giovedì 30 aprile 2009

ELEZIONI 2009, oggi la terza fase cruciale per Congresso e Bjp

In onda su Radio Svizzera Italiana

E' entrata nel vivo la maratona elettorale indiana giunta oggi alle terza giornata di voto considerata un test cruciale per il Congresso di Sonia Gandhi e per l'opposizione indu nazionalista del Bjp in cerca di una rivincita dopo lasconfitta del 2004.
Tra i nove stati dove stamattina si sono aperte le urne c'e il nord occidentale Gujarat, terra natale del Mahatma Gandhi, ma anche roccaforte del Bjp, Il Partito del Popolo Indiano, guidato dall'ultraottantenne Lal Krishna Advani, che in queste elezioni gioca le ultime carte della sua sessantennale carriera politica. Advani, il principale rivale di Manmohan Singh alla carica di primo ministro, ha votato in mattinata in un collegio di Ahmedabad, il capoluogo del Gujarat, dove sta affilando le armi anche il suo delfino, Narendra Modi, controverso leader regionale accusato di complicita nei moti contro i mussulmani del 2002.
A centinaia di chilemetri a est nel popoloso Uttar Pradesh e' scesa invece in campo l'italo indiana Sonia Gandhi, candidata nel collegio di famiglia di Rae Bareli, che gode ancora di un alto tasso di popolarita' grazie ai programmi di governo a favore dei contadini e dei piu' poveri.I sondaggi danno il Congresso come favorito, anche se a decidere le sorti della prossima maggioranza saranno i partiti minori e quelli regionali che gia nel 2004 avevano ottenuto oltre la meta' dei consensi.
Tra i 144 milioni di elettori oggi alle urne ci sono anche quelli di Mumbai, la metropoli ancora sotto choc per l'attacco terroristico del 26 novembre che aveva creato molto risentimento popolare contro il governo. Ma questa terza fase e' importante anche per il travagliato Kashmir, dove i separatisti mussulmani hanno deciso di boicottare le elezioni e di paralizzare con uno sciopero generale il capoluogo di Srinagar dove nei due ultimi giorni si sono verificati violenti scontri con al polizia.

martedì 28 aprile 2009

Pakistan, nuova offensiva contro i talebani, 30 mila sfollati

Secondo un ministro della Provincia di Frontiera del Nord Ovest, circa 30 mila persone hanno lasciato le loro case in seguito alla massiccia offensiva dell'esercito pachistano contro i guerriglieri talebani. Gli sfollati sarebbero stati accolti in campi di fortuna in altri distretti. Da domenica i militari hanno lanciato una vasta operazione con bombardamenti a tappeto nella regione che sorge ad appena 100 km a nord di Islamabda e che sta diventando una nuova roccaforte degli studenti coranici. Si tratta di aree confinanti con la valle di Swat, ex meta turistica montana, ora dominata dai gruppi locali estremisti che hanno imposto la legge islamica. I militanti avevano preso possesso la scorsa settimana del distretto di Buner in una manovra di avvicimento verso la capitale. Secondo un portavoce militare, l'esercito sarebbe riuscito a respingere i guerriglieri nel distretto di Dir Inferiore dove due giorni fa era stata lanciata l'offensiva in risposta ad un'imboscata.
In questa zona lo scorso febbrario era stato firmata una controvera tregua con i talebani che in cambio avevano ottenuto la concessione di instaurare i tribunali islamici. L'accordo era stato cristicato dalla Casa Bianca, che ha espresso ieri soddifazione per l'operazione militare e chiesto al Congresso di accelerare l'approvazione dei finanziamenti destinati al governo di Zardari.

domenica 26 aprile 2009

Sri Lanka, diplomazie si mobilitano, in arrivo Miliband, Kouchner e Bildt

La determinazione di Colombo di continuare la guerra nonostante il rischio di un disastro umanitario ha convinto le diplomazie occidentali ad intervenire nella crisi dello Sri Lanka. Dopo il rifiuto del governo di Mahinda Rajapaksa di accettare l'offerta di tregua offerta ieri dai ribelli delle Tigri Tamil definendola una "presa in giro", la Gran Bretagna ha deciso di inviare sull'isola il ministro degli esteri David Miliband che sara acconoagnato dal suo omologo francese Bernard Kouchner e da quello svedese Carl Bildt. In una telefonata ieri al presidente nazionalista Rajapaksa, il premier britannico Gordon Brown aveva chiesto un cessate il fuoco e offerto ulteriori aiuti umanitari per i civili intrappolati nei combattimenti. Un analogo appello era stato rivolto dal responsabile degli affari umanitari dell'Onu, John Holmes, in missione ieri a Colombo. Secondo le Nazioni Unite 50 mila profughi rischiano di morire di fame. La crisi umanitaria preoccupa anche il governo indiano che sta affrontando in queste settimane le elezioni generali tra il crescente malcontento della comunitá tamil concentata nello stato meridionale del Tamil Nadu.

martedì 21 aprile 2009

Recessione - Banca Centrale taglia i tassi d'interesse

Su Apcom

Di fronte a prospettive più pessimiste sulla ripresa economica, la Banca Centrale Indiana (RBI, Reserve Bank of India) ha deciso di allentare la stretta creditizia tagliando di 25 punti percentuali il tasso di interesse a breve portandolo al 4,75%. Si tratta della seconda riduzione negli ultimi sei mesi e coincide con le elezioni in corso per il rinnovo del Parlamento indiano che termineranno il 13 maggio. Secondo i sondaggi sarebbe favorito il partito del Congresso attualmente al governo con una coalizione di centro sinistra guidata dal primo ministro Manmohan Singh.
La nuova riduzione del costo del denaro, che giunge abbastanza inaspettata per la maggior parte degli operatori finanziari, sembra addensare nuovi nubi sul futuro della locomotiva indiana che nell’anno fiscale 2008-2009 ha subito un rallentamento, anche se rimane tra le più sostenute del mondo grazie alla domanda interna e alla scarsa dipendenza dalle esportazioni. La RBI ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il prossimo anno portandole al 6%. Nell’anno fiscale terminato il 31 marzo la Banca centrale prevede un’espansione dal 6,5 al 6,7%, mentre il governo del 7,1%.
“La principale sfida – ha detto il governatore D.Subbarao – è di creare stimoli di sostegno della domanda per ritornare ad alti tassi di crescita”. Negli ultimi cinque anni l’India è cresciuta ad un ritmo medio dell’8,8%. Il numero uno della RBI ha ammesso che la recessione finanziaria mondiale ha avuto un impatto negativo sull’India, come su tutte le economie emergenti, in una misura maggiore del previsto.
Dallo scorso autunno, il governo indiano ha adottato tre pacchetti fiscali e iniettato 83,4 milioni di dollari nel mercato per sostenere il sistema creditizio. I tassi di interessi sono stati dimezzati rispetto al 9% di un anno fa quando la principale paura era il surriscaldamento dell’economia che aveva innescato una fiammata dei prezzi. Dopo aver toccato il record del 12% l’inflazione è a livello zero secondo l’ultimo rilevamento di marzo per quanto riguarda i prezzi all’ingrosso (mentre il tasso dei prezzi al consumo rimane elevato).
Le manovre della RBI hanno però finora avuto un effetto limitato. La drastica riduzione del costo del denaro non è stata seguita dal sistema bancario per i tassi su mutui e prestiti commerciali che sono rimasti pressoché invariati. Ma su pressione della RBI, la principale banca indiana, ICICI Bank, oggi ha ridotto di mezzo punto percentuale il tasso sui prestiti per i consumatori.

lunedì 20 aprile 2009

Sri Lanka, ultimatum di 24 ore a Tigri Tamil

Dopo aver abbattuto alcune fortificazioni dei ribelli e liberato 5 mila sfollati tamil dalla zona di guerra, il governo srilankese ha dato un nuovo ultimatum di 24 ore per arrendersi al leader delle Tigri Tamil Vellupillai Prabakharan. Un portavoce del ministero della difesa ha dichiarato che i guerriglieri avranno tempo fino a mezzogiorno di domani per prendere una decisione. Secondo fonti governative, l’offensiva contro i superstiti del movimento separatista dell’LTTE potrebbe essere davvero alla fase finale dopo oltre due mesi di furiosi combattimenti che avrebbero causato almeno 5 mila morti tra i civili. Secondo fonti dell’Onu nella ristretta fascia nel distretto di Mullaitivu, sulla costa nord orientale, ci sarebbero ancora 100 mila persone in condizioni disperate a causa della mancanza di cibo e medicine. Il governo srilankese accusa i militanti delle Tigri Tamil, accerchiate in appena 17 chilometri quadrati di foresta, di usare i civili come scudi umani per frenare l’avanzata dell’esercito. Le truppe avrebbero aperto un varco ieri attraverso una trincea di terra battuta costruita dei ribelli. Il presidente Mahinda Rajapaksa ha detto stamattina ai giornalisti che 35 mila civili saranno presto trasferiti dalle aree militari nei campi di accoglienza. Il governo ha anche mostrato immagini aeree di migliaia di tamil in fuga. Sempre secondo un portavoce militare, almeno venti civili sarebbero morti a causa di tre attacchi suicidi dei ribelli.

domenica 19 aprile 2009

Oscar e miseria. La baby star di Millionaire in vendita a uno sceicco secondo un tabloid inglese


Su Il Giornale
Prima le denunce degli abitanti delle baraccopoli di Mumbai, poi le accuse di aver sfruttato Azharuddin e Rubina, infine la fredda accoglienza del pubblico in India che ha disertato le sale. Il film successo The Millionarie, vincitore di otto Oscar, continua a sollevare polemiche. Adesso è la volta del padre della piccola attrice Rubina Ali Qureshi, che avrebbe deciso di vendere la figlia di 9 anni a un ricco sceicco per “sfuggire alla miseria dello slum in cui vive la sua famiglia”. Avrebbe acconsentito di “dare in adozione” la bambina per 20 milioni di rupie (circa 310 mila euro).
La notizia, prontamente smentita da Rafiq Qureshi, è stata pubblicata dal tabloid domenicale britannico “The News of The World” famoso per scoop scandalistici. Fingendosi un ricco arabo di Dubai, un reporter si è recato a Mumbai e ha contattato la famiglia di Rubina che si è mostrata subito interessata all’affare. Sembra che Rafiq fosse già in trattativa con un acquirente del Medio Oriente che aveva saputo delle loro difficoltà dalla televisione Al Jazeera. L’incontro tra il finto sceicco e una finta principessa velata si è svolto in una suite di un hotel a cinque stelle ed è stato filmato dal reporter. Il video è disponibile sul website del tabloid. “Papà Rafiq sta disperatamente cercando di trarre guadagno dal successo del film vendendo la bambina al migliore offerente” scrive l’autore dell’inchiesta esclusiva intitolata “Padre vende la figlia da Oscar per 200 mila sterline”. Sembra che il genitore di Rubina abbia aumentato di 4 volte la somma pattuita in un primo tempo. “Questa bambina è speciale, è una bambina da Oscar!” avrebbe detto al reporter che ha organizzato diversi appuntamenti per negoziare il prezzo. In uno di questi incontri, un componente della famiglia avrebbero addirittura “offerto” in vendita altre bambine della stessa baraccopoli ovviamente a una cifra inferiore
Dopo lo straordinario successo di The Millionaire e il viaggio a Los Angeles per la consegna degli Oscar, Rubina - che nel film interpreta la bella Latika - e il suo co-protagonista Azharuddin Ismail, 10 anni, sono tornati a vivere nella baraccopoli di Bandra dove erano stati “scoperti” dalla troupe del regista britannico Danny Boyle. Rubina dorme sul pavimento di una lurida baracca con due fratelli, il padre e la matrigna che è incinta di tre mesi. Per un anno di riprese i due bambini hanno ricevuto una modesta somma più la creazione di un fondo per coprire le spese della loro istruzione universitaria. Rafiq, che il giornale britannico descrive come “uno che conosce i trucchi della strada”, ha già speso tutti i contanti per cure mediche. Le famiglie avevano accusato i produttori di Hollywood di aver “sfruttato” i loro figli e di essere “scomparsi” senza mantenere le promesse di migliorare le loro condizioni di vita. La pellicola, che descrive gli orrori e il degrado delle baraccopoli di Mumbai, ha incassato 300 milioni di dollari. A marzo i due mini attori erano andati a New Delhi per incontrare Sonia Gandhi, la leader del partito del Congresso, a cui hanno chiesto di avere dal governo indiano un alloggio in muratura. Il partito della Gandhi aveva comprato i diritti della colonna sonora di “Slumdog Millionaire” (questo il titolo inglese) per usarla nella campagna elettorale. In seguito alle critiche, qualche giorno fa, i produttori americani erano ritornati a Mumbai per donare oltre 700 mila dollari a un’organizzazione non governativa che si occupa del recupero di bambini di strada di Mumbai.

venerdì 17 aprile 2009

Pakistan, promessi aiuti per oltre 5 miliardi di dollari

In onda su Radio Vaticana

Superando le stesse aspettative del governo di Islamabad, la comunità internazionale ha promesso oltre 5 miliardi di dollari al Pakistan per il rilancio dell’economia e la lotta al terrorismo. A garantire il maxi finanziamento nei prossimi due anni è stata la conferenza dei donatori che si è conclusa ieri a Tokyo presieduta da Giappone, da Banca Mondiale e dai cosiddetto club degli Amici del Pakistan democratico. In totale erano presenti 24 paesi e 16 organizzazioni internazionali. Gli aiuti più generosi sotto forma di prestiti arriveranno da Giappone, Stati Uniti, Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti e Turchia.
Il Pakistan è la pedina centrale della nuova strategia annunciata del presidente americano Barak Obama per la stabilizzazione dell’Afghanistan. Nell’ottica della Casa Bianca è importante sostenere il governo di Asif Ali Zardari che appare indebolito da una serie di attentati degli estremisti, dall’avanzata dei talebani grazie a un controverso accordo nella vallata di Swat e da crisi politiche interne. Gli aiuti serviranno anche ad alleviare le condizioni di povertà in cui si trova il 40 per cento della popolazione.