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mercoledì 21 novembre 2012

L’Indro: India, giustiziato il terrorista pachistano delle stragi di Mumbai

India, Human Rights Watch critica esecuzione terrorista pachistano

L'associazione per i diritti umani, Human Rights Watch, ha criticato oggi l'India per aver rotto la moratoria volontaria sulle esecuzioni delle condanne a morte con l'impiccagione del terrorista pachistano Ajmal Amir Kasab avvenuta ieri mattina in un carcere di Pune. In un comunicato l'associazione chiede a New Delhi di ristabilire la sospensione delle condanne al patibolo che durava dal 2004, data dell'ultima esecuzione. "L'impiccagione di Ajmal Kasab è un passo indietro per la giustizia indiana", ha detto Meenakshi Ganguly, responsabile per il sud dell'Asia aggiungendo che il governo dovrebbe "prendere azioni per abolire definitivamente la pena di morte". Human Rights Watch ha ricordato che l'esecuzione di Kasab, l'unico militante superstite del commando terroristico responsabile degli attentati di Mumbai nel 2008, giunge due giorni dopo che New Delhi si è espressa contro un progetto di risoluzione delle Nazioni Unite sulla moratoria delle pene capitali. Il documento è stato adottato con il voto di 110 Paesi a favore e 39 contrari, tra cui l'India.

lunedì 3 maggio 2010

Mumbai, tribunale condanna terrorista pachistano Kasab

Era molto attesa la sentenza a carico di Ajmal Kasab, il terrorista pachistano che da 17 mesi si trova in carcere e che e’ l’unico sopravissuto del commando che nel 2008 ha seminato il terrore a Mumbai. Come era prevedibile, vista la quantita’ di prove, testimoni oculari e anche un filmato, un tribunale speciale ha giudicato Kasab colpevole per la strage. Ma per sapere se sara’ comminata la pena di morte, occorre aspettare la lettura delle motivazioni della sentenza prevista per domani. Kasab e’ stato condannato sulla base di 86 capi di imputazione, tra cui insurrezione armata, cospirazione contro lo stato e sette omicidi. Ma quello che ‘e piu’ rilevante e’ che i giudici hanno detto che lui e i suoi nove complici uccisi nell’attacco sono stati addestrati e finanziati dal gruppo estremista Lashkar-e-Taiba che ha sede in Pakistan. Islamabad aveva riconosciuto la matrice dell’attacco e aveva di recente chiesto di interrogare il giovane militante. Non e’ chiaro quale sara’ la conseguenza sul disgelo tra i due paesi deciso la scorsa settimana dopo un vertice in Bhutan. Il ministro indiano degli interni Chidambaram ha usato parole dure. ‘’Questa sentenza – ha detto – e’ un messaggio al Pakistan perche’ non esporti il terrorismo’’.