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venerdì 13 maggio 2011
Talebani, identik del Tehrik-e-Taliban Pakistan - TTP
Il Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp, 'Movimento degli studenti del Pakistan'), che ha rivendicato oggi la strage contro una caserma di Charsadda, e' il principale gruppo terroristico in Pakistan. Ha le sue basi nel Waziristan ed e' legato al Qaida da circa quattro anni. Poche ore dopo l'operazione di Abbottabad del 2 maggio, aveva minacciato nuovi attentati contro il Pakistan e gli Stati Uniti. Non e' un gruppo omogeneo, ma un ''alleanza'' tra diversi leader talebani che controllano il confine pachistano-afghano e che hanno comuni obiettivi. Tra questi ci sono: l'applicazione della sharia; unita' d'azione contro le truppe internazionali in Afghanistan; jihad in Pakistan e rifiuto di negoziare con il governo; liberazione di decine di esponenti incarcerati; abolizione dei checkpoint e stop alle operazioni militari nella regione. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 il Ttp ha stretto una alleanza formale con i talebani afghani del Mullah Omar e con al Qaida che ha portato alla formazione di un consiglio unitario. I talebani pachistani sono accusati di innumerevoli stragi con la complicita' di gruppi jihadisti del Punjab pachistano, e anche dell'assassinio di Benazir Bhutto nel dicembre 2007. Si sospetta un coinvolgimento anche nel fallito attentato di Times Square. Il capo del Ttp e' Hakimullah Mehsud, ex vice del fondatore Baitullah Mehsud, ucciso da un drone Usa nel 2009. Dato per morto oltre un anno fa, e' ricomparso in un video sul web nell'aprile 2010 per minacciare attentati contro ''le grandi citta' americane''
martedì 8 marzo 2011
Pakistan, altra strage in Punjab, 32 morti
Un'autobomba parcheggiata in una stazione di rifornimento del gas ha fatto strage oggi di 32 persone a Faisalabad, terza citta' pachistana e importante centro industriale della provincia centrale del Punjab, caratterizzata da una forte presenza di cristiani. L'attentato e' stato rivendicato dal principale gruppo militante talebano con una telefonata a una agenzia di stampa internazionale, in cui si diceva che l'obiettivo era una sede dei servizi segreti dell'Isi che sorge nelle vicinanze e che non e' stata danneggiata.
La deflagrazione, di vaste proporzioni in quanto ha causato l'esplosione di alcune bombole del gas, ha provocato il ferimento di altre 125 persone, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. La stazione di servizio, tre edifici circostanti, tra cui gli uffici della compagnia di bandiera Pia e decine di auto parcheggiate sono andate distrutte. I soccorritori hanno lavorato a lungo per estrarre vittime e superstiti dalle macerie. Da quanto si e' appreso, l'esplosivo era nascosto in un'auto e il detonatore e' stato azionato a distanza. Parlando a una televisione locale, il commissario della polizia di Faisalabad, Tahir Husain, ha escluso la presenza di un kamikaze.
Secondo un portavoce del gruppo Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp), la principale sigla attiva nel nord ovest, l'attentato e' stato compiuto per vendetta contro l'uccisione di militanti del movimento da parte delle forze di sicurezza lo scorso anno nella stessa Faisalabad. Poche ore dopo la strage, alcuni missili lanciato da un aereo drone americano hanno ucciso almeno cinque sospetti militanti islamici nel Sud Waziristan, alla frontiera con Afghanistan.
L'ultimo attacco terroristico (questo non rivendicato dai talebani) risale a venerdi' scorso. Una bomba piazzata in una affollata moschea nei pressi di un mausoleo sufi a Nowshera (provincia dii Khyber-Paktunkwa, vicino a Peshawar) aveva massacrato 11 fedeli che erano in coda per ricevere un pasto.
Secondo alcune stime, in Pakistan circa 4 mila persone sono morte in attacchi esplosivi, attentati suicidi e atti di terrorismo dei talebani pachistani o dei gruppi legati ad Al Qaeda dal luglio 2007, ovvero dopo l'assedio alla Moschea Rossa di Islamabad che segno' l'inizio della campagna del governo contro i gruppi estremisti islamici del paese.
La deflagrazione, di vaste proporzioni in quanto ha causato l'esplosione di alcune bombole del gas, ha provocato il ferimento di altre 125 persone, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. La stazione di servizio, tre edifici circostanti, tra cui gli uffici della compagnia di bandiera Pia e decine di auto parcheggiate sono andate distrutte. I soccorritori hanno lavorato a lungo per estrarre vittime e superstiti dalle macerie. Da quanto si e' appreso, l'esplosivo era nascosto in un'auto e il detonatore e' stato azionato a distanza. Parlando a una televisione locale, il commissario della polizia di Faisalabad, Tahir Husain, ha escluso la presenza di un kamikaze.
Secondo un portavoce del gruppo Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp), la principale sigla attiva nel nord ovest, l'attentato e' stato compiuto per vendetta contro l'uccisione di militanti del movimento da parte delle forze di sicurezza lo scorso anno nella stessa Faisalabad. Poche ore dopo la strage, alcuni missili lanciato da un aereo drone americano hanno ucciso almeno cinque sospetti militanti islamici nel Sud Waziristan, alla frontiera con Afghanistan.
L'ultimo attacco terroristico (questo non rivendicato dai talebani) risale a venerdi' scorso. Una bomba piazzata in una affollata moschea nei pressi di un mausoleo sufi a Nowshera (provincia dii Khyber-Paktunkwa, vicino a Peshawar) aveva massacrato 11 fedeli che erano in coda per ricevere un pasto.
Secondo alcune stime, in Pakistan circa 4 mila persone sono morte in attacchi esplosivi, attentati suicidi e atti di terrorismo dei talebani pachistani o dei gruppi legati ad Al Qaeda dal luglio 2007, ovvero dopo l'assedio alla Moschea Rossa di Islamabad che segno' l'inizio della campagna del governo contro i gruppi estremisti islamici del paese.
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