martedì 11 marzo 2014

Reportage/ Peschereccio St Antony sta marcendo, polizia lo impacchetta

Su ANSA


NEENDAKARA (KERALA), 10 MAR - Il peschereccio St.Antony, teatro dell'incidente che ha coinvolto i due marò e in cui sono morti due pescatori indiani, e' ancora in stato di sequestro nel porto di Neendakara, nello stato meridionale del Kerala, ma a distanza di due anni e' in avanzato stato di degrado a causa delle intemperie e dell'incuria in cui e' tenuto. Per proteggerlo dalle imminenti piogge monsoniche, la polizia locale lo ha interamente avvolto con teli di plastica blu. "Dato che il legno stava marcendo e la struttura si stava rapidamente deteriorando - ha detto all'ANSA un poliziotto del commissariato che si trova all'interno del porto - e' stato deciso di coprire la barca con la plastica". L'imbarcazione si trova sulla sabbia, poco fuori dall'acqua. Dal telone traspare un pezzo dello scafo ormai molto deteriorato. E' circondata da altre barche piu' piccole usate saltuariamente dai pescatori. Nell'estate del 2012, il peschereccio, attraccato a una banchina, era quasi affondato ed e' stato salvato in extremis dal proprietario, Freddy Bosco, giunto apposta dal Tamil Nadu, suo Stato di origine, dove era tornato subito dopo l'incidente. In un'intervista all'ANSA, Freddy aveva detto che non aveva piu' voluto usare il peschereccio perche' temeva che la polizia lo accusasse di cancellare le prove, cioe' i fori dei proiettili. Secondo gli agenti, la protezione e' stata aggiunta dopo che la barca e' stata ispezionata dalla National Investigation Authority (Nia), la polizia speciale che ha condotto la nuova inchiesta sul caso e che e' ora contestata dai due fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone con una nuova petizione alla Corte Suprema. Lo scorso dicembre, la polizia del Kerala aveva anche deciso di rafforzare la sicurezza intorno alla barca dopo un allarme dei servizi segreti preoccupati di un presunto "attacco dal mare". "Da allora - spiega ancora il poliziotto mostrando un registro dei turni - abbiamo incaricato un agente di sorvegliare la barca 24 ore su 24 e piazzato una telecamera sul tetto del commissariato in modo da controllare ogni movimento sospetto". Gli uffici del commissariato sorgono a circa 50 metri dal peschereccio sequestrato. Nel porto di Neendakara, a circa dieci chilometri dalla cittadina di Kollam, operano circa 3 mila pescherecci e ogni giorno si tiene un importante mercato del pesce. Anche se sono passati oltre due anni, quasi tutti ricordano l'incidente della Enrica Lexie e le vicende giudiziarie a New Delhi. Appena ne parlano indicano con il dito la grande sagoma blu del St. Antony, circondato da alte erbacce e nugoli di cani randagi. 

mercoledì 5 marzo 2014

India, maratona elettorale dal 7 aprile al 12 maggio

Dopo cinque anni l'India, la piu' grande democrazia del mondo, si rimette in cammino con una maratona elettorale che partira' il 7 aprile e terminera' il 12 maggio. Oltre 814 milioni di indiani, dai piu' sperduti villaggi dell'HImalaya fino alle tribu' delle isole Andamane, sono chiamati a rinnovare i 543 seggi della Camera bassa (Lok Sabha). 
Per permettere questo gigantesco esercizio elettorale, il voto nei 29 Stati e cinque territori dell'Unione si terra' a tappe in nove diverse giornate. Il calendario, annunciato dalla Commissione elettorale  in una conferenza stampa oggi a New Delhi, e' stato messo a punto tenendo conto delle condizioni climatiche, della stagione dei raccolti e degli esami scolastici.
Ufficialmente da oggi l'India entra quindi in una fase di "paralisi" elettorale. Come previsto dai regolamenti, entra in vigore un rigido codice di condotta per il governo e per i partiti che impedisce qualsiasi iniziativa politica che possa influenzare l'elettorato.  E questo varra' molto probabilmente anche per eventuali decisioni di New Delhi in merito al ricorso dell'Italia alla Corte Suprema sulla vicenda dei maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
I risultati delle elezioni, che sono le sedicesime nella storia della nazione asiatica, si conosceranno il 16 maggio.  La legislatura scade il 31 maggio e quindi dal primo giugno si insediera' il nuovo Lok Sabha che dovra' a sua volta eleggere un primo ministro.
Il favorito e' il leader della destra  Narendra Modi, 'chief minister' del Gujarat e beniamino degli industriali, che appartiene al Bharatya Janata Party (Bjp), il partito dell'Opposizione indu nazionalista. Secondo tutti i sondaggi, lo storico partito del Congresso che e' al potere da dieci anni, sarebbe destinato a una secca sconfitta e con esso anche Rahul Gandhi, il figlio e delfino politico della leader Sonia Gandhi, che guida la campagna elettorale, ma che non si e' ufficialmente candidato al posto attualmente coperto dall'anziano economista Manmohan Singh.
Va pero' ricordato che anche nel 2004 il Bjp era dato per vincente negli 'opinion polls' e invece l'italo-indiana Sonia ha trionfato grazie all'appoggio delle masse delle campagne.
Oltre a due partiti maggiori, c'e' anche l'outsider Arvind Kejriwal, il "Beppe Grillo indiano" che guida un partito anti corruzione e che scalzato il Congresso nelle  amministrative di New Delhi a dicembre. Di recente e' anche nato un "terzo polo" formato da 11 partiti regionali. 
Circa 100 milioni di giovani voteranno per la prima volta e, secondo molti analisti, saranno determinanti per la futura maggioranza. Ma tutto dipendera' dalla loro partecipazione.
Il voto sara' elettronico e si terra' in 930 mila seggi elettorali, il 12% in piu' del 2009.  Per la prima volta, per quanto riguarda le legislative, gli elettori avranno la possibilita' di dichiarare la propria astensione pigiando sul tasto "None of the above" (nessuno di quelli sopra).
In alcuni stati, per ragioni logistiche, il voto si terra' in piu' giornate. Per esempio, nel popoloso Uttar Pradesh, che ha circa 200 milioni di abitanti e che esprime 80 seggi , l'esercizio si terra' in sei fasi.
Per la prima volta, andra' al voto anche il neonato Telangana, lo stato del polo informatico e farmaceutico di Hyderabad, nato quest'anno da una costola dell'Andhra Pradesh. 

  

giovedì 6 febbraio 2014

Marò/ Morte pescatori "ci dispiace, ma non siamo responsabili"

Su ANSA

NEW DELHI, 6 FEB - L'accusa di terrorismo "ci fa male, come militari professionisti e come italiani". Un po' imbarazzati davanti alla sfilza di telecamere e sfoggiando le divise di sottufficiali di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone oggi hanno raccontato per la prima volta la loro odissea in India respingendo le accuse di un crimine "di cui non siamo assolutamente responsabili", ma del quale "siamo dispiaciuti molto come uomini di mare". Seduti sotto la veranda dell'ambasciata d'Italia a New Delhi, con i berretti in fila su un tavolo di marmo intarsiato, i due marò hanno parlato del loro ruolo di "agenti di polizia giudiziaria" a bordo della Enrica Lexie, dell'"incontenibile" sostegno degli italiani e di quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del ministro della Difesa Mario Mauro, che insiste sulla loro innocenza. E si sono anche sfogati per le accuse di terrorismo che pendono sulla loro testa e che sono al centro della crisi tra Italia e India. L'incontro con i giornalisti italiani, arrivati a New Delhi per seguire il ricorso presso la Corte Suprema, coincide con un momento cruciale della vicenda giudiziaria finita in un vicolo cieco a causa di quello che anche New Delhi riconosce essere stato "un errore", cioè aver affidato il caso alla polizia anti-terrorismo National Investigation Agency (Nia), obbligata ad applicare leggi draconiane come il Sua Act che prevede la pena di morte. Lunedì sarà "il giorno della verità", secondo l'inviato Staffan de Mistura, che oggi ha di nuovo ribadito le due "linee rosse" dell'esclusione del Sua Act dai capi di accusa e del rifiuto ad accettare altri rinvii, a meno che i due Fucilieri non siano rimandati in Italia in attesa del processo. Sul tema si è anche espressa in maniera chiara il ministro degli Esteri Emma Bonino. "I marò non sono terroristi né pirati", ha detto da Gibuti. Sulla vicenda giudiziaria i due fucilieri non si sono pronunciati, se non per respingere le accuse di aver ucciso i pescatori Jelastine Valentine e Ajesh Binki. "Siamo stati accusati di qualcosa che non abbiamo mai commesso - ha detto Latorre - ma prendiamo atto della perdita di due uomini di mare come lo siamo anche noi". "Anche noi viviamo sul mare - ha aggiunto - siamo cresciuti in città come Taranto e Bari che si affacciano sul mare, siamo anche pescatori, padri di famiglia e uomini, per questo ci dispiace molto. Ma non ci sentiamo assolutamente responsabili, siamo innocenti". I due militari pugliesi hanno poi descritto la loro funzione di "ufficiali e agenti di polizia giudiziaria a bordo delle navi mercantili", un ruolo a cui sono stati addestrati "a lungo" e che è importante per la sicurezza dei civili. Mentre la vita in Kerala era "quasi priva di contatti esterni", a New Delhi i due marò hanno avuto occasione di interagire con gli indiani. "Siamo stati sorpresi dal loro calore e dalla loro comprensione, anche quando non abbiamo chiesto nulla", ha detto Latorre, raccontando di quando sono stati loro offerti tè e pasticcini mentre erano in coda in un ufficio per il rinnovo del permesso di residenza che "sostituisce" temporaneamente il loro passaporto sequestrato dalla polizia. Girone ha invece ricordato il suo "professore" e "tutto un istituto scolastico" che lo stanno aiutando a conseguire il diploma di perito meccanico. I due Fucilieri, affiancati dall'ambasciatore Daniele Mancini e dall'addetto militare, contrammiraglio Franco Favre, hanno poi ribadito il loro apprezzamento per la visita della delegazione bicamerale ("quando vogliamo, sappiamo essere uniti") e "del sostegno degli italiani che c'è sempre stato fin dall'inizio", ma che ora "sembra incontenibile", secondo le parole di Latorre. In questi due anni (lo saranno il 15 febbraio) di detenzione "abbiamo scoperto nuove amicizie", "siamo cresciuti" e "abbiamo anche rafforzato il nostro rapporto", hanno confidato entrambi. E qui Latorre, emozionato, ha voluto ringraziare il compagno, il secondo capo Girone. "Sono passati due anni e abbiamo vissuto tanti momenti brutti. Lo voglio ringraziare davanti a tutti perché mi ha insegnato tante cose". Sorridendo, Girone, a sua volta, ha ricambiato e concluso con tocco di saggezza: "Ognuno di noi ha cercato di trarre insegnamento l'uno dall'altro".

Marò- Intervista per il telegiornale dell'ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2014/02/06/Maro-siamo-India-ingiustamente_10024421.html?what=maro&from=0&nentries=24

martedì 7 gennaio 2014

Reportage/Goa: dai figli dei fiori agli yuppy indiani e russi

Pubblicato su La Stampa

http://www.funize.com/images/frontpages/ef3b8b5cbd9bd6cedbf509649808e055.pdf


Da paradiso psichedelico degli hippy, seguaci della new age e sognatori in fuga dall'Occidente a nuova Las Vegas per ricchi indiani. Il mito di Goa, l'ex colonia portoghese nel sud dell'India famosa negli Anni 70 per i figli dei fiori è definitivamente tramontato.
Niente più spinelli e chitarre sulle spiagge, ma champagne e escort di alto bordo. Per gli yuppies di New Delhi, Mumbai o Bangalore Goa è il tempio del peccato, città del divertimento sfrenato e di piaceri proibiti nel resto del Paese.
TURISTA SULLA SPIAGGIA DI PALOLEM GOATURISTA SULLA SPIAGGIA DI PALOLEM GOA
Nella settimana tra Natale e Capodanno sono arrivati 300 mila indiani, soprattutto nelle spiagge del Nord, da Calangute ad Anjuna, che sono quelle più famose per le droghe e la vita notturna. Hanno fatto schizzare i prezzi degli hotel alle stelle e mandato in tilt il traffico.
Al mega festival di musica elettronica Sunburn, l'effigie di una dea indù dorata sormontava il palcoscenico dove per tre giorni si sono esibiti deejay da tutto il mondo, l'ingresso costava oltre 5 mila rupie, ovvero 58 euro, uno stipendio di un operaio, ma c'era il pienone.
«Quest'anno c'è stato un calo netto di turisti dall'Europa - dice Claudia, un'italiana che gestisce un ristorante a Palolem, nell'estremità sud, più incontaminata - ma è stato compensato dall'aumento di indiani e russi che sono una clientela molto diversa da quella a cui eravamo abituati».
Se si vuole vedere ancora qualche sopravvissuto della «beat generation» degli Anni 60, che arrivavano in India passando dall'Afghanistan, bisogna andare a Chapora, un villaggio di pescatori ai piedi di uno dei tanti forti costruiti dai portoghesi che sbarcarono su queste spiagge circa 500 anni fa con cannoni e crocifissi.
RE MAGI GOARE MAGI GOA
Al Sai Ganesh, un baretto che vende spremute di fianco a un albero sacro, si possono ancora incontrare degli «irriducibili» della beat generation, ormai di una certa età, con la barba bianca e le borse di tela a tracolla. Vengono a «svernare» qui, approfittando degli affitti a buon prezzo e di tre mesi di sole tropicale garantito.
Li si vede anche al mercatino delle pulci di Anjuna del mercoledì, altro luogo simbolo dei nostalgici di una Goa che non c'è più: gli ex capanni di paglia sono stati rimpiazzati da ristoranti lussuosi e le case dei pescatori sono diventati resort con aria condizionata.
Nel capoluogo di Panjm, la «Cannes dell'India» per via del festival del cinema che si tiene a novembre, si sono moltiplicati i casinò galleggianti che per 100 euro offrono cena, serata danzante e fiche per la roulette.
Il gioco d'azzardo non viene visto con favore dal centro-destra del Bharatya Janata Party (Bjp) che da un anno governa l'ex colonia. C'è chi vorrebbe chiudere i casinò, per evitare che la città si trasformi in una capitale del vizio. Lo scorso aprile è stata negata la licenza a un Playboy Club perché «trasmetteva volgarità».
MERCATO A GOAMERCATO A GOA
Dal 1961, quando le truppe indiane hanno «invaso» Goa con i bombardamenti, l'identità portoghese del milione e mezzo di abitanti si è andata sempre più affievolendo. Secondo le statistiche della Commissione Elettorale negli ultimi cinque anni, in media sei cittadini di Goa al giorno hanno chiesto il passaporto portoghese (a cui hanno diritto se nati prima del 1961) e restituito quello indiano in quanto non è prevista la doppia nazionalità.
«Se ne vanno perché qui non c'è lavoro e pensano di poter trovare fortuna in Europa, ma non hanno ancora capito che non è più così», afferma con amarezza Rex Fernandes, proprietario di un bar nel vecchio quartiere di Fontainhas. Qui si sente ancora parlare portoghese e ci sono le osterie dove si beve il porto dietro la chiesa di Nostra Signora dell'Immacolata Concezione, su una collinetta che era il punto di approdo dei mercanti prima di risalire il fiume Mandovi, dove era situata la vecchia Goa, la «Roma d'Oriente», per i suoi monumentali edifici sacri. «Il problema - spiega ancora - è che il business ce lo hanno portato via quelli di Mumbai e di New Delhi che vengono qui a comprare terreni e case».
MEGA FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA SUNBURN GOAMEGA FESTIVAL DI MUSICA ELETTRONICA SUNBURN GOA
Da qualche anno, inoltre, i russi hanno letteralmente «colonizzato» alcuni centri turistici del nord scatenando la rabbia dei locali. Goa è diventata una delle destinazioni più gettonate per le loro vacanze. A dicembre ne sono arrivati 30 mila. Ogni giorno al piccolo aeroporto di Dabolim, che presto sarà trasferito in un nuovo scalo, arrivano cinque charter dalla Russia.
HIPPIES GOAHIPPIES GOA
«Hanno la forza dei muscoli e a noi non resta che subire - dice Fernandes -. Abbiamo sempre accolto tutti quanti, dagli hippies agli israeliani dopo il servizio militare, e sopportato ogni eccesso, ma non possiamo permettere che i russi ci levino il lavoro». Sono stati accusati di aver creato un servizio di taxi per trasportare i propri connazionali sulle spiagge di Morjim, battezzata la «piccola Russia» e dove i menù e le tastiere degli internet cafè sono in cirillico. Da diversi anni, inoltre, si parla di una mafia russa che controlla droga e prostituzione, ma Mosca ha sempre negato.
«C'è troppa corruzione ed è impossibile lavorare qui a Goa», taglia corto Pascal, emigrato da anni a Dubai, ma come molti rimasto fedele alle sue tradizioni religiose. A Chandor, paesino nell'entroterra, nel giorno dell'Epifania sfilano tre re Magi a cavallo scelti dalla parrocchia tra gli adolescenti del posto. «Quest'anno hanno selezionato mio nipote Marlon - spiega orgoglioso - e per la mia famiglia è davvero una benedizione».
La sospensione dello sfruttamento, decisa dalla Corte Suprema, delle abbondanti miniere di ferro, ha costretto Goa a ripiegare sul turismo. Lo sviluppo edilizio è selvaggio con conseguenze devastanti per l'ambiente e non solo. Tre giorni fa è crollato un palazzo di cinque piani in costruzione a Canacona, dove sorge Palolem, uccidendo 17 operai. Il residence con piscina, costruito da una società di Mumbai, era destinato ai nuovi ricchi di questa Las Vegas indiana.
FOTO DEL UN FRANCESE E UNAUSTRALIANA SI LAVANO SULLA SPIAGGIA DI BABAFOTO DEL UN FRANCESE E UNAUSTRALIANA SI LAVANO SULLA SPIAGGIA DI BABAHIPPIES A GOAHIPPIES A GOA


GOA SPIAGGIAGOA SPIAGGIAGOA SUNBURN FESTIVALGOA SUNBURN FESTIVAL