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mercoledì 5 marzo 2014

India, maratona elettorale dal 7 aprile al 12 maggio

Dopo cinque anni l'India, la piu' grande democrazia del mondo, si rimette in cammino con una maratona elettorale che partira' il 7 aprile e terminera' il 12 maggio. Oltre 814 milioni di indiani, dai piu' sperduti villaggi dell'HImalaya fino alle tribu' delle isole Andamane, sono chiamati a rinnovare i 543 seggi della Camera bassa (Lok Sabha). 
Per permettere questo gigantesco esercizio elettorale, il voto nei 29 Stati e cinque territori dell'Unione si terra' a tappe in nove diverse giornate. Il calendario, annunciato dalla Commissione elettorale  in una conferenza stampa oggi a New Delhi, e' stato messo a punto tenendo conto delle condizioni climatiche, della stagione dei raccolti e degli esami scolastici.
Ufficialmente da oggi l'India entra quindi in una fase di "paralisi" elettorale. Come previsto dai regolamenti, entra in vigore un rigido codice di condotta per il governo e per i partiti che impedisce qualsiasi iniziativa politica che possa influenzare l'elettorato.  E questo varra' molto probabilmente anche per eventuali decisioni di New Delhi in merito al ricorso dell'Italia alla Corte Suprema sulla vicenda dei maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
I risultati delle elezioni, che sono le sedicesime nella storia della nazione asiatica, si conosceranno il 16 maggio.  La legislatura scade il 31 maggio e quindi dal primo giugno si insediera' il nuovo Lok Sabha che dovra' a sua volta eleggere un primo ministro.
Il favorito e' il leader della destra  Narendra Modi, 'chief minister' del Gujarat e beniamino degli industriali, che appartiene al Bharatya Janata Party (Bjp), il partito dell'Opposizione indu nazionalista. Secondo tutti i sondaggi, lo storico partito del Congresso che e' al potere da dieci anni, sarebbe destinato a una secca sconfitta e con esso anche Rahul Gandhi, il figlio e delfino politico della leader Sonia Gandhi, che guida la campagna elettorale, ma che non si e' ufficialmente candidato al posto attualmente coperto dall'anziano economista Manmohan Singh.
Va pero' ricordato che anche nel 2004 il Bjp era dato per vincente negli 'opinion polls' e invece l'italo-indiana Sonia ha trionfato grazie all'appoggio delle masse delle campagne.
Oltre a due partiti maggiori, c'e' anche l'outsider Arvind Kejriwal, il "Beppe Grillo indiano" che guida un partito anti corruzione e che scalzato il Congresso nelle  amministrative di New Delhi a dicembre. Di recente e' anche nato un "terzo polo" formato da 11 partiti regionali. 
Circa 100 milioni di giovani voteranno per la prima volta e, secondo molti analisti, saranno determinanti per la futura maggioranza. Ma tutto dipendera' dalla loro partecipazione.
Il voto sara' elettronico e si terra' in 930 mila seggi elettorali, il 12% in piu' del 2009.  Per la prima volta, per quanto riguarda le legislative, gli elettori avranno la possibilita' di dichiarare la propria astensione pigiando sul tasto "None of the above" (nessuno di quelli sopra).
In alcuni stati, per ragioni logistiche, il voto si terra' in piu' giornate. Per esempio, nel popoloso Uttar Pradesh, che ha circa 200 milioni di abitanti e che esprime 80 seggi , l'esercizio si terra' in sei fasi.
Per la prima volta, andra' al voto anche il neonato Telangana, lo stato del polo informatico e farmaceutico di Hyderabad, nato quest'anno da una costola dell'Andhra Pradesh. 

  

domenica 31 maggio 2009

Meira Kumar, prima donna presidente della Camera

Per la prima volta in India una donna è stata scelta a presiedere la nuova Camera Bassa che si insedia domani. Meira Kumar, 64 anni, parlamentare del Congresso sarà infatti la “speaker” del Lok Sabha o Assemblea del Popolo che conta 543 deputati.
A volere la sua nomina, che sarà formalizzata nella sessione del 3 giugno, è stata Sonia Gandhi, la leader del Congresso, il partito di maggioranza che ha trionfato nelle elezioni di maggio-aprile. Di estrazione “dalit” (gli “intoccabili”), Kumar è originaria dello stato settentrionale del Bihar e fa parte di una dinastia politica essendo la figlia di un ex vice primo ministro. Ha una lunga esperienza come diplomatica prima e nel precedente governo come ministro per la giustizia sociale dove si era battuta, in particolare, per la promozione di matrimoni tra caste differenti. Era stata riconfermata venerdì scorso nella nuova compagine governativa di Manmohan Singh come ministro per le risorse idriche, incarico da cui dovrà dimettersi.
Il suo predecessore era il comunista marxista bengalese Somnath Chatterjee, espulso dal partito nel 2008 perché si era rifiutato di votare contro in un cruciale voto di fiducia al governo sull’accordo indo-americano sul commercio di tecnologia nucleare.
Non è la prima volta che Sonia Gandhi affida una delle massime cariche istituzionali ad una donna. Nel 2007, un'altra “fedelissima” del Congresso, Pratibha Patil era stata scelta come presidente della Repubblica al posto dello scienziato nucleare mussulmano Abdul Kalam.