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mercoledì 25 maggio 2011

India, la strage silenziosa di 12 milioni di bambine

In India mancano all'appello 12 milioni di bambine negli ultimi tre decenni a causa degli aborti ''selettivi'', praticati dalle famiglie che preferiscono avere un figlio maschio, soprattutto quando il primogenito e' femmina. E' la stima contenuta in uno studio della prestigiosa rivista scientifica Lancet dedicata alla ''strage silenziosa'' che sta scavando un solco sempre piu' profondo nella popolazione indiana. Secondo i dati del censimento 2011, lo squilibrio demografico e' di 914 donne su 1000 uomini. Non era mai stato cosi' basso dall'indipendenza. In particolare, nell'ultimo decennio sono ''sparite'' sei milioni di bambine. Nonostante le campagne ''rosa'' del governo, le famiglie indiane, anche quelle benestanti, continuano a privilegiare l'erede maschio e a considerare le figlie femmine ''un peso'' economico per l'usanza della dote necessaria per garantire un buon matrimonio. Il rapporto, basato su un campione di 250 mila nascite, mostra che gli aborti selettivi sono una pratica frequente tra il ceto urbano non solo dei popolosi stati settentrionali come Uttar Pradesh, Rajasthan e Haryana, ma anche nel sud dove lo squilibrio non era cosi' grave in passato. I dati appaiono ancora piu' allarmanti se si considera il ''surplus'' di 7,1 milioni di bambini maschi (nel 2001 era di 6 milioni e nel 1991 4,2 milioni). Per la popolazione adulta, invece, il divario e' di circa 38 milioni (623,7 milioni di maschi e 586,5 milioni di femmine). ''Siccome la famiglia indiana si e' ridotta negli anni, gli aborti selettivi sono sempre piu' praticati nel caso in cui il primo nato sia una femmina'' spiegano gli autori dello studio realizzato dal Centre for Global Health dell'universita' di Toronto, in Canada. Interessante e' notare che, mentre la percentuale delle donne e' salita nell'ultimo decennio grazie all'aumento dell'aspettativa di vita, il divario sessuale per i bambini da zero a sei anni e' sceso a 913 femmine su 100 maschi (da 927 su 1000 nel 2001). Le scioccanti cifre mostrano il fallimento delle politiche del governo e anche la mancanza di controlli sulle ecografie prenatali, vietate da una legge del 1996, ma facilmente effettuabili in diverse strutture clandestine. Preoccupato dalle conseguenze di lungo termine, dopo la pubblicazione dei dati del censimento 2011, un leader politico dello stato mussulmano di Jammu e Kashmir e ora ministro delle Energie Rinnovabili, Faruq Abdullah, aveva ironizzato dicendo ''che non e' lontano il giorno in cui non ci saranno piu' ragazze da sposare e allora diventeremo tutti gay''. Una battuta, non certo politicamente corretta, ma che nasconde le inquietudini della classe dirigente

giovedì 19 maggio 2011

India, si fara' il censimento dei ''poveri''

L'India ha deciso di contare i 'poveri' secondo nuovi criteri che escludono dalla soglia dell'indigenza chi ha un veicolo a motore, un frigorifero, una linea telefonica oppure una casa con mura di cemento. La decisione è stata presa oggi in una riunione del consiglio dei ministri presieduta dal premier Manmohan Singh. "Il consiglio di gabinetto ha approvato un nuovo censimento di coloro che sono al di sotto della linea della povertà nelle aree urbane e rurali" ha annunciato il ministro dell'informazione, la signora Ambika Soni all'agenzia Ians. Nello stesso tempo, sarà anche condotto un conteggio in base all'appartenenza castale e alla religione, due classificazioni finora escluse dai censimenti demografici. L'operazione inizierà a giugno e coinvolgerà oltre un milioni di operatori. I risultati saranno utilizzati dal governo per mettere a punto il prossimo piano economico quinquennale 2012-2017 e per rendere più efficaci i programmi di distribuzione di generi alimentari. Secondo stime governative, il 41.8% della popolazione della campagne è classificata povera, ma ci sono molte diversità di vedute sulla definizione della soglia di povertà. A questo proposito, il nuovo censimento stabilisce dei precisi criteri escludendo dalla definizione di indigenza i nuclei famigliari con un impiegato statale o con un membro che ha uno stipendio superiore a 10 mila rupie (156 euro circa). (ANSA).

mercoledì 29 settembre 2010

Carte identita' elettroniche, Sonia e Singh consegnano le prime dieci

Il premier Manmohan Singh e la leader del Congresso Sonia Gandhi hanno consegnato oggi le prime carte di identita' elettroniche a dieci contadini dello stato centrale del Maharashtra inaugurando un progetto che nei prossimi anni permettera' di costruire la piu' grande anagrafe nella storia dell'umanita'. Circa un miliardo e 200 milioni di indiani saranno ''schedati'' in base a un codice di identificazione a 12 cifre, impronte digitali e scansione dell'iride. ''Ogni cittadino indiano avra' un'identita' e cio' permettera' ai ceti piu' poveri di far valere per la prima volta i loro diritti'' ha affermato Singh in una cerimonia trasmessa in diretta dalle televisioni indiane, davanti a una comunita' tribale di un remoto villaggio nel distretto di Nandurbar, scelto per lanciare l'iniziativa battezzata Unique Identification Number (Uid). Il progetto e' stato concepito dalla mente di Nandan Nilekani, il milionario e cofondatore della societa' di informatica Infosys, chiamato dal governo 14 mesi a realizzare la mega banca dati.
La ''card'' biometrica, simile a una carta di credito, e' dotata di un chip e consentira' di usufruire di servizi pubblici, di votare e, anche per esempio, di aprire un conto in banca o richiedere una connessione telefonica. Se si esclude una ristretta fascia di persone che hanno un codice fiscale, la stragrande maggioranza della popolazione indiana non e' oggi censita in alcuna banca dati.
L'anagrafe sara' costruita grazie ai dati raccolti dal censimento demografico 2011, che e' in corso e che sara' realizzato casa per casa da 2,5 milioni di volontari e funzionari .
Nilekani prevede di fornire i codici di identificazione ad almeno il 60% della popolazione nei prossimi tre anni.