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venerdì 4 dicembre 2015

Ambiente: allarme inquinamento, New Delhi vara le 'targhe alterne'

Su ANSA

(di Maria Grazia Coggiola) (ANSA) - NEW DELHI, 4 DIC - Dopo che alcuni giudici hanno detto "di vivere in una camera a gas", New Delhi ha deciso di correre i ripari, introducendo la formula delle "targhe alterne" a partire dal prossimo anno. In questo modo ogni giorno potranno circolare solo la metà delle 2,8 milioni di auto a seconda del numero pari o dispari della targa. E' una misura drastica adottata anche da Pechino, che rivaleggia con la capitale indiana per inquinamento atmosferico. Ma è la prima volta che viene introdotta in India. Le associazioni ambientaliste, che da tempo accusano le autorità municipali di sottovalutare i rischi per la salute pubblica, esultano. Ma sono in molti a chiedersi se il provvedimento sia "praticabile" per una città che ha un record di 8,8 milioni di veicoli immatricolati, che insieme fanno più di tutti i mezzi di Mumbai, Kolkata e Chennai messi insieme, in aumento ogni giorno di 1.400 unità. La polizia cittadina a mala pena riesce a gestire questa gigantesca massa di motori rombanti che intasa strade non più adeguate alla mole di traffico e perennemente ingombrate da cantieri edili e lavori in corso. E' di oggi la notizia che il commissario P.B. Bassi ha lanciato un 'concorso a premi' per i cittadini caricando su un app le foto di automobilisti che violano il codice stradale. Ad aprile, dopo l'ennesima emergenza smog, il Tribunale verde nazionale (Ngt), creato dal governo nel 2010 per occuparsi delle questioni ambientali, aveva proibito l'ingresso nella capitale dei veicoli diesel più vecchi di 10 anni, che, come è noto, sono quelli più inquinanti. Ma il divieto si è poi insabbiato tra ricorsi legali e proteste dei camionisti. Adesso il governo centrale sta pensando di lanciare una 'rottamazione' di bus e camion di oltre 15 anni offrendo incentivi finanziari. Circa un mese fa sempre il Tribunale verde aveva imposto una 'green tax' per i veicoli commerciali in ingresso nella capitale che per alcuni giorni aveva creato un caos gigantesco nelle dogane ai confini. Sembra che i mezzi pesanti si siano ridotti del 30%, ma con la conseguenza di una perdita per le casse comunali che si finanziano con la tassa sul pedaggio. Oltre alle 'targhe alterne', il pacchetto anti inquinamento deciso oggi dal governatore Arvind Kejriwal, il politico anti corrotti definito un "Beppe Grillo indiano", comprende anche la chiusura di una centrale termoelettrica a Badarpur costruita circa 40 anni fa e ormai obsoleta. Il suo intervento è giunto all'indomani di un severo richiamo dell'Alta Corte di New Delhi, allarmata dal livello 'rosso' segnato dalle centraline di rilevamento che indicavano valori di polveri Pm10 e Pm2,5 superiori fino a 7 o 8 volte i limiti standard. Il tribunale ha chiesto al governo locale della capitale federale "un piano di azione" per tutelare la salute pubblica da presentare entro il 21 dicembre. Ha anche suggerito di prendere misure contro l'inquinamento causato dalle costruzioni e dalla pratica di bruciare rifiuti e residui vegetali. Da alcuni studi risulta infatti che il peggioramento della qualità dell'aria di Delhi, che per le polveri sottili è una delle peggiori al mondo secondo l'Oms, dipende solo in minima parte dal traffico veicolare. La cappa di smog che ricopre la capitale per la maggior parte dell'anno sarebbe provocata da una miscela micidiale di gas di scarico, polvere sollevata da strade non asfaltate, costruzioni edili e soprattutto dalla fuliggine derivante dalla combustione di scarti di ogni tipo, per esempio nelle attività di riciclaggio o nell'agricoltura. In certe condizioni atmosferiche, come nei periodi invernali o nella stagione secca, i veleni ristagnano creando appunto una 'camera a gas'.

lunedì 4 febbraio 2008

New Delhi, aumenta traffico e inquinamento. E non è ancora arrivata la Tata Nano

In diretta su radio Svizzera Italiana - Rubrica Orizzonti


Ogni giorno nelle strade di New Delhi ci sono mille veicoli in più. Nelle ore di punta la capitale si trasforma in un groviglio di lamiere, l’aria è diventata irrespirabile e gli incidenti in aumento. Che cosa succederò quando arriverà la Tata Nano? Lo chiediamo a ….

Lugano: buongiorno…la mini car da 1800 euro sarà quindi una minaccia ecologica per le metropoli indiane?
Delhi: è quello che si teme, anche se Ratan Tata, il patron del colosso industriale, ha assicurato che la Nano inquina meno che una moto grazie alla marmitta catalittica. Però consuma il doppio e ha un ingombro maggiore. A Delhi circolano oltre 5 milioni di veicoli al giorno su un tracciato urbano ancora molto arretrato. Negli ultimi anni la viabilità è migliorata grazie a nuovi cavalcavia e svincoli, ma sono già diventati inadeguati a sostenere l’impressionante aumento della circolazione. Faccio un esempio, la scorsa settimana è stata aperta un’autostrada di 27 chilometri che collega la capitale al polo informatico di Gurgaon passando per l’aeroporto. Dopo poche ore, per l’assalto degli automobilisti e anche la mancanza di segnaletica, il casello è andato in tilt e si è formato un maxi intasamento. Penso che nonostante gli sforzi, una metropoli come Nuova Delhi è ancora del tutto inadeguata a gestire milioni di veicoli al giorno.

Lugano: come si affronta il problema dell’inquinamento?
Delhi: nel 2002 la Corte Suprema obbligò i mezzi pubblici a convertirsi al metano, che qui chiamano CNG. In tempi tutto sommato brevi, tutti gli autobus, i taxi e gli autorisciò sono passati all’alimentazione a gas. La qualità dell’aria è migliorata e Delhi è diventata una città modello. Adesso però, con il caro benzina, sono aumentate enormemente le auto a diesel, che sono le più inquinanti. Non ci sono dati precisi sulla qualità dell’aria perché non ci sono delle centraline di rilevamento sofisticate, ma durante i mesi invernali c’è stato un netto aumento di malattie respiratorie e di allergie che secondo i medici sarebbero legati ai veleni che respiriamo. Perfino la leader del Congresso, Sonia Gandhi, è stata ricoverata per un attacco asmatico. Purtroppo la salute pubblica non è sempre una priorità per l’amministrazione locale a meno che non intervenga il potere giudiziario. Per esempio adesso la Corte Suprema sta esaminando un ricorso per vietare l’ingresso in città ai veicoli a diesel.

Lugano: lo sviluppo di trasporti pubblici di massa potrebbe essere una soluzione?
Delhi: sì certo, anche se non piacerebbe molto a Mr. Tata che, come Ford, vuole regalare agli indiani il sogno delle quattro ruote. Per il 2010 Delhi completerà la metropolitana, che già ora ha portato enormi benefici alla circolazione nel centro storico. Ma non si fa nulla per convincere la gente a non usare l’auto. Anzi la maggior parte dei 15 milioni di abitanti di Delhi non vede l’ora di averne una. E come ha detto Ratan Tata non si può negare il diritto alla mobilità privata della popolazione indiana.