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lunedì 16 luglio 2012

India-pakistan: riprenderanno partite cricket dopo 4 anni

L'India riprendera' gli incontri di cricket con il Pakistan sospesi dopo l'attacco terroristico agli hotel di Mumbai nel 2008. Lo si apprende da un comunicato diffuso dalla Federazione nazionale cricket (Bcci). ''E' stato deciso di ricucire le relazioni con il Pakistan invitando la squadra per un breve torneo tra dicembre e gennaio'', si legge nella nota. La Federazione ha aggiunto che saranno presto messi a punto i dettagli degli incontri. L'ultima trasferta dei giocatori pachistani in India risale a una serie di match nel 2007/08. Le due Nazionali si erano poi affrontate nella semifinale del Campionato Mondiale all'inizio del 2011 e di recente in un torneo asiatico in Bangladesh. La ripresa delle trasferte per il cricket, uno sport popolarissimo in entrambi i Paesi, rientra nell'ambito del processo di pace tra le due potenze nucleari, ripartito lo scorso anno. Nell'ultima serie di negoziati bilaterali a New Delhi, le due delegazioni diplomatiche avevano deciso di rafforzare gli scambi nel settore sportivo come ulteriore misura di distensione.

mercoledì 30 marzo 2011

India-Pakistan, vittoria dei ''blu'' e della pace

In un clima effervescente e di delirio collettivo, India e Pakistan si sono sfidati oggi a colpi di cricket e di diplomazia in uno stadio dello stato nord occidentale del Punjab davanti ai due primi ministri, al gotha dell'industria indiana e a una carrellata di star di Bollywood. Il duello sul campo e' stato vinto dagli ''uomini in blu'' della nazionale indiana che entra cosi' nella finale del mondiale che si terra' a Mumbai contro lo Sri Lanka sabato prossimo. Ma a vincere questo duello, che ha svuotato le citta' e tenuto un miliardo di persone con il fiato sospeso per oltre 8 ore, e' stato il processo di pace. La diplomazia del cricket, rilanciata da New Delhi con l'invito al premier pachistano a seguire insieme il match, ha dato un nuovo impulso ai negoziati tra le due potenze nucleari asiatiche che avevano congelato i rapporti dopo le stragi di Mumbai di due anni fa. In una pausa del lungo match, i due primi ministri, l'indiano Manmohan Singh e il pachistano Raza Yousuf Gilani, hanno tenuto delle discussioni ''estremamente positive'' e ''incoraggianti'' per la ripresa dei negoziati in calendario nei prossimi mesi, secondo le parole di una portavoce. Questo nuovo capitolo nelle relazioni dei due Paesi sara' ricordato come ''spirito di Mohali'' dal nome dello stadio dove si e' svolto l'incontro e trasformato in una fortezza per la paura di attentati terroristici. Nonostante le apprensioni della vigilia e le enormi misure di sicurezza, compresa una no fly zone e lo schieramento di 2 mila teste di cuoio, non si sono registrati incidenti. I due capi di governo hanno tenuto un ''vertice'', definito ''informale'', durante una cena organizzata prima della fine del match e a cui hanno partecipato le due delegazioni composte da diversi ministri e da personalita' politiche, tra cui la presidente del Congresso Sonia Gandhi. Sono stati discussi ''svariati argomenti'', ha detto la portavoce Nirupama Rao in una conferenza stampa, precisando che lo scopo e' ''la normalizzazione dei rapporti''. Dopo l'attacco di Mumbai, il governo di New Delhi aveva tenuto una linea ''dura'' sulla richiesta di processare i responsabili dell'assedio agli hotel costato la vita a 166 persone. Il disgelo e' arrivato all'inizio dell'anno e poi, grazie all'euforia sportiva, e' stato confermato nel primo round di negoziati dell'altro ieri a New Delhi, quando Islamabad ha acconsentito a cooperare con gli investigatori indiani e a istituire un telefono rosso sull'antiterrorismo. L'incontro sportivo, definito la ''madre di tutte le sfide'', ha creato un'enorme euforia e un clima di delirio collettivo. A New Delhi, come nelle altre metropoli indiane, si sono svuotate le strade e i mercati per tutto il pomeriggio e parte della serata. Secondo un sondaggio sei indiani su dieci oggi hanno disertato il posto di lavoro. Oltre un miliardo di telespettatori hanno visto la partita a casa o in strada, dove si sono formati fitti capannelli davanti alle televisioni di negozi o posti di ristoro.

venerdì 25 marzo 2011

INDIA-PAKISTAN: DIPLOMAZIA CRICKET, SINGH INVITA ZARDARI

L'India ha invitato il presidente pachistano Asif Zardari e il primo ministro Yusuf
Raza Gilani ad assistere alla semifinale di cricket tra India e Pakistan che si terrà mercoledì prossimo nello stato settentrionale del Punjab dove è in corso il campionato mondiale. La sfida tra le due nazionali di cricket suscita di solito un enorme entusiasmo ed è seguita da milioni di tifosi del subcontinente indiano.

La decisione, che la stampa locale ha già definito come "diplomazia del cricket" , potrebbe significare il completo disgelo tra i due paesi asiatici che dopo l'attentato di Mumbai del 2008 hanno interrotto il processo di pace.

In base a un comunicato diffuso dal Ministero degli Esteri, il premier Manmohan Singh ha inviato stasera una lettera alle massime cariche del governo pachistano invitandole a partecipare all'evento sportivo. "C'é una grande euforia su questa partita" scrive Singh a Zardari. "E' mio grande piacere invitarla a Mohali per assistere all'incontro insieme a me e a milioni di sportivi dei nostri due paesi". Per ora da Islamabad non è ancora giunta risposta.

Nel frattempo, come altro segno di distensione , New Delhi ha deciso di facilitare il rilascio dei visti di ingresso per i tifosi pachistani in occasione delle semifinali e anche della finale del campionato mondiale prevista a Mumbai il 2 aprile.

mercoledì 28 aprile 2010

Cricketopoli, lo scandalo investe sport, politica e cinema

Pubblicato da Il Giornale

L’India è finita nel pallone o meglio sotto i colpi di una mazza da cricket. Da alcune settimane una gigantesca tangentopoli ha investito il mondo del cricket, un gioco che noi è incomprensibile, ma che per un miliardo e passa di indiani e fonte di quotidiana ossessione. Lo scandalo, iniziato con un innocente messaggio su Twitter, ha raggiunto proporzioni gigantesche ed è arrivato dritto dritto sul tavolo della leader Sonia Gandhi, alle prese con non pochi altri grattacapi in questi giorni per via dell’inflazione galoppante e di una mini Watergate in parlamento.
Gli ingredienti di questa “cricketopoli” sono i soliti, di quelli che fanno pensare che tutto il mondo è paese. Ci sono le bellissime star di Bollywood, strapagati giocatori stranieri, i paperoni della nuova India come il re della birra e della formula uno Vijay Mallya, rampolli della Mumbai bene e naturalmente anche politici altolocati. Una miscela maleodorante di gelosie, lotte di potere, mazzette, favoritismi e evasione fiscale ha sommerso l’intero paese dal Rajasthan fino alla pacifica città meridionale di Cochin. Si sono scoperchiate pentole che da anni bollivano e adesso che il latte e’ versato nessuno sa come pulire il fornello.
Il principale imputato è la Indian Premier League (IPL), un super torneo a eliminazione che coinvolge otto squadre, una per ogni metropoli indiana, e che prevede partite più corte e più eccitanti per il pubblico maschile grazie alla presenza di ragazze pon pon occidentali e di star dello spettacolo che tifano dalle tribune di onore. E’ una formula creata soprattutto per la televisione. La Premier league, nata tre anni fa, ha un giro d’affari da capogiro valutato da alcuni in oltre 4 miliardi di dollari, di cui metà in diritti televisivi accaparrati dal colosso giapponese Sony e il resto in mega sponsorizzazioni tra cui Google. E’ forse uno dei campionati più ricchi del mondo, ancor di più del calcio e da ciò si capisce anche la rapacità di coloro che lo gestiscono. L’inventore di questa macchina da soldi è Lalit Modi, erede di una famiglia industriale, che figura nella lista dei 30 uomini più potenti, amante del lusso, proprietario di un aereo privato e di uno yacht. Il fisco indiano, in un raid nel suo ufficio di Mumbai, lo ha accusato di evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco e di avere incassato diverse mazzette nelle aste di assegnazione delle squadre partecipanti. Gli ispettori si sono trovati di fronte a un complesso giro di soldi attraverso paradisi fiscali e società fittizie. Nonostante lui si proclami innocente, la Federazione nazionale indiana di cricket (Board of Control for Cricket in India o BCCI) lo quindi ha sospeso “per aver infangato il nome del cricket” e già rimpiazzato con un altro manager. La cacciata è avvenuta proprio dopo la finale del torneo due giorni fa a Mumbai. Contro di lui pesano 20 casi sospetti di tangenti tra cui una di 80 milioni di dollari per i diritti televisivi, irregolarità e favoritismi, come quello relativo alla squadra dei Rajasthan Royals, appartenente al cognato.
Modi è inoltre considerato vicino a un partito regionale presente nella coalizione di centro sinistra del governo guidata da Manmoha Singh e a cui appartengono i due ministeri chiave dell’agricoltura e dell’aviazione. Entrambi i ministri hanno parenti coinvolti a diverso titolo nel torneo.
Oltre a Modi, l’atra testa a rotolare finora è stata quella del viceministro degli esteri Shashi Tharoor, ex diplomatico Onu e braccio destro di Kofi Annan. Dopo aver perso la corsa come segretario generale al Palazzo di Vetro, Tharoor è tornato alle radici in Kerala, stato del sud dell’India, dove gli è stato offerto dal partito del Congresso la candidatura a un seggio, poi vinto nelle elezioni dello scorso anno. Considerato come il “volto nuovo’” del vecchio partito dei Nehru Gandhi e dato come futuro ministro degli esteri, Tharoor ha pagato cara la sua loquacità su Twitter e le sue frequentazioni intime con un’avvenente donna d’affari che abita a Dubai. Su internet è stato accusato da Modi di aver aiutato la sua bella ad avere una quota gratis del valore di 15 milioni di dollari della futura squadra del Cochin, che giocherà nella prossima edizione quando le squadre della Ipl saranno portate a dieci. Non è chiaro, e molto probabilmente non lo sarà mai, il suo ruolo nella vicenda, ma da allora il suo destino è stato segnato. Dopo alcuni giorni di clamore sui media e di costante pressing dell’opposizione indu nazionalista, il viceministro è stato bacchettato dalla Gandhi e poi convocato per ben due volte in un giorno a casa del premier Singh. Dopo una convulsa giornata, il recalcitrante Tharoor, ormai con le spalle al muro, ha dovuto rassegnare le dimissioni dall’incarico. “Spero solo che il mio gesto possa portare a una pulizia nel mondo del cricket” ha scritto su Twitter dove ha ricevuto il sostegno di migliaia di internauti.
Da quando e’ rotolata la sua testa, il marcio e’ cominciato ad affiorare e riversarsi negli stadi pieni di tifosi dove, per una curiosa coincidenza, si e’ conclusa domenica la Premier League con la vittoria dei Chennai Super Kings. Ma erano in pochi a festeggiare.

lunedì 26 aprile 2010

India, scoppia la ''Cricketopoli''

Da oltre due settimane l'India e' sconvolta da un mega scandalo che ha travolto il cricket, lo sport nazionale e autentica passione di milioni di telespettatori. La ''cricketopoli'' ha creato gia' due vittime: il presidente della Premier League (Ipl), Lalit Modi, sospeso ieri sera dalla Federazione nazionale di cricket (Bcci) proprio dopo la finale del torneo, e il politico emergente Shashi Tharoor, viceministro degli esteri e pupillo di Sonia Gandhi. Ma la polemica, che ha monopolizzato l'attenzione di tutti i media, rischia ora di far scricchiolare anche la coalizione di governo guidata da Manmohan Singh, gia' sotto pressione per il rincaro dei generi alimentari e benzina. L'opposizione indu nazionalista promette di scatenare un terremoto in parlamento dove gia' infuria una polemica per le intercettazioni telefoniche di alcuni leader politici.
Nell'occhio del ciclone e' proprio la Premier League, un campionato che tra giocatori stranieri, sponsorizzazioni, diritti televisivi ha un giro d'affari da capogiro stimato in oltre 4 miliardi di dollari. Il torneo a eliminazione e' composto da 8 squadre che rappresentano le principali citta' indiane ''assegnate'' con un'asta alle piu' famose star di Bollywood e ricchi industriali. A gestire questa enorme macchina da soldi e' da tre anni Lalit Modi, 46 anni, un controverso personaggio frequentatore dei salotti bene di Mumbai, considerato ''vicino'' a un piccolo partito che fa parte della coalizione di governo. E' lui il personaggio chiave della ''mazzettopoli'' ed e' attualmente sotto inchiesta per riciclaggio di denaro sporco e evasione fiscale. Secondo la stampa indiana, il presidente della Ipl era al centro di un vasto giro di denaro veicolato attraverso societa' fittizie nei principali paradisi fiscali del mondo.
Nonostante la sospensione e la sua sostituzione avvenuta oggi con l'industriale farmaceutico Chirayu Amin, Modi continua a proclamarsi innocente e promette battaglie legali contro i suoi ex protettori della Federazione. In una riunione oggi lo hanno accusato di aver truccato alcune partite, commesso irregolarita' nelle aste e nella vendita dei diritti televisivi.
A svelare lo scandalo era stato due settimane fa con un messaggio su Twitter l'ex viceministro degli esteri e ex diplomatico Onu, Shashi Tharoor, coinvolto in una vicenda di favoritismi politici. Tharoor era stato costretto a dimettersi su pressione del partito del Congresso che pensava di arginare lo scandalo, ma che invece ha scoperchiato un enorme ''tangentopoli'' che nei prossimi giorni riservera' molto probabilmente altre sorprese.

venerdì 23 aprile 2010

India, bufera nel mondo del cricket

Una bufera sta travolgendo il mondo del cricket indiano, le star di Bollywood e anche alcuni componenti del governo di Manmohans Singh. Nell'occhio del ciclone e' la premier league indiana (Ipl), un torneo che tra strapagati campioni stranieri, sponsorizzazioni e diritti televisivi vale oltre 4 miliardi di dollari, piu' che un torneo di calcio.
Da due giorni gli ispettori del fisco indiano stanno setacciando gli uffici delle 8 squadre a caccia di documenti su societa' fantasma e di presunti fondi neri finiti in paradisi fiscali. Tra i proprietari del ''franchising'' delle squadre ci sono alcuni famosi attori e attrici oltre a industriali, come Vijay Mallya, il re della birra e degli aerei. La formula della ''premier league'', con partite brevi e con la presenza di ragazze ''pon-pon'' negli stadi, era stata creata tre anni fa. L'ideatore e' Lalit Modi, un controverso uomo d'affari che oggi e' al centro dello scandalo per la sua frequentazione con l'establishment politico e per la sua richezza, che comprende un jet privato e uno yacht.
Lo scandalo era scoppiato la scorsa settimana in seguito a un messaggio su Twitter in cui Modi accusava il viceministro degli esteri Shashi Tharoor, ex diplomatico Onu e saggista, di aver aiutato un'amica intima di Dubai a ottenere un contratto di franchising per una squadra del Kochi (nello stato meridionale del Kerala) per il prossimo anno. Dopo alcuni giorni di polemiche al vetriolo alimentate dall'opposizione indu nazionalista, il partito del Congresso di Sonia Gandhi era stato costretto a silurare Tharoor, una promessa politica in vista del cambio generazionale guidato dal figlio Rahul nel secolare partito dei Nehru-Gandhi.
Intanto il torneo, minacciato anche da attentati terroristici, va avanti con la semifinale che si tiene oggi a Mumbai.