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lunedì 3 dicembre 2012

ANNIVERSARI/Bhopal 28 anni dopo, ancora proteste a New Delhi

Diversi gruppi di vittime della fuga di gas di Bhopal, nell'India centrale, hanno protestato oggi a New Delhi in occasione del 28esimo anniversario della tragedia che uccise 15 mila persone sul colpo e che è considerata come il più grave incidente industriale della storia umana. I dimostranti hanno tenuto diversi cortei nei pressi delle sedi del governo per richiamare l'attenzione sulla mancanza di risarcimenti adeguati e di un piano di bonifica dell'area, dove sorge ancora l'impianto abbandonato della fabbrica di pesticidi americana Union Carbide da cui, nella notte del 3 dicembre 1984, si sprigionò la nube mortale di gas. Lo scorso luglio, il governo indiano aveva chiesto a un'azienda tedesca di smaltire i rifiuti tossici che sono ancora sul sito, ma l'operazione non si è poi concretizzata. In particolare, i superstiti criticano il governo centrale e quello locale del Madhya Pradesh per non aver garantito la punizione del responsabili, tra cui il Ceo della societa' statunitense, Warren Anderson, che fuggì negli Usa dopo la sciagura.

sabato 9 giugno 2012

Veleni di Bhopal saranno smaltiti in Germania

Il governo indiano ha dato il via libera allo smaltimento dei ''veleni'' di Bhopal a 27 anni di distanza dal piu' grande incidente industriale della storia. Lo riporta l'agenzia Pti. Circa 350 tonnellate di residui chimici della fabbrica di pesticidi americana Union Carbide, esplosa nella notte tra il 2 e 3 dicembre 1984, saranno portati via aerea in Germania dove saranno trattati in un apposito impianto. L'operazione durera' circa un anno e sara' gestita dall'agenzia governativa tedesca Giz Is. La decisione e' stata presa da un Comitato ministeriale che ha autorizzato lo stato centrale del Madya Pradesh a concludere l'accordo e che si e' anche accollato i costi del trasporto aereo. La rimozione dei detriti ''via cielo'' direttamente dallo stabilimento abbandonato alla periferia di Bhopal costera' all'erario 250 milioni di rupie (circa 3,6 milioni di euro). In tutti questi anni, la bonifica del sito era rimasta bloccata da vicende giudiziarie e anche dalla resistenza di altri stati indiani di prendersi carico del trattamento dei rifiuti velenosi. Lo scorso mese era anche intervenuta la Corte Suprema per sollecitare il governo a trovare una soluzione. La tragedia causo' circa 5 mila morti sul colpo e decine di migliaia di malati che ancora ora oggi patiscono le conseguenze del contatto con il potentissimo pesticida prodotto dalla Unione Carbide, entrata poi a far parte del colosso chimico Dow Chemicals.

venerdì 2 dicembre 2011

Disastro di Bhopal, proteste contro Olimpiadi nel 27esimo anniversario

Alcune centinaia di persone hanno manifestato oggi a Bhopal, la città dell'India centrale in occasione del 27esimo anniversario della fuga di gas dalla fabbrica di pesticidi dell'americana Union Carbide che causò 15 mila morti e decine di migliaia di malati cronici. Lo riportano i media indiani. Durante le proteste, i superstiti della più grande sciagura industriale della storia umana hanno bruciato delle immagini di Sebastian Coe, responsabile del comitato che organizza le Olimpiadi di Londra del 2012, tra i cui sponsor c'é anche il colosso chimico Dow Chemicals, che ha assorbito nel 2001 l'Unione Carbide. Analoghe proteste si sono verificate anche contro il presidente del Comitato olimpico indiano Vijay Kumar Malhotra. Urlando slogan contro i Giochi e chiedendo giustizia per le vittime, i dimostranti hanno marciato in corteo verso il sito della fabbrica killer alla periferia della città che giace abbandonata in attesa di una bonifica mai avvenuta e che ha causato l'inquinamento di suolo e acqua con rischio per la popolazione delle baraccopoli che la circondano. Lo scorso mese, il capo dello stato del Madhya Pradesh e alcuni atleti indiani, dove sorge Bhopal, aveva chiesto al governo di New Delhi di boicottare le Olimpiadi di luglio che si terranno in uno stadio di Londra coperto da un telone sponsorizzato dalla Dow.

mercoledì 11 maggio 2011

Bhopal, Corte Suprema respinge riapertura processo

Le vittime del disastro di Bhopal hanno subito un'ennesimo smacco nella loro lunga battaglia per ottenere giustizia. La Corte Suprema indiana ha respinto stamattina un ricorso per inasprire le pene contro i dirigenti della Union Carbide, la fabbrica dei veleni che nel dicembre 1984 ha ucciso almeno 15 mila persone con conseguenze catastrofiche per la salute della popolazione. I giudici hanno detto che sono ''insufficienti'' i motivi per riaprire il caso .
In una sentenza beffa lo scorso giugno al termine di un processo lungo 14 anni, sette manager indiani che all'epoca guidavano l'impianto chimico americano erano stati condannati a due anni di carcere e subito messi in liberta' su cauzione. Sull'onda dell'indignazione popolare, il governo di New Delhi si era quindi rivolto alla Corte Suprema per ricorrere contro la sentenza del 1996 che diluiva i capi di imputazione per i responsabili della Union Carbide incolpandoli semplicemente per negligenza, un reato che prevede al massimo due anni di prigione.
Il pronunciamento e' stato accolto con rabbia dai cmitati delle vittime che ancora oggi soffrono le conseguenze dell'intossicazione del potente pesticida e che continuano a chiedere adeguati risarcimenti.

giovedì 3 dicembre 2009

Bhopal, 25 anni di veleni

“25 anni di vergogna” così scrive oggi Times of India a proposito della catastrofe di Bhopal, uno dei più grandi incidenti industriali della storia moderna ma anche uno dei più dimenticati. La nube tossica che nella notte tra il 2 e 3 dicembre 1984 avvelenò decine di migliaia di persone non ha mai smesso di uccidere. Ancora oggi tracce del potente veleno, l’isocianato di metile, si annidano nei corpi dei sopravissuti e dei loro figli. Ogni giorno negli ospedali di Bhopal arrivano 6 mila pazienti contaminati dal gas. Ma quello che è più scandaloso è che il sito della Union Carbide, la fabbrica americana di pesticidi, non è mai stato smantellato e bonificato, nonostante le promesse reiterate anche quest’anno dal premier Manmohan Singh in occasione dell’anniversario. Si è scoperto che i rifiuti tossici depositato intorno all’impianto, che ora appartiene allo stato del Madhya Pradesh , continuano ad avvelenare suolo e falde acquifere. Campioni di acqua prelevati nei dintorni hanno mostrato una massiccia presenza di sostanze nocive. La tragedia di Bhopal ha anche messo in luce le falle della giustizia indiana. L’alta corte del Madya Pradesh ha respinto la richiesta di nuovi risarcimenti per i malati, che negli anni sono saliti a oltre mezzo milione. Ieri sera a Bhopal le associazioni delle vittime hanno organizzato marce di protesta cantando slogan contro il governo e contro la società Union Carbide, che dal 2001 è entrata a far parte del colosso Dow Chemical, chiudendo per sempre il sipario sulla sua tragica eredità indiana.