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giovedì 29 agosto 2013

Crisi: Ratan Tata, ''India ha perso fiducia del mondo''

''L'India ha perso la fiducia del mondo'' e ''il governo se ne e' accorto in ritardo''. Lo ha detto in un'intervista Ratan Tata, ex presidente dell'omonimo gruppo, a proposito della svalutazione della rupia che ha toccato ieri un nuovo minimo sul dollaro e della ''fuga'' degli investitori stranieri. Il magnate, considerato come 'l'Agnelli indiano', ha duramente criticato il governo dell'economista Manmohan Singh per ''mancanza di leadership'' e per aver ceduto a ''poteri forti'' che spesso hanno influenzato le politiche economiche. ''Il governo ha varato delle manovre che sono state poi spesso manipolate o cambiate da poteri forti'', ha spiegato in una lunga intervista alla televisione Cnn-Ibn, la prima da quando e' andato in pensione alla fine dell'anno. Ha poi aggiunto che ''bisognerebbe agire per il bene del Paese e non per l'interesse di pochi''. Da alcuni anni Tata si e' schierato a fianco del leader della destra nazionalista Narendra Modi, 'chief minister' del Gujarat e indicato come candidato al posto di primo ministro nelle elezioni politiche della prossima primavera.

venerdì 28 dicembre 2012

Ratan Tata compie 75 anni, da oggi e' in pensione


Ha passato il giorno del suo 75 esimo compleanno nella sua villa di Pune, nei pressi di Mumbai, ‘’l’Agnelli indiano’’, come e’ stato definito Ratan Tata, il piu famoso industriale del Paese a capo di un impero che va dall’informatica al te’.  Come previsto da tempo, il conglomerato fondato da suo nonno, passa da oggi nelle mani di Cyrus Mistry, figlio del principale azionista e anche parente. Nei 21 anni alla presidenza del gruppo, Tata, rimasto scapolo e senza figli, e’ riuscito ad accrescere la dimensione della sua azienda di ben 51 volte fino a portarla ai 100 miliardi di dollari  di valore. La stampa indiana dedica oggi numerose pagine all’evento che segna una svolta nella storia industriale indiana.
Tra i maggiori successi imprenditoriali di Tata c’e’ l’acquisizione delle acciaierie Chorus  e del gruppo Jaguar-Land Rover.  Ma probabilmente la sua piu’ grande impresa e’ quella di aver prodotto l’auto piu’ economica del mondo, la Tata Nano, lanciata alcuni anni fa come l’auto del popolo, ma che  non ha avuto il successo sperato. Dopo il pensionamento Tata ha detto di volersi dedicare ad attivita’ filantropiche e  poi anche alla cura dei suoi amatissimi cane lupo.

giovedì 24 novembre 2011

Tata, Cyrus Mistry, scelto come successore dell'''Agnelli indiano''

La nomina di Cyrus Mistry, alla guida del gruppo Tata a partire dal prossimo anno dopo il pensionamento di Ratan Tata, ha conquistato oggi le prime pagine di tutta la stampa indiana.
L'annuncio ha colto di sorpresa la maggior parte dei commentatori che avevano dato come favorito Noel Tata, fratellastro di Ratan, alla guida del piu' famoso conglomerato indiano che spazia dal te' all'informatica e che e' partner di Fiat in India.
Descritto dai giornali, come ''mite, schietto e e semplice'', ''un appassionato di golf e di Suv'', ''legato alla famiglia'' e con un ''basso profilo'', oltre a uno che ''evita il jet set'', Mistry e' stato scelto da un comitato ristretto tra una rosa di 14 candidati dopo una ricerca durata un anno.
Il quotidiano ''The Times of India'' rivela oggi che a dire l'ultima parola e' stato lo stesso 73enne Tata che lo avrebbe preferito al fratellastro perche piu' giovane, mentre quest'ultimo e' gia' oltre la cinquantina. Come scrive il giornale, ''da anni Rata Tata va dicendo che avrebbe voluto qualcuno intorno ai 40 anni'' a capo dell'impero fondato 143 anni fa da Jamsetji Nusserwanji Tata e che - a parte una breve parentesi dal 1932 al 1938 - e' sempre stato guidato da un membro della famiglia.
Il giornale aggiunge che Tata e' stato ''impressionato anche dalla sua intelligenza e dai successi nelle acquisizioni e diversificazioni dell'azienda di famiglia Shapoorjee Pallonjee, il settimo gruppo piu' ricco in India che detiene il 18.5% delle azioni di Tata Sons (la cassaforte di famiglia). Ma dalla sua Mistry ha anche il fatto di essere un Parsi, di avere legami di parentela (Noel Tata e' suo cognato), di avere legami internazionali (ha passaporto irlandese) e soprattutto la tipica riservatezza che caratterizza gli ''Agnelli'' indiani. Basti pensare che il suo profilo di Wikipedia e' stato scritto solo dopo la nomina e che di lui si hanno solo un paio di foto.
Il cambio della guardia, che avverra' tra un anno, sara' seguito con attenzione anche in Italia dove il gruppo ha diversi legami. Oltre a Fiat (Ratat Tata e' nel consiglio di amministrazione), il gruppo Tata e' dal 2008 partner strategico di Piaggio Aero Industries, dal 2009 ha una joint venture con Agusta Westland (Finmeccanica) per l'assemblaggio degli elicotteri Aw-119 e lo scorso anno ha acquisito la societa' di design automobilistico torinese Trilix che ha contribuito al progetto della mini car Tata Nano.

domenica 21 dicembre 2008

Ratan Tata alla riapertura del Taj Hotel: "non ci faremo mettere al tappeto"

“Ci potranno prendere a pugni, ma non mettere al tappeto”. E’ un Ratan Tata decisamente battagliero quello che oggi pomeriggio ha riaperto la “torre” dell’hotel Taj di Mumbai gravemente danneggiato dall’attacco terroristico del 26 costato la vita a oltre 170 persone. Dopo tre settimane i cinque ristoranti, dove in parte si è consumato il tragico assedio durato 60 ore, hanno riaperto i battenti. Il personale dell’hotel ha detto che stasera hanno fatto il pienone di prenotazioni a dimostrazione di quello che il fondatore del gruppo a cui fa capo la catena Taj ha definito “un grande tributo e un forte segnale della città di Mumbai”. Nello storico hotel-simbolo che sorge sull’estremitá meridionale di Colaba hanno perso la vita in totale 31 persone, tra cui 12 dipedenti e due agenti di sicurezza. A costoro sarà dedicata una scultura bronzea che rappresenta un “Albero della Vita” e che è uno delle pochi pezzi della collezione d’arte non distrutti nell’incendio che si è sprigionato agli ultimi piani sotto la grande cupola. Con la voce rotta dall’emozione, Tata ha poi detto che la torre restaurata sarà “dedicata alle vittime della strage”. Una prima porzione dell’adiacente edificio storico sarà invece riaperta a febbraio, mentre l’intero hotel sarà pronto per la fine dell’anno. “Lo ricostruiremo mattone dopo mattone e lo riporteremo al suo splendore di 100 anni fa ” ha detto ripetendo la promessa che aveva fatto poche ore dopo la fine del blitz delle teste di cuoio, quando si era presentato di fronte in camicia e con gli occhi arrossati per le notti insonni. L’hotel era stato inaugurato dal suo antenato Jamsedji nel 1903 in piena epoca coloniale britannica ed ha quindi un forte valore simbolico per una dinastia che ha segnato la storia industriale dell’India e che oggi ha interessi in tutti i settori, dalle piantagioni di tè fino all’informatica.
Ma quest’anno non è stato particolarmente favorevole per Mister Tata, che dopo aver annunciato all’inizio dell’anno la “mini car” da 2200 dollari, sogno di milioni di indiani, ha dovuto sospendere temporaneamente la produzione a causa delle proteste del movimento contadino del Bengala Occidentale dove doveva sorgere la nuova fabbrica. Dopo è arrivata la crisi economica mondiale che ha fatto vacillare le acquisizioni all’estero, tra cui quella di Jaguar-Land Rover. In tante sventure economiche, la ricostruzione del Taj è anche un modo per prendersi una rivincita e riaffermare lo spirito combattiero dei Tata. E chissa’ forse anche risollevare le sorti di un’India diventata improvvisamente fragile e vulnerabile.