ancora qualche sopravvissuto della «beat generation» degli Anni 60, che arrivavano in India passando dall'Afghanistan, bisogna andare a Chapora, un villaggio di pescatori ai piedi di uno dei tanti forti costruiti dai portoghesi che sbarcarono su queste spiagge circa 500 anni fa con cannoni e crocifissi.
RE MAGI GOARE MAGI GOA
Al Sai Ganesh, un baretto che vende spremute di fianco a un albero sacro, si possono ancora incontrare degli «irriducibili» della beat generation, ormai di una certa età, con la barba bianca e le borse di tela a tracolla. Vengono a «svernare» qui, approfittando degli affitti a buon prezzo e di tre mesi di sole tropicale garantito.
Li si vede anche al mercatino delle pulci di Anjuna del mercoledì, altro luogo simbolo dei nostalgici di una Goa che non c'è più: gli ex capanni di paglia sono stati rimpiazzati da ristoranti lussuosi e le case dei pescatori sono diventati resort con aria condizionata.
Nel capoluogo di Panjm, la «Cannes dell'India» per via del festival del cinema che si tiene a novembre, si sono moltiplicati i casinò galleggianti che per 100 euro offrono cena, serata danzante e fiche per la roulette.
Il gioco d'azzardo non viene visto con favore dal centro-destra del Bharatya Janata Party (Bjp) che da un anno governa l'ex colonia. C'è chi vorrebbe chiudere i casinò, per evitare che la città si trasformi in una capitale del vizio. Lo scorso aprile è stata negata la licenza a un Playboy Club perché «trasmetteva volgarità».
MERCATO A GOAMERCATO A GOA
Dal 1961, quando le truppe indiane hanno «invaso» Goa con i bombardamenti, l'identità portoghese del milione e mezzo di abitanti si è andata sempre più affievolendo. Secondo le statistiche della Commissione Elettorale negli ultimi cinque anni, in media sei cittadini di Goa al giorno hanno chiesto il passaporto portoghese (a cui hanno diritto se nati prima del 1961) e restituito quello indiano in quanto non è prevista la doppia nazionalità.
«Se ne vanno perché qui non c'è lavoro e pensano di poter trovare fortuna in Europa, ma non hanno ancora capito che non è più così», afferma con amarezza Rex Fernandes, proprietario di un bar nel vecchio quartiere di Fontainhas. Qui si sente ancora parlare portoghese e ci sono le osterie dove si beve il porto dietro la chiesa di Nostra Signora dell'Immacolata Concezione, su una collinetta che era il punto di approdo dei mercanti prima di risalire il fiume Mandovi, dove era situata la vecchia Goa, la «Roma d'Oriente», per i suoi monumentali edifici sacri. «Il problema - spiega ancora - è che il business ce lo hanno portato via quelli di Mumbai e di New Delhi che vengono qui a comprare terreni e case».
MEGA FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA SUNBURN GOAMEGA FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA SUNBURN GOA
Da qualche anno, inoltre, i russi hanno letteralmente «colonizzato» alcuni centri turistici del nord scatenando la rabbia dei locali. Goa è diventata una delle destinazioni più gettonate per le loro vacanze. A dicembre ne sono arrivati 30 mila. Ogni giorno al piccolo aeroporto di Dabolim, che presto sarà trasferito in un nuovo scalo, arrivano cinque charter dalla Russia.
HIPPIES GOAHIPPIES GOA
«Hanno la forza dei muscoli e a noi non resta che subire - dice Fernandes -. Abbiamo sempre accolto tutti quanti, dagli hippies agli israeliani dopo il servizio militare, e sopportato ogni eccesso, ma non possiamo permettere che i russi ci levino il lavoro». Sono stati accusati di aver creato un servizio di taxi per trasportare i propri connazionali sulle spiagge di Morjim, battezzata la «piccola Russia» e dove i menù e le tastiere degli internet cafè sono in cirillico. Da diversi anni, inoltre, si parla di una mafia russa che controlla droga e prostituzione, ma Mosca ha sempre negato.
«C'è troppa corruzione ed è impossibile lavorare qui a Goa», taglia corto Pascal, emigrato da anni a Dubai, ma come molti rimasto fedele alle sue tradizioni religiose. A Chandor, paesino nell'entroterra, nel giorno dell'Epifania sfilano tre re Magi a cavallo scelti dalla parrocchia tra gli adolescenti del posto. «Quest'anno hanno selezionato mio nipote Marlon - spiega orgoglioso - e per la mia famiglia è davvero una benedizione».
La sospensione dello sfruttamento, decisa dalla Corte Suprema, delle abbondanti miniere di ferro, ha costretto Goa a ripiegare sul turismo. Lo sviluppo edilizio è selvaggio con conseguenze devastanti per l'ambiente e non solo. Tre giorni fa è crollato un palazzo di cinque piani in costruzione a Canacona, dove sorge Palolem, uccidendo 17 operai. Il residence con piscina, costruito da una società di Mumbai, era destinato ai nuovi ricchi di questa Las Vegas indiana.
FOTO DEL UN FRANCESE E UNAUSTRALIANA SI LAVANO SULLA SPIAGGIA DI BABAFOTO DEL UN FRANCESE E UNAUSTRALIANA SI LAVANO SULLA SPIAGGIA DI BABAHIPPIES A GOAHIPPIES A GOA


GOA SPIAGGIAGOA SPIAGGIAGOA SUNBURN FESTIVALGOA SUNBURN FESTIVAL

domenica 15 dicembre 2013

Nirbhaya un anno dopo, piu' stupri e piu' denunce

Su Ansa

NEW DELHI, 14 DIC - A un anno dallo stupro shock di una studentessa di New Delhi, non accenna a diminuire la violenza contro le donne in India, ma almeno si e' squarciato il velo di omerta' sugli abusi sessuali. E per la prima volta e' nata una coscienza femminile che ha portato alla denuncia di casi clamorosi, come quello contro il direttore del settimanale progressista Tehelka. La ragazza di 23 anni, soprannominata Nirbhaya, "colei che non ha paura", violentata il 16 dicembre 2012 su un autobus da un "branco" di sei giovani e morta dopo nove giorni di agonia, ha sollevato un'ondata di rabbia e ribellione che ha fatto tremare il governo costringendolo a varare una legge piu' severa anti-stupro e ad attuare diversi provvedimenti per proteggere le donne. Ma a New Delhi, la "capitale degli stupri", nei primi 11 mesi di quest'anno le violenze sessuali denunciate sono state 1.493, il doppio rispetto al 2012. Secondo alcuni, questa impennata e' dovuta all'"effetto Nirbhaya", che fa si' che le donne non si vergognino piu' di rivolgersi alla polizia. Ma secondo altri, pesa una vera impennata dei femminicidi nelle metropoli, di pari passo con il dilagare della criminalita' comune: impennata attribuita anche alla crescente diffusione della pornografia facilmente accessibile sugli smartphone. Nonostante il rafforzamento della polizia femminile, la creazione di "telefono rosa" a New Delhi e la pena di morte per gli stupratori assassini, le strade delle metropoli indiane non sono diventate in effetti piu' sicure per le donne. Esaurito il clamore e la pressione pubblica, molte promesse sono rimaste sulla carta. E' il caso del "fondo Nirbhaya", annunciato dal ministro delle Finanze P. Chidambaram nella legge di Bilancio a febbraio e che stanzia 10 miliardi di rupie (circa 160 milioni di euro) per diversi progetti, tra cui quello di dotare i mezzi pubblici di un sistema Gps. I soldi non sono ancora stati spesi a causa dei dissidi tra i due ministeri competenti. Del resto, in India dove si conta uno stupro ogni 20 minuti, non "c'e' una formula magica" per risolvere questa piaga, come ha detto Indira Jaisingh, vice procuratore alla Corte Suprema, sottolineando "gli stereotipi che ancora circondano la vittima di uno stupro''. La mentalita' patriarcale prevalente nella societa' indiana sta pero' velocemente cambiando con la presa di coscienza delle donne, che non sono piu' disposte a subire soprusi. E' il caso di una giovane mamma stuprata a Calcutta che ha chiesto di essere identificata con il proprio nome o della giovane stagista che ha denunciato per molestie un giudice in pensione della Corte Suprema. Il settimanale Outlook ha dedicato nel suo penultimo numero la copertina al "Femminismo 2.0" che sta emergendo per ora solo nei contri urbani, ma che potrebbe propagarsi anche nel profondo delle campagne. L'ultima "Nirbhaya" e' stata una giornalista aggredita in un ascensore di un hotel a Goa da un noto giornalista, Tarun Tejpal, che ora si trova in prigione. ''La mia battaglia ha il solo scopo - ha scritto - di difendere la mia integrità e il diritto a rivendicare che il mio corpo e' di mia proprietà: non un giocattolo del mio datore di lavoro". (ANSA).

mercoledì 11 dicembre 2013

Corte Suprema protegge gli elefanti, stop a treni veloci nelle riserve

Su ANSA

Dopo che un mese fa un branco di elefanti e' stato decimato da un treno in corsa, l'India corre ai ripari per proteggere i pachidermi e i loro habitat sempre piu' minacciati dai centri urbani e dalla deforestazione. La Corte Suprema, il massimo organo giudiziario indiano, e' intervenuta oggi per vietare i treni veloci che attraversano le riserve naturali popolate da elefanti allo stato brado. I giudici hanno infatti accolto il ricorso di un giornalista e appassionato di fauna, Shakti Prasad Nayak, che chiedeva l'imposizione di un limite di velocita' a 25 chilometri orari per i treni che passano nei "corridoi" usati dagli animali soprattutto nelle ore notturne. Secondo la legge, in queste zone i convogli devono rallentare a 40 chilometri all'ora, ma questa norma non e' quasi mai rispettata. Nei mesi scorsi, una serie di gravi incidenti ferroviari nella regione himalayana nord orientale di Dooars, ai confini con il Bhutan, popolata da diverse specie in via di estinzione, come elefanti, rinoceronti e tigri, aveva sollevato delle accese proteste da parte delle associazioni di difesa degli animali e anche delle autorita' locali contro le Ferrovie indiane. Per proteggere gli elefanti, un animale sacro per gli induisti che lo raffigurano nel dio Ganesh, i giudici K.S. Radhakrishnan e Dipak Misra, hanno chiesto di limitare la velocita' dei treni passeggeri e merci che attraversano le aree protette. In particolare, hanno ordinato la deviazione del traffico tra Siliguri e Alipurduar, un tratto dove quest'anno sono morti diversi elefanti a causa della collisione con i treni. L'ultimo incidente in questa area di dense foreste risale a circa un mese fa quando ben sei pachidermi sono stati uccisi e 15 sono rimasti feriti mentre attraversavano di notte i binari. Secondo i dati ufficiali, tra il 2007 e 2012 sono morti 77 elefanti nelle riserve naturali del Paese a causa di scontri ferroviari, ma gli ambientalisti stimano che siano almeno 500, in quanto molti incidenti non sono stati registrati dalle autorita' forestali. Di recente il governo locale del West Bengala ha deciso di prendere misure di protezione, come quello di costruire dei cavalcaferrovia nei punti di passaggio. Esiste anche un progetto pilota per dotare i treni di "radar" per segnalare la presenza degli elefanti che si muovono soprattutto di notte in cerca di acqua o cibo. In India vive oltre la meta' degli elefanti allo stato brado esistenti in Asia, ma la loro sopravvivenza e' minacciata dalla crescente urbanizzazione del territorio e dalla costruzione di strade e ferrovie