Il partito al governo in Bhutan, il piccolo regno stretto tra India e Cina dove è nato l'Indice di felicità lorda, ha subito una secca sconfitta nelle elezioni di ieri per il rinnovo dei 47 membri del Parlamento. L'opposizione del Partito democratico del Popolo (Pdp) ha conquistato 32 seggi contro i 15 del rivale Partito per la pace e la prosperità (Druk Phuensum Tshogpa o Dpt) che aveva vinto le elezioni nel 2008, le prime dopo l'abolizione della monarchia assoluta. I dati finali dello spoglio sono stati resi pubblici sul website della Commissione elettorale bhutanese. Secondo gli analisti, si tratta di un risultato a sorpresa influenzato dal malumore popolare dovuto alla crisi nelle relazioni con l'India, potente e tradizionale alleato del regno himalayano di circa 700 mila abitanti. L'opposizione aveva criticato le "aperture" del Dpt alla Cina, poi smentite, e le "false promesse" del cosiddetto 'Indice della Felicita' nazionale'' diventato famoso in tutto il mondo come modello di sviluppo sostenibile. Nel primo round elettorale di maggio che ha preceduto il ballottaggio di ieri, il Dpt aveva conquistato il primo posto. L'affluenza alle urne è stata del 66% e si è svolta in maniera pacifica e ordinata sotto il controllo di osservatori provenienti dall'India e dall'Unione Europea.
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domenica 14 luglio 2013
venerdì 14 ottobre 2011
Bhutan, il principe azzurro dell'Himalaya si sposa
Come in una favola moderna, il giovane e aitante re del Bhutan, Jigme Khesar Namgyel Wangchuk, soprannominato ''il principe azzurro dell'Himalaya'', convolera' a nozze domani con una ragazza di origini borghesi rompendo una tradizione secolare del piccolo regno buddista incastonato tra Cina e India, uno degli ultimi incontaminati Shangri La' del mondo. La cerimonia, che durera' tre giorni, si svolgera' secondo una rigida tradizione in un castello a due ore dalla capitale Timphu dall'emblematico nome di ''Palazzo della Grande Felicita''' immerso in una vallata paradisiaca a 1.200 metri di altitudine. Non ci saranno ospiti dell'aristocrazia come all'incoronazione del giovane sovrano nel 2008, ma solo semplici cittadini e i rappresentanti di 25 Paesi, gli unici con cui il regno ha rapporti diplomatici, tra cui non c'e' l'Italia. La storia d'amore tra re Jigme e Jetsun Pema, studentessa universitaria di 21 anni con padre pilota d'aereo, e' stata resa nota lo scorso maggio al Parlamento. ''Ho pensato a lungo a questo passo e ora ho deciso'' aveva detto in quella occasione il sovrano che e', secondo il titolo ufficiale, il ''Quinto re del Dragone''. ''Anche se e' giovane, ha un cuore generoso e un dolce carattere. Queste qualita', unite all'esperienza che acquisira' con gli anni, ne faranno una brava regina'' aveva aggiunto per convincere i suoi sudditi. Da quando e' salito al trono dopo l'abdicazione del padre (che ha quattro mogli), il suo obiettivo e' stato prendere a picconate la monarchia assoluta e adeguarla ai tempi moderni. Fresco di studi a Oxford, ha introdotto le elezioni, la Costituzione, il Parlamento e si e' reso accessibile alla sua gente ''che spesso invita a prendere un te''' come scrivono i giornali locali. Durante il recente terremoto e' andato di persona, con un trekking, a ispezionare i villaggi danneggiati al confine con lo stato indiano del Sikkim. Questa sua semplicita' lo ha reso molto popolare tra i 700 mila cittadini che lo adorano. Sulla sua pagina di Facebook, dove ci sono le foto della coppia reale e i dettagli delle nozze, si legge che ''sua Maesta' e' un appassionato di arte e di fotografia. Gli piace viaggiare e imparare da differenti culture, la maggior parte dei suoi viaggi sono in Bhutan nei villaggi rurali''. Grazie all'aspetto da divo hollywoodiano e il fisico sportivo (e' giocatore di basket) e' diventato un idolo femminile in Thailandia dove si era recato per una visita. E' li' che lo hanno battezzato il ''principe azzurro dell'Himalaya''. Da settimane l'intero regno sta preparando le nozze che saranno seguite da 160 giornalisti, un record per un Paese che raramente finisce sui media, se non per curiosita' come quella del divieto di fumo su tutto il territorio nazionale e l'introduzione dell'Indice della Felicita' come indicatore economico. Strade e case sono stati tappezzati con le immagini della coppia, nei tipici costumi tradizionali e sono stati emessi dei francobolli celebrativi. La cerimonia di domani nell'antica capitale di Punakha sara' condotta da un monaco speciale chiamato Je Khenpo e seguita da gare di tiro con l'arco, lo sport nazionale bhutanese. Gli sposi hanno deciso di trascorrere la luna di miele nella vicina India dove li attende un treno a loro riservato che li portera' a vedere i palazzi dei maharaja e le tigri del Rajasthan, tanto per concludere la favola.
giovedì 13 ottobre 2011
Bhutan, nozze reali tra re Dragone e la studentessa
Il Bhutan, piccolo regno stretto tra i picchi himalayani di India e Cina, ha celebrato oggi le nozze del giovane re Jigme Khesar Namgyal Wangchuck con la ventunenne Jetsun Pema, una studentessa di origini non nobili e figlia di un pilota di aerei. Il monarca di 31 anni, definito dai giornali asiatici come il "principe azzurro dell'Himalaya" per la sua avvenenza, ha scelto una cerimonia semplice senza teste coronate o personaggi famosi, celebrata in diretta televisiva con un complessa liturgia officiata da cento monaci nello spettacolare monastero di Punakha, l'antica capitale del regno. Le nozze si sono svolte in un'atmosfera di altri tempi con un misto di tradizioni medioevali e rituali buddisti che sono ancora molto radicati nel "regno del Dragone tuonante" come è chiamato questo Paese, uno dei più affascinanti e esotici perché rimasto impermeabile alla modernità e al turismo di massa. Secondo il calendario astrologico della coppia, la celebrazione è iniziata esattamente alle 8.20 del mattino (ora locale) con l'arrivo del sovrano all'interno del principale cortile della fortezza del XVII secolo arroccata su un cucuzzolo con un panorama mozzafiato. Il sovrano, che nel 2008 è diventato il quinto "re del Dragone" dopo l'abdicazione del padre, vestiva un costume broccato a fiori con i simboli della monarchia, un lungo scialle giallo e la "corona del corvo" (uccello nazionale). Dopo poco tempo ha fatto ingresso anche la sposa vestita con un abito rosso ornato d'oro, tra rullio di tamburi e il suono delle lunghe trombe buddiste seguita da una processione di monaci, sbandieratori e anche un piccolo di elefante. A condurre l'elaborato rito è stato il capo spirituale del Bhutan detto Je Khempo dietro un enorme arazzo raffigurante re Zhabdrung, monaco guerriero fondatore del regno. Nella lunga serie di offerte propiziatorie, il re ha anche bevuto un calice di "ambrosia", un nettare simboleggiante la vita eterna, come quello della mitologia greca. Quindi re Jigme, scendendo da un trono sormontato da una statua dorata di Buddha, ha posto una corona di seta ricamata sul capo della emozionatissima e perfino spaventata fidanzata. Alla fine della cerimonia, gli sposi, visibilmente tesi, sono usciti per salutare parenti (il re ha quattro fratelli e cinque sorelle) e la piccola folla di sudditi che si era radunata fuori dal castello reale. Domani i festeggiamenti si sposteranno nella capitale di Thimpu, dove si terrà il banchetto ufficiale con i selezionati ospiti stranieri, tra cui anche Rahul e Priyanka Gandhi, i figli della presidente del partito indiano del Congresso Sonia Gandhi. La favola moderna del giovane "re Drago" che sposa la sua innamorata in un'atmosfera da fiaba ha catturato l'attenzione dei media mondiali. Il regno himalayano, famoso per aver sostituito l'indice economico del Prodotto nazionale lordo con la Felicità nazionale lorda, è spesso dipinto come uno Shangri Là incontaminato. Ma scavando dietro la facciata ci sono delle profonde crepe che sono riaffiorate pochi giorni prima delle nozze reali. Lo scorso 11 ottobre, due potenti esplosioni hanno scosso il mercato della città di Phuentsholing, sulla frontiera con l'India. Si sospettano guerriglieri comunisti che si battono per i diritti di decine di migliaia di rifugiati bhutanesi di etnia nepalese e religione indù esiliati al confine con il Nepal e l'India vittime di una "pulizia etnica" da parte della monarchia negli anni Novanta e che si trovano ora sotto la protezione delle Nazioni Unite.
mercoledì 5 novembre 2008
Il Bhutan incorona il più giovane monarca del pianeta
Su Apcom
Il Bhutan, il piccolo e isolato regno himalayano che solo dallo scorso marzo ha abbracciato la democrazia, domani incorona il più giovane monarca del pianeta. Jigme Khesar Namgyel Wangchung, 29 anni, si prepara a salire sul trono ereditato dal padre che due anni fa aveva deciso di abdicare. Il giovane principe, laureato a Oxford, diventerà il quinto monarca del Bhutan, una nazione di 600 mila abitanti stretta tra India e Cina che ha introdotto “l’indice di felicità nazionale” al posto del Prodotto Nazionale Lordo. Alla cerimonia di incoronazione sono stati invitati solo una trentina di diplomatici stranieri. Ma per l’India, che condivide un poroso confine di 700 chilometri, ci saranno la presidente Pratibha Patil, il ministro degli esteri Pranab Mukerjee e anche la leader del Congresso, Sonia Gandhi, che ha dei legami di amicizia con la famiglia reale bhutanese. Curiosamente il Bhutan non ha relazioni diplomatiche con l’Italia che quindi non sarà rappresentata.
Le date per il complesso rituale di investitura, che dura 45 giorni, sono state scelte da un gruppo di astrologi di corte. Domani il futuro sovrano riceverà mantello e scettro dalle mani del padre Jigme Singey Wangchuck nella storica fortezza della capitale Thimphu che è diventata ora la sede del governo eletto sei mesi fa nella prima votazione nella storia del regno buddhista. L’attuale sovrano era salito al trono nel 1974 all’età di 17 anni. Era stato lui tre anni fa a decidere di porre fine alla monarchia assoluta e di introdurre una moderna costituzione per adeguarsi ai tempi. E’ solo dal 1999 che il Bhutan, soprannominato la Terra del Dragone Tuonante e costosa meta turistica, ha introdotto televisione e internet. E solo in questi giorni è stato pubblicato il primo quotidiano in lingua inglese, “Bhutan Today”.
Il Bhutan, il piccolo e isolato regno himalayano che solo dallo scorso marzo ha abbracciato la democrazia, domani incorona il più giovane monarca del pianeta. Jigme Khesar Namgyel Wangchung, 29 anni, si prepara a salire sul trono ereditato dal padre che due anni fa aveva deciso di abdicare. Il giovane principe, laureato a Oxford, diventerà il quinto monarca del Bhutan, una nazione di 600 mila abitanti stretta tra India e Cina che ha introdotto “l’indice di felicità nazionale” al posto del Prodotto Nazionale Lordo. Alla cerimonia di incoronazione sono stati invitati solo una trentina di diplomatici stranieri. Ma per l’India, che condivide un poroso confine di 700 chilometri, ci saranno la presidente Pratibha Patil, il ministro degli esteri Pranab Mukerjee e anche la leader del Congresso, Sonia Gandhi, che ha dei legami di amicizia con la famiglia reale bhutanese. Curiosamente il Bhutan non ha relazioni diplomatiche con l’Italia che quindi non sarà rappresentata.
Le date per il complesso rituale di investitura, che dura 45 giorni, sono state scelte da un gruppo di astrologi di corte. Domani il futuro sovrano riceverà mantello e scettro dalle mani del padre Jigme Singey Wangchuck nella storica fortezza della capitale Thimphu che è diventata ora la sede del governo eletto sei mesi fa nella prima votazione nella storia del regno buddhista. L’attuale sovrano era salito al trono nel 1974 all’età di 17 anni. Era stato lui tre anni fa a decidere di porre fine alla monarchia assoluta e di introdurre una moderna costituzione per adeguarsi ai tempi. E’ solo dal 1999 che il Bhutan, soprannominato la Terra del Dragone Tuonante e costosa meta turistica, ha introdotto televisione e internet. E solo in questi giorni è stato pubblicato il primo quotidiano in lingua inglese, “Bhutan Today”.
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