Visualizzazione post con etichetta alluvioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alluvioni. Mostra tutti i post
martedì 6 ottobre 2009
Milioni di alluvionati in Karnataka e Andhra Pradesh
E’ una corsa contro il tempo per soccorrere i sopravissuti delle inondazioni che hanno colpito larga parte del Sud dell’India. Dopo cinque giorni di pioggia battente ci sarebbero ancora circa 350 villaggi sommersi in particolare negli stati dell’Andhra Pradesh e del Karnataka, due regioni che paradossalmente erano state duramente colpite dalla siccità durante la stagione estiva. Usando elicotteri e barche i soccorritori stanno cercando di portare in salvo gli alluvionati, ma anche di distribuire cibo e medicinali a quelli che hanno trovato rifugio nelle zone più alte. Secondo alcune stime 17 milioni di persone sono state costrette a lasciare le loro case allagate o distrutte dalle piene dei fiumi. Finora sono stati recuperati circa 300 corpi, ma il bilancio delle vittime è probabilmente destinato ad aumentare nei prossimi giorni quando il livello dei fiumi tornerà normale. Le inondazioni, un fenomeno abbastanza raro per l’India del sud, avrebbero avrebbe causato miliardi di dollari di danni all’agricoltura e al bestiame, gli unici mezzi di sostentamento per milioni di contadini. Con l’aiuto dell’esercito, le autorità stanno allestendo tendopoli e centri di accoglienza per gli sfollati. Dopo aver sorvolato le aree devastate, la leader del partito del Congresso Sonia Gandhi ha promesso fondi di emergenza e per la ricostruzione. I danni maggiori sarebbero stati causati dalla massa d’acqua fuoriuscita da alcuni grandi sbarramenti sui principali fiumi dello stato del Karnataka.
sabato 30 agosto 2008
Bihar, due milioni in fuga per straripamento fiume Kosi
In onda su Radio Svizzera Italiana
Le incessanti piogge monsoniche stanno rallentando la gigantesca evacuazione di due milioni di abitanti dalle zone alluvionate in Bihar, uno degli stati indiani più poveri. Il disastro, che i giornali hanno definito la Katrina dell’India, è stato causato dal fiume Kosi, un affluente del Gange, che ha rotto gli argini nel vicino Nepal e si è riversato a sud allagando uno dopo l’altro centinaia di villaggi. Le autorità del Bihar avevano avvertito due giorni fa le popolazioni locali del pericolo, ma non ci sono stati né il tempo né i mezzi per far fronte all’esodo. Attualmente 300 mila persone hanno trovato rifugio in campi di accoglienza, templi e negli edifici più alti non travolti dal fiume che ha completamente cambiato il suo corso come hanno mostrato le riprese satellitari. Si stima che ci sarebbero ancora 600 mila persone da soccorrere aggrappati ai tetti delle case o a bordo di improvvisate imbarcazioni. Una barca carica di sfollati si è rovesciata ieri nel distretto di Madhepura, uno dei più colpiti a nord del capoluogo Patna, causando la morte di 20 persone. Le inondazioni hanno travolto decine di migliaia di case e distrutto i raccolti. Il primo ministro Manmohan Singh che due giorni fa ha sorvolato la zona ha detto che si tratta di una calamità nazionale e ha promesso risarcimenti per le famiglie delle vittime. Ma a preoccupare di più è il futuro dei senza tetto che hanno perso ogni mezzo di sostentamento e che dovranno aspettare almeno tre mesi prima che le acque comincino a defluire.
Le incessanti piogge monsoniche stanno rallentando la gigantesca evacuazione di due milioni di abitanti dalle zone alluvionate in Bihar, uno degli stati indiani più poveri. Il disastro, che i giornali hanno definito la Katrina dell’India, è stato causato dal fiume Kosi, un affluente del Gange, che ha rotto gli argini nel vicino Nepal e si è riversato a sud allagando uno dopo l’altro centinaia di villaggi. Le autorità del Bihar avevano avvertito due giorni fa le popolazioni locali del pericolo, ma non ci sono stati né il tempo né i mezzi per far fronte all’esodo. Attualmente 300 mila persone hanno trovato rifugio in campi di accoglienza, templi e negli edifici più alti non travolti dal fiume che ha completamente cambiato il suo corso come hanno mostrato le riprese satellitari. Si stima che ci sarebbero ancora 600 mila persone da soccorrere aggrappati ai tetti delle case o a bordo di improvvisate imbarcazioni. Una barca carica di sfollati si è rovesciata ieri nel distretto di Madhepura, uno dei più colpiti a nord del capoluogo Patna, causando la morte di 20 persone. Le inondazioni hanno travolto decine di migliaia di case e distrutto i raccolti. Il primo ministro Manmohan Singh che due giorni fa ha sorvolato la zona ha detto che si tratta di una calamità nazionale e ha promesso risarcimenti per le famiglie delle vittime. Ma a preoccupare di più è il futuro dei senza tetto che hanno perso ogni mezzo di sostentamento e che dovranno aspettare almeno tre mesi prima che le acque comincino a defluire.
Iscriviti a:
Post (Atom)
