Le misure di sicurezza intorno ad Asia Bibi, la cristiana condannata a morte per blasfemia, non ''sono sufficienti'' e la donna dovrebbe essere trasferita in un altro carcere piu' grande. Sono le conclusioni di un rapporto compilato dai servizi segreti e reso noto dal quotidiano Express Tribune, in una giornata carica di tensione per il dibattito sulla controversa disposizione legislativa e per la paura di ritorsioni contro esponenti del governo favorevoli a modifiche.
Da quando il suo caso e' salito alla ribalta della cronache mondiali, la Bibi vive sotto la minaccia dai fondamentalisti islamici che si oppongono alla sua liberazione o alla concessione della grazia presidenziale. Dopo l'assassinio del governatore del Punjab, Salman Taseer, che era intervenuto a suo favore, la protezione e' stata rafforzata, ma sarebbe ancora largamente inadeguati secondo un'agenzia di intelligence della provincia del Punjab dove sorge la prigione. La madre di cinque figli si trova nella sezione femminile del piccolo carcere di Sheikhupura insieme ad altre15 o 16 detenute ed e' sorvegliata da una sola guardia all'interno e da cinque poliziotti che fanno la ronda davanti alle mura piu' due pattuglie in motocicletta. Ma gli agenti ''non sono vigili e la maggior parte delle volte sono assenti'' scrive il rapporto. Inoltre non ci sono particolare restrizioni o controlli sulle visite'. ''Il marito Ashiq Masih e' trattato come un normale visitatore e non ci sono speciali misure quando incontra la Bibi'' conclude.
Continuano intanto le polemiche intorno alla legge sulla blasfemia difesa a spada tratta da tutti i partiti religiosi. Sempre secondo l'Express Tribune, il Council of Islamic Ideology (Cii), un organismo consultivo del governo pachistano su affari religiosi islamici, ha suggerito di introdurre la pena di morte per chi sia riconosciuto colpevole di aver usato la legge per altri fini, come spesso accade quando si vogliono colpire le altre minoranze religiose.
Dopo l'omicidio di Taseer lo scorso 4 gennaio, la tensione e' sempre alta. Il ministro delle minoranze, il cristiano Shabhaz Bhatti, ha detto a un'agenzia internazionale di temere per la propria vita e che continua a ricevere minacce di morte. ''Sono l'obiettivo piu' ambito ora'' ha confessato.
Sempre oggi, per allentare la pressione dei partiti islamici, il ministro dell'Interno, Rehman Malik ha ribadito il parere del governo che e' di ''non introdurre alcun emendamento alla legge sulla blasfemia e data la sensibilita' dell'argomento, non si dovrebbe mettere in discussione questa posizione che e' assolutamente chiara''.
giovedì 13 gennaio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
In Gujarat il gotha dell'industria indiana
Il gotha dell'industria indiana e' da oggi nello stato settentrionale del Gujarat, roccaforte della destra indu nazionalista, per un summit economico dove saranno annunciati miliardi di dollari di investimenti in progetti e fabbriche nella regione. Il cosiddetto ''Vibrant Gujarat Global Summit'', che si e' aperto oggi a Gandhinagar, e' considerato una ''Davos della destra'' per mettere in mostra i progressi del Gujarat, lo stato piu' industrializzato e da cui provengono circa il 20% delle esportazioni indiane. Anche quest'anno, vi partecipano i piu' importanti capitani d'industria, dai fratelli Mukesh e Anil Ambani (Reliance) a Ratan Tata, partner di Fiat, insieme a delegazioni straniere, tra cui anche una piccola rappresentanza del made in Italy. Il convegno e' stato ideato cinque anni fa da Narendra Modi, alla guida dello stato da dieci anni, leader della destra indiana, nemico di Sonia Gandhi e corteggiato dalla maggior parte degli industriali che lo vorrebbero come primo ministro. Da molti viene indicato come il maggiore rivale del governo del Congresso, di recente in difficolta' per via dell'inflazione e di varie tangentopoli, anche se la sua immagine e' molto offuscata dai nei pogrom anti mussulmani del 2002 scoppiati nel stato che ha dato i natali al Mahatma Gandhi.
domenica 9 gennaio 2011
Pakistan, 50 mila in strada per difendere legge blasfemia
A quasi una settimana dall'assassinio del governatore del Punjab, Salman Taseer, ucciso da un uomo della sua scorta, i fondamentalisti fanno di nuovo sentire la loro voce a difesa della legge sulla blasfemia, che il governo vorrebbe riformare per renderla meno severa. Dai 40 ai 50 mila manifestanti, secondo fonti della polizia, hanno dimostrato ieri nella metropoli di Karachi. Il maxi corteo e' stato organizzato da un fronte comune di partiti e associazioni religiose che alcune settimane fa avevano lanciato una campagna nazionale a sostegno della legge che prevede la pena di morte per chi offende il nome di Maometto. I manifestanti hanno marciato con slogan in cui definivano la legge come ''divina'' e con fotografie di Muntaz Kadri, la guardia del corpo che dopo aver ucciso il liberale Taseer, e' diventato un eroe nazionale per le frange fondamentaliste della societa' pachistana sempre piu' divisa su questa norma legislativa, spesso usata come strumento di persecuzione delle minoranze. Intanto altri politici laici , come la deputata Sherry Rehman, che ha presentato una proposta di modifica della legge in parlamento, sono entrati ora sulla lista nera dei radicali.
martedì 4 gennaio 2011
Pakistan, ucciso governatore anti legge blasfemia
Un famoso politico pachistano che si era battuto per la liberazione della cristiana Asia Bibi e per l'abolizione della crudele legge sulla blasfemia e' stato assassinato oggi nel pieno centro di Islamabad. Salman Taseer, governatore del Punjab e fedelissimo del presiodente Asif Ali zardari, e' stato crivellato di colpi da una sua guardia del corpo risentita per il suo atteggiamento troppo liberale nei confronti di coloro che insultano il nome di Maometto. L'uccisione e' coincisa con una gravissima crisi politica in cui da due giorni e' precipitato il Paese dopo il ritiro dal governo di un influente partito regionale al potere nella provincia del Sindh che ha lasciato il premier Yousuf Raza Gilani senza una maggioranza. Ma ogni disputa politica sara' sospesa nei prossimi tre giorni che sono stati dichiarati di lutto nazionale. L'attentato ha anche sollevato un'ondata di proteste di piazza da parte dei sostenitori del partito popolare pachistano (Ppp) a cui apparteneva la vittima. Lo stadi di allerta e scattato in diverse citta' del Punjab per il tuimore di disordini.
Il sessantacinquenne Taseer, ex ministro nel regome di Pervez Mushaffar e nel mirino degli estremisti islamici per le sue vedute liberali, si trovava nel pomeriggio in un popolare quartiere della capitale frequentato da diplomatici e turisti. Secondo la rcostrzuine dei media locali basata su testimonianze, era appena uscit dalla sua residenza e stava per salire i auto, quando uno dei bodyguard appartenente a un comando di elite ha estratto un mitragliatore AK47 e gli ha sparato nove colpi a distanza ravvicinata. Il governatore e' caduto in una pozza di sangue ed e stato trasportato un un vicino ospedale dove e' giunto cadavere. Subito dopo la sua azione, l'agente che si chiama Malik Muntaz Hussain Qadri (26 anni) ha gettato l'arma del delitto e si e' arreso ai colleghi. Dopo essere arrestato, ha confessato i motivi del suo gento, che secondo quanto ha raccontato il ministro dell'Intern Rehman Malik ai giornalisti, e' legato alle recenti polemiche nate sulla legge della blasfemia dopo la condanna a morte della Bibi. ''L'ho ucciso perche' ha definito la legge una ''kala kanoon'', un espressione che in urdu significa ''legge nera'' e che si intende per provvedimenti legislativi che hanno conseguenze negative. Ad una televisione, mentre lo portavano in caserma ha poi detto che Salman Taseer era un blasfema e che quelal era la punzione per i blasfemi''
La legge, introdotta all'epoca del dittatore Zia ul Haq, e' usata dalle frange radicali come strumento di persecuzione contro le minoranze religiose. Dopo il clamore della vicenda della Bibi, il governo ha promesso di volere introdurre alcuni emendamenti che sono pero' fortemente osteggiati dai partiti religiosi.
Era stato proprio il governatore Taseer a schierarsi al fianco della madre di cinque figli recandosi a trovarla in carcere, dove si trova da circa due anni. In quella occasione aveva dichiarato di aver presentato una domanda di grazia al presidente Zardari, di cui e' un uno stretto collaboratore. Proprio per questo e per una serie di interviste televisive, tra cui una ala Cnn in cui auspicava emendamenti, si era creato molti nemici tra le frange radicali islamiche. In un post su Twitter, venerdi' scorso, scriveva di ''essere sotto enorme pressione'' da parte della destra che voleva piegarlo e che si ''era rifiutato. Anche se sono l'ultimo a rimanere in piedi''. Parole profetiche che testimoniano il clima di tensione nel paese dovuto al dibattito in corso sull'obsoleta legge.
In un messaggio oggi, Zardari ha descritto l'uccisione come un crimine ''tra i piu' orrendi'' e ha promesso di fare giustizia.
Il brutale omicidio ha scosso l'intero paese che da mesi e' diviso proprio sulla riforma della controversa legge sulla blasfemia e richia anxche di aggravare la crisi politica in cui e'; precipitato il governo di Gilani, minacciato dall'opposizione che proprio ogi ha dato 72 ore di tempo per accettare alcune riforme fiscali e revocare l'impopolare aumento della benzina.
Il sessantacinquenne Taseer, ex ministro nel regome di Pervez Mushaffar e nel mirino degli estremisti islamici per le sue vedute liberali, si trovava nel pomeriggio in un popolare quartiere della capitale frequentato da diplomatici e turisti. Secondo la rcostrzuine dei media locali basata su testimonianze, era appena uscit dalla sua residenza e stava per salire i auto, quando uno dei bodyguard appartenente a un comando di elite ha estratto un mitragliatore AK47 e gli ha sparato nove colpi a distanza ravvicinata. Il governatore e' caduto in una pozza di sangue ed e stato trasportato un un vicino ospedale dove e' giunto cadavere. Subito dopo la sua azione, l'agente che si chiama Malik Muntaz Hussain Qadri (26 anni) ha gettato l'arma del delitto e si e' arreso ai colleghi. Dopo essere arrestato, ha confessato i motivi del suo gento, che secondo quanto ha raccontato il ministro dell'Intern Rehman Malik ai giornalisti, e' legato alle recenti polemiche nate sulla legge della blasfemia dopo la condanna a morte della Bibi. ''L'ho ucciso perche' ha definito la legge una ''kala kanoon'', un espressione che in urdu significa ''legge nera'' e che si intende per provvedimenti legislativi che hanno conseguenze negative. Ad una televisione, mentre lo portavano in caserma ha poi detto che Salman Taseer era un blasfema e che quelal era la punzione per i blasfemi''
La legge, introdotta all'epoca del dittatore Zia ul Haq, e' usata dalle frange radicali come strumento di persecuzione contro le minoranze religiose. Dopo il clamore della vicenda della Bibi, il governo ha promesso di volere introdurre alcuni emendamenti che sono pero' fortemente osteggiati dai partiti religiosi.
Era stato proprio il governatore Taseer a schierarsi al fianco della madre di cinque figli recandosi a trovarla in carcere, dove si trova da circa due anni. In quella occasione aveva dichiarato di aver presentato una domanda di grazia al presidente Zardari, di cui e' un uno stretto collaboratore. Proprio per questo e per una serie di interviste televisive, tra cui una ala Cnn in cui auspicava emendamenti, si era creato molti nemici tra le frange radicali islamiche. In un post su Twitter, venerdi' scorso, scriveva di ''essere sotto enorme pressione'' da parte della destra che voleva piegarlo e che si ''era rifiutato. Anche se sono l'ultimo a rimanere in piedi''. Parole profetiche che testimoniano il clima di tensione nel paese dovuto al dibattito in corso sull'obsoleta legge.
In un messaggio oggi, Zardari ha descritto l'uccisione come un crimine ''tra i piu' orrendi'' e ha promesso di fare giustizia.
Il brutale omicidio ha scosso l'intero paese che da mesi e' diviso proprio sulla riforma della controversa legge sulla blasfemia e richia anxche di aggravare la crisi politica in cui e'; precipitato il governo di Gilani, minacciato dall'opposizione che proprio ogi ha dato 72 ore di tempo per accettare alcune riforme fiscali e revocare l'impopolare aumento della benzina.
lunedì 3 gennaio 2011
Scandalo Bofors, Quattrocchi ha intascato bustarelle
Un tribunale del fisco indiano ha dichiarato oggi che una tangente di 410 milioni di rupie (circa 7 milioni di euro) e' stata versata all'uomo d'affari italiano Ottavio Quattrocchi e a un altro mediatore indiano nella fornitura di cannoni Bofors nel lontano 1986. Secondo quanto riferiscono i media indiani, in una sentenza di 98 pagine, i giudici hanno riconosciuto che all'epoca il governo aveva pagato un sovrapprezzo per la fornitura bellica finita e che quindi Quattrocchi e gli eredi di Win Chadda (che nel frattempo e' scomparso) devono pagare le tasse sulle ''commissioni'' intascate.
Si riapre cosi' l'annosa questione dello scandalo Bofors che si trascina da oltre 20 anni tra vicende giudiziarie e mandati di cattura internazionali e che ora rischia di causare un nuovo imparazzo al governo guidato dal partito del Congresso. Quattrocchi era infatti considerato un amico personale dell'ex premier Rajiv Gandhi e della moglie italiana Sonia, oggi alla guida dello storico partito di famiglia.
Un anno fa, la vicenda sembrava essere giunta a conclusione quando il governo decise di ritirare la denuncia per presunte tangenti pagate dalla societa' svedese Bofors all'imprenditore italiano. In quella occasione la Procura generale dello Stato aveva comunicato alla Corte Suprema che gli sforzi per ottenere l'estradizione dell'imputato erano falliti. Fuggito dall'India nel 1993, per due volte il governo indiano ha tentato di ottenerne l'estradizione - prima dalla Malaysia, poi dall'Argentina - senza successo.
Lo scandalo fu uno dei piu' clamorosi nella storia moderna indiana e nel 1989 fece perdere le elezioni al Congresso dopo 40 anni di continuo governo. (ANSA).
Si riapre cosi' l'annosa questione dello scandalo Bofors che si trascina da oltre 20 anni tra vicende giudiziarie e mandati di cattura internazionali e che ora rischia di causare un nuovo imparazzo al governo guidato dal partito del Congresso. Quattrocchi era infatti considerato un amico personale dell'ex premier Rajiv Gandhi e della moglie italiana Sonia, oggi alla guida dello storico partito di famiglia.
Un anno fa, la vicenda sembrava essere giunta a conclusione quando il governo decise di ritirare la denuncia per presunte tangenti pagate dalla societa' svedese Bofors all'imprenditore italiano. In quella occasione la Procura generale dello Stato aveva comunicato alla Corte Suprema che gli sforzi per ottenere l'estradizione dell'imputato erano falliti. Fuggito dall'India nel 1993, per due volte il governo indiano ha tentato di ottenerne l'estradizione - prima dalla Malaysia, poi dall'Argentina - senza successo.
Lo scandalo fu uno dei piu' clamorosi nella storia moderna indiana e nel 1989 fece perdere le elezioni al Congresso dopo 40 anni di continuo governo. (ANSA).
Pakistan, Gilani ha un governo di minoranza
Il Pakistan e' da oggi senza una maggioranza in parlamento dopo che il partito laico Muttahida Qaumi Movement, Mqm o Movimento di Unita' nazionale, ha deciso di abbandonare la coalizione perche' contrario al recente aumento della benzina. E' il secondo alleato che lascia il governo del premier Rasa Yusuf Gilani negli ultimi quindici giorni. Si e' aperta quindi una crisi politica che in teoria potrebbe portare alle elezioni anticipate rispetto alla scadenza naturale del 2013. Il momento e' critico per il paese, principale partner di Washington nella lotta contro i talebani, che si trova ad affrontare un forte malcontento interno per i continui attacchi americani di droni nel nord ovest, gli attentati terroristici e da ultimo il carovita. L'MQM, al potere nella metropoli di Karachi, aveva gia' ritirato due ministri la scorsa settimana per dissidi con la maggioranza guidata dal Partito popolare pachistano del presidente Zardari. Sulla carta ora l'opposizione ha i numeri per sfiduciare Gilani, ma non sembra questo l'obiettivo del partito ribelle che cerchera' piuttosto di ottenere concessioni politiche.
giovedì 4 novembre 2010
INDIA-USA, VISITA DI OBAMA TRA LUCI E OMBRE
L'India considera la visita del presidente Obama come ''un'opportunita' per consolidare le relazioni bilaterali'' e per ''innalzare l' alleanza strategica con gli Usa a un nuovo livello''. E' quanto ha detto oggi il segretario agli esteri Nirupama Rao in una conferenza stampa a New Delhi convocata per presentare il programma della visita del presidente americano che si terra' dal 6 al 9 novembre. La diplomatica ha invitato i giornalisti a non tratte ''conclusioni affrettate'' dalle parole di Obama che in un'intervista ha definito come ''difficili e complicate'' alcune questioni centrali come la candidatura dell'India al seggio permanente dell'Onu e lo sblocco delle esportazioni di tecnologia nucleare ''dual use''.
Nonostante la condivisione di valori democratici e di liberta', le relazioni tra Usa e India sono state adombrate di recente dalla recessione mondiale. In diverse occasioni Obama ha criticato l'outsourcing e la delocalizzazione delle imprese americane. Di recente, inoltre, sono state imposte nuovi restrizioni sulle societa' e lavoratori indiani in materia di visti di ingresso. Sul fronte del terrorismo ci sono i timori di New Delhi sul ''riarmo' del Pakistan favorito dai generosi finanziamenti Usa e sulla eventuale presenza di talebani nella futura sistemazione dell'Afghanistan. Di fronte a queste spinose questioni e considerato anche la recente sconfitta politica dei Democratici, e' probabile che la visita di Obama non riservi grosse sorprese a differenza delle ''storiche'' visite di Clinton (che ha avviato il disgelo nel 2000) e di quella di Bush nel 2006 che ha sancito le pretese dell'India di entrare nel club delle potenze nucleare.
Non ci sono grosse aspettative anche da parte della comunita' degli affari che avra' due incontri con Obama, prima a Mumbai e poi a New Delhi. Gli Stati Uniti sono al terzo posto tra i piu' grandi investitori in India. Ma gli investimenti indiani negli Usa sono quelli con piu' forte crescita. ''Le nostre aziende hanno creato, salvato o contribuito a creare decine di migliaia di posti di lavoro negli Usa. Le acquisizioni dell'India nel campo dell'energia e dell'aeronautica stanno contribuendo alla ripresa economica'' ha detto la Rao.
Secondo il calendario, Obama arrivera' sabato a Mumbai con la fist lady Michelle e come primo appuntamento remdera' omaggia alle vittime dell'attacco terroristico del 2008 all'hotel Taj Mahal, dove alloggera'. Quindi visitera' un museo dedicato al Mahatma Gandhi, di cui e' un grande ammiratore. Nel tardo pomeriggio e' prevista la partecioazione al business summit Usa-India organizzato dalla confindustria indiana Cii e dalle camere di commercio Ficci. Il 7 novembre parlera' agli studenti del St Xavier College e poi celebrera' la festa del Diwali con i bambini di una scuola elementare. Nel pomeriggio si spostera' a New Delhi dove visitera'la tomba dell'imperatore mughal Humayum e sara' opsite a cena del primo ministro Manmohan Singh. L'incontro ufficiale tra le due delegazioni e' fissato per la mattina dell'8 che iniziera' con la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale e l'omaggio al mausoleo del Mahatma. Nel pomeriggio ci sara' la conferenza stampa, la visita alla presidente del Congresso Sonia Gandhi, il discorso ai due rami del Parlamento e il banchetto ufficiale offerto dalla presidente Pratibha Patil. Obama partira' il giorno dopo alla volta dell'Indonesia.
Nonostante la condivisione di valori democratici e di liberta', le relazioni tra Usa e India sono state adombrate di recente dalla recessione mondiale. In diverse occasioni Obama ha criticato l'outsourcing e la delocalizzazione delle imprese americane. Di recente, inoltre, sono state imposte nuovi restrizioni sulle societa' e lavoratori indiani in materia di visti di ingresso. Sul fronte del terrorismo ci sono i timori di New Delhi sul ''riarmo' del Pakistan favorito dai generosi finanziamenti Usa e sulla eventuale presenza di talebani nella futura sistemazione dell'Afghanistan. Di fronte a queste spinose questioni e considerato anche la recente sconfitta politica dei Democratici, e' probabile che la visita di Obama non riservi grosse sorprese a differenza delle ''storiche'' visite di Clinton (che ha avviato il disgelo nel 2000) e di quella di Bush nel 2006 che ha sancito le pretese dell'India di entrare nel club delle potenze nucleare.
Non ci sono grosse aspettative anche da parte della comunita' degli affari che avra' due incontri con Obama, prima a Mumbai e poi a New Delhi. Gli Stati Uniti sono al terzo posto tra i piu' grandi investitori in India. Ma gli investimenti indiani negli Usa sono quelli con piu' forte crescita. ''Le nostre aziende hanno creato, salvato o contribuito a creare decine di migliaia di posti di lavoro negli Usa. Le acquisizioni dell'India nel campo dell'energia e dell'aeronautica stanno contribuendo alla ripresa economica'' ha detto la Rao.
Secondo il calendario, Obama arrivera' sabato a Mumbai con la fist lady Michelle e come primo appuntamento remdera' omaggia alle vittime dell'attacco terroristico del 2008 all'hotel Taj Mahal, dove alloggera'. Quindi visitera' un museo dedicato al Mahatma Gandhi, di cui e' un grande ammiratore. Nel tardo pomeriggio e' prevista la partecioazione al business summit Usa-India organizzato dalla confindustria indiana Cii e dalle camere di commercio Ficci. Il 7 novembre parlera' agli studenti del St Xavier College e poi celebrera' la festa del Diwali con i bambini di una scuola elementare. Nel pomeriggio si spostera' a New Delhi dove visitera'la tomba dell'imperatore mughal Humayum e sara' opsite a cena del primo ministro Manmohan Singh. L'incontro ufficiale tra le due delegazioni e' fissato per la mattina dell'8 che iniziera' con la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale e l'omaggio al mausoleo del Mahatma. Nel pomeriggio ci sara' la conferenza stampa, la visita alla presidente del Congresso Sonia Gandhi, il discorso ai due rami del Parlamento e il banchetto ufficiale offerto dalla presidente Pratibha Patil. Obama partira' il giorno dopo alla volta dell'Indonesia.
Iscriviti a:
Post (Atom)
