In un momento in cui sta cercando di rafforzare la presenza nell'oceano Indiano, la Marina indiana ha subito oggi un duro contraccolpo con la perdita di un sommergibile distrutto da un'esplosione che ha causato la morte di 18 marinai e listato a lutto le celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza di domani. L'incidente e' avvenuto dopo la mezzanotte in un porto a Mumbai dove si trovava il sottomarino di fabbricazione russa Ins Sindhurakshak acquistato 25 anni fa, ma ammodernato di recente con la dotazione di un nuovo sistema di missili da crociera. Il ministro indiano della Difesa, A.K. Antony, ha parlato di una "scioccante tragedia" e ha offerto le condoglianze alle famiglie delle vittime, tra cui ci sono tre ufficiali. I sommozzatori non hanno però abbandonato le speranze di trovare superstiti e sono ancora al lavoro nel tentativo di entrare nei comparti stagni dove potrebbero essere intrappolati i marinai dopo l'affondamento dell'unita'. Tuttavia il comandante della Marina, l'ammiraglio D.K Joshi, giunto sul posto, ha detto ai giornalisti che "bisogna prepararsi al peggio". Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, ci sarebbero state due esplosioni in rapida successione all'interno dell'unita navale che era carica di armamenti, carburante e ossigeno liquido. Quasi nello stesso momento é scoppiato l'incendio. Le televisioni hanno mostrato le immagini del sottomarino trasformato in una palla di fuoco. Gli scoppi hanno aperto una breccia dello scafo causando l'affondamento. "Non possiamo escludere l'ipotesi del sabotaggio - ha dichiarato l'ammiraglio Joshi - anche se al momento non ci sono elementi a supporto di questa ipotesi". Soltanto quando sarà tirato fuori dall'acqua, si potrà forse risalire alle cause delle misteriose deflagrazioni. Il sommergibile fa parte di una commessa di dieci unità acquistate tra il 1986 e il 2000 dalla Russia, uno dei principali fornitori di armamenti dell'India. Dopo un incendio nel 2010, che aveva provocato la morte di un marinaio, era stato inviato nei cantieri navali Zviezdotchka di Severodvinsk (Russia settentrionale) per interventi di manutenzione e ammodernamento. Secondo i media indiani si tratta di uno dei più gravi incidenti che ha colpito la Marina indiana impegnata a colmare il grande divario militare nei confronti della potenza cinese e a contrastare la crescente influenza di Pechino nell'oceano Indiano, che sta preoccupando anche gli Stati Uniti. Appena due giorni fa era stata messa in acqua la portaerei Ins Vikrant, la prima disegnata e costruita dall'India, con una solenne cerimonia in un cantiere navale di Kochi (in Kerala). La scorsa settimana, la Marina indiana aveva messo a segno un altro importante primato con l'attivazione del sistema di propulsione del primo sottomarino nucleare Arihant, una pedina cruciale nella strategia di espansione nell'oceano Indiano.
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mercoledì 14 agosto 2013
martedì 31 gennaio 2012
Difesa, India sceglie a sopresa francese Dassault per mega commessa 126 caccia bombardieri
(ANSA) - NEW DELHI, 01 FEB - La decisione dell'India di preferire la francese Dassault al consorzio europeo Eurofighter (Finmeccanica) per la commessa di 126 jet multiruolo Mmrca, sulla base del criterio dell'offerta commerciale piu' conveniente, ha sorpreso anche la stampa indiana. ''E' interessante - scrive oggi il Times of India - come la Dassault, che era stata quasi scartata all'inizio e che il Ministero della Difesa aveva perfino detto che era fuori dalla competizione, sia invece tornata in gara e abbia vinto''. Un altro quotidiano, The Indian Express, ricorda invece come nel 2008 i francesi ''furono quasi esclusi per mancanza di alcuni requisiti qualitativi richiesti nel bando di gara. La situazione fu risolta solo dopo l'intervento di Parigi e la promessa della Dassault che avrebbe soddisfatto le richieste''. La ''madre di tutte le commesse'' come la chiamano i media indiani, era stata lanciata nel 2007 per un valore stimato di 10,2 miliardi di dollari che e' praticamente raddoppiato ora a circa 20 milioni di dollari. Secondo indiscrezioni di stampa, la differenza delle offerte e' stata ''significativa''. Sempre l'Indian Express scrive che il Typhoon Eurofighter ''e' di circa il 10% piu' caro del suo rivale'', il Rafale. Dopo l'apertura delle buste lo scorso 4 novembre al ministero della Difesa, erano gia' circolate indiscrezioni secondo le quali l'aereo francese aveva un costo di acquisizione unitaria (Flyaway Cost) minore di quello del consorzio europeo, ma non in una ''dimensione sufficientemente grande per chiudere il discorso immediatamente''. Il prezzo di mercato di entrambi si trova nella fascia di 80-110 milioni di dollari. Il governo indiano ha inviato ieri una lettera alla societa' francese per informarla della scelta. Tuttavia il contratto non sara' firmato nell'anno finanziario che termina il 31 marzo 2012. ''Ci vorra' molto tempo per finalizzare tutti i dettagli, speriamo di siglarlo nel prossimo anno fiscale'' ha detto una fonte della Difesa. Il Rafale rimpiazzera' progressivamente a partire dal 2014-2015 la flotta dei vecchi Mig-21 e Mig-23. I velivoli francesi, insieme agli esistenti 50 Mirage (che saranno ammodernati dalla Francia con un contratto di 2,4 miliardi di dollari assegnato lo scorso anno) saranno l'ossatura delle forze aree indiane che prevedono di acquisire nei prossimi anni dalla Russia anche 272 Sukoi-30 e 250 aerei di quinta generazione Pak-Fa.
venerdì 21 gennaio 2011
Fincantieri consegna nave ''tanker'' a India
Fincantieri ha consegnato stamattina, con una cerimonia a Mumbai, la nave rifornitrice di squadra "Deepak" che è così entrata ufficialmente a far parte della flotta della Marina militare indiana. Realizzata negli stabilimenti palermitani e liguri della società cantieristica italiana, Deepak (letteralmente 'lampada che da'
olio alle altré) è parte di una commessa di due unità per un
valore totale di 320 milioni di euro. La gemella, 'Shakti' sarà consegnata in autunno.
All'evento, avvenuto nella base navale che sorge sulla estremità di Colaba, hanno partecipato il presidente di Fincantieri, Corrado Antonini, il ministro indiano della Difesa, A.K. Antony, l'ambasciatore d'Italia Giacomo Sanfelice di
Monteforte, oltre ai massimi vertici della forza armata del
Paese.
"Questa nave è la prima ordinata dalla Marina indiana, la quarta al mondo, a una società cantieristica europea - ha detto Antonini all'ANSA - e rappresenta il consolidamento della collaborazione con l'India, un Paese che per il suo ruolo di
'guardiano' dell'Oceano Indiano ha bisogno di una flotta all'avanguardia". Antonini ha poi sottolineato i tempi record di realizzazione delle due unità, meno di 36 mesi. "E' un biglietto da visita importante in un paese dove i tempi per le
forniture per la difesa sono di solito molto lunghi". La nave,
in gergo tecnico una "fleet tanker", non ha solo la funzione di rifornitrice, ma può essere impiegata anche per missioni umanitarie. "Avremmo voluto avere un mezzo del genere quando nel dicembre 2004 è successa la tragedia dello tsunami" ha
detto il ministro Antony, secondo il quale "il 2011 vedrà una
maggior numero di acquisizioni e commesse per rafforzare la
sicurezza marittima".
A questo proposito, Fincantieri è interessata a due commesse a breve termine. La prima riguarda l'assistenza tecnico-ingegneristica per la costruzione, da parte di cantieri indiani, di sette fregate, dove gli italiani sono in gara con
concorrenti francesi e tedeschi. L'altra è per una nave multiruolo LPD (Landing Platform Deck, ovvero con bacino allagabile, idonea a trasportare truppe da assalto anfibio) il cui bando di gara dovrebbe uscire nella seconda metà dell'anno.
Per quest'ultima, Fincantieri è in "pole position" perché ha realizzato analoghi mezzi per la Marina italiana e altre ancora dovrebbe costruirne.
La rifornitrice "Deepak", varata lo scorso anno in Italia e arrivata in India a dicembre, ha un dislocamento a pieno carico di 27.000 tonnellate, una
lunghezza di 175 metri e può trasportare un carico utile di circa 16.000 tonnellate (combustibile navale e aereo, acqua, vettovagliamenti e container), oltre a 250 persone di equipaggio.
Tra le caratteristiche innovative, la sua connotazione "ecologica" per la presenza di un doppio scafo che garantisce la sicurezza ambientale nel caso di collisioni o
danneggiamento. E' infatti la prima unità di rifornimento militare a rispettare le normative internazionali di tutela dell'inquinamento marittimo stabilite dall'International Maritime Organization.
Fincantieri, presente da diversi anni a New Delhi con un ufficio di rappresentanza, ha già un consolidato rapporto con l'India iniziato nel 2004 con un contratto per la progettazione dell'apparato motore, il trasferimento di tecnologia e la fornitura di servizi complementari per la nuova portaerei indiana in costruzione nei cantieri di Cochin, nel sud del paese. Nel 2007 inoltre ha consegnato una nave oceanografica al National Institute of Ocean Technology (Niot) di Chennai, che è già operativa al largo delle coste indiane per ricerche
scientifiche.
olio alle altré) è parte di una commessa di due unità per un
valore totale di 320 milioni di euro. La gemella, 'Shakti' sarà consegnata in autunno.
All'evento, avvenuto nella base navale che sorge sulla estremità di Colaba, hanno partecipato il presidente di Fincantieri, Corrado Antonini, il ministro indiano della Difesa, A.K. Antony, l'ambasciatore d'Italia Giacomo Sanfelice di
Monteforte, oltre ai massimi vertici della forza armata del
Paese.
"Questa nave è la prima ordinata dalla Marina indiana, la quarta al mondo, a una società cantieristica europea - ha detto Antonini all'ANSA - e rappresenta il consolidamento della collaborazione con l'India, un Paese che per il suo ruolo di
'guardiano' dell'Oceano Indiano ha bisogno di una flotta all'avanguardia". Antonini ha poi sottolineato i tempi record di realizzazione delle due unità, meno di 36 mesi. "E' un biglietto da visita importante in un paese dove i tempi per le
forniture per la difesa sono di solito molto lunghi". La nave,
in gergo tecnico una "fleet tanker", non ha solo la funzione di rifornitrice, ma può essere impiegata anche per missioni umanitarie. "Avremmo voluto avere un mezzo del genere quando nel dicembre 2004 è successa la tragedia dello tsunami" ha
detto il ministro Antony, secondo il quale "il 2011 vedrà una
maggior numero di acquisizioni e commesse per rafforzare la
sicurezza marittima".
A questo proposito, Fincantieri è interessata a due commesse a breve termine. La prima riguarda l'assistenza tecnico-ingegneristica per la costruzione, da parte di cantieri indiani, di sette fregate, dove gli italiani sono in gara con
concorrenti francesi e tedeschi. L'altra è per una nave multiruolo LPD (Landing Platform Deck, ovvero con bacino allagabile, idonea a trasportare truppe da assalto anfibio) il cui bando di gara dovrebbe uscire nella seconda metà dell'anno.
Per quest'ultima, Fincantieri è in "pole position" perché ha realizzato analoghi mezzi per la Marina italiana e altre ancora dovrebbe costruirne.
La rifornitrice "Deepak", varata lo scorso anno in Italia e arrivata in India a dicembre, ha un dislocamento a pieno carico di 27.000 tonnellate, una
lunghezza di 175 metri e può trasportare un carico utile di circa 16.000 tonnellate (combustibile navale e aereo, acqua, vettovagliamenti e container), oltre a 250 persone di equipaggio.
Tra le caratteristiche innovative, la sua connotazione "ecologica" per la presenza di un doppio scafo che garantisce la sicurezza ambientale nel caso di collisioni o
danneggiamento. E' infatti la prima unità di rifornimento militare a rispettare le normative internazionali di tutela dell'inquinamento marittimo stabilite dall'International Maritime Organization.
Fincantieri, presente da diversi anni a New Delhi con un ufficio di rappresentanza, ha già un consolidato rapporto con l'India iniziato nel 2004 con un contratto per la progettazione dell'apparato motore, il trasferimento di tecnologia e la fornitura di servizi complementari per la nuova portaerei indiana in costruzione nei cantieri di Cochin, nel sud del paese. Nel 2007 inoltre ha consegnato una nave oceanografica al National Institute of Ocean Technology (Niot) di Chennai, che è già operativa al largo delle coste indiane per ricerche
scientifiche.
giovedì 18 febbraio 2010
INTERVISTA - Guido Crosetto, sottosegretario alla difesa, vuole partnership con India
Su Il Giornale
“Un accordo di cooperazione con l’India nella difesa che individui delle specifiche aree di collaborazione, in particolare nel settore della ricerca tecnologica simile a quello già siglato con il Brasile”. E’ quanto Guido Crosetto, sottosegretario alla difesa, ha proposto al governo indiano ieri a New Delhi. Nel prossimo decennio il gigante asiatico spenderà 200 miliardi di dollari per rinnovare il suo arsenale militare risalente all’epoca sovietica. L’Italia non intende essere solo un fornitore, ma un “partner per lo sviluppo e la ricerca” come dimostra la joint-venture tra Finmeccanica e Ratan Tata per assemblare gli elicotteri Koala a Hyderabad firmata ieri al salone Defexpo 2010 in corso nella capitale indiana.
Domanda: Onorevole, come intende muoversi il nostro governo sul ricco mercato indiano?
Risposta: Vendere armamenti non è come vendere automobili. Sono i governi che si devono muovere e non si cede solo un prodotto, ma una tecnologia che comporta investimenti e che deve essere messa a disposizione. L’India è uno dei principali mercati mondiali per la difesa con un budget in crescita per la minaccia del Pakistan, ma anche per la paura della Cina. Il nostro Paese cerca un rapporto di collaborazione e di sinergia nella ricerca, più che una semplice vendita dei nostri prodotti.
D: La cessione di tecnologia non comporta rischi per la tutela dei brevetti?
R: L’India ha un patrimonio di cervelli inestimabile. Possiamo noi stessi trarre enormi vantaggi dalla condivisione di tecnologia. Per esempio possiamo usare il lanciatore indiano per mettere in orbita i nostri satelliti. E’ tecnologicamente superiore al lanciatore europeo Ariane e costa tre volte di meno.
D: Quali sono i nostri punti di forza?
R. Di sicuro gli elicotteri AgustaWestland, ma anche la tecnologia satellitare e il settore navale con Fincantieri già presente sul mercato come lo è un altro gioiello italiano, quasi sconosciuto, la Wass, che produce i siluri. Poi ci sono le altre aziende di Finmeccanica, tra cui Elettronica che già collabora con l’India nel settore della sicurezza e dei retrofit per i vecchi Mig. Il nuovo accordo bilaterale tra i nostri governi dovrebbe consolidare i rapporti esistenti e aprire la via a nuovi contratti.
D: Contratti che però in India hanno tempi lunghissimi come dimostra la commessa dell’Aeronautica indiana per 12 elicotteri AgustaWestland 101 già aggiudicata, ma ancora da firmare…
R. I tempi della difesa sono lunghissimi ovunque. L’Italia non è un partner privilegiato per l’India come Russia, Israele e da da poco anche gli Stati Uniti. Il problema principale non è la tempistica, ma aprire un canale d’ingresso.
D. Ci sono novità sulla mega commessa dei 126 cacciabombardieri a cui partecipa il consorzio europeo Eurofighter con i suoi Tiphoon? Proprio in questi giorni si stanno effettuando le ultime prove a Bangalore…
R. Il giudizio dei tecnici indiani è molto positivo e abbiamo qualche chance in più rispetto agli altri concorrenti. Ma voglio anche sottolineare che l’acquisto di cacciabombardieri è una scelta politica e non solo tecnica.
martedì 10 febbraio 2009
Bangalore, domani apre Aero India 2009, 15 aziende italiane
Su Apcom
Il ministro della difesa indiano A.K. Antony inaugura domani a Bangalore la settima edizione di Aero India, una rassegna biennale che è tra le più importanti in Asia. La recessione mondiale non sembra aver colpito il settore degli armamenti che è rappresentato da un record di 600 industrie, tra cui 302 società straniere provenienti da 25 Paesi. La partecipazione italiana, organizzata dall’Ice (Istituto Commercio Estero che ha allestito uno stand di 600 metri quadrati) è composta da una quindicina di aziende, la maggior parte del gruppo Finmeccanica che vanta una presenza consolidata sul mercato indiano. La delegazione governativa è guidata dal sottosegretario alla difesa Guido Crosetto.
Grazie alla sua crescita sostenuta, negli ultimi cinque anni l’India ha varato un piano di modernizzazione delle forze armate e in particolare della sua aeronautica ma lungaggini burocratiche e complesse procedure hanno rallentato l’assegnazione delle gare di appalto. Solo una minima parte del budget della difesa, che è sceso l’anno scorso sotto il 2 per cento, è stato finora speso. L’attentato di Mumbai del 26 novembre ha evidenziato lo stato di arretratezza e obsolescenza delle forze di sicurezza e di antiterrorismo. La nuova crisi con il Pakistan e l’eventualità di un conflitto armato o di raid contro le presunte basi dei militanti islamici hanno riaperto il dibattito sulla modernizzazione delle forze armate e in particolare dell’Aeronautica Indiana che continua a usare vecchi modelli dei cacciabombardieri russi Mig, soprannominati le “bare volanti”. Il governo guidato dal partito del Congresso, che tra due mesi si avvia alle elezioni, avrebbe deciso di “accelerare” alcune forniture in sospeso da diversi anni, tra cui il maxi contratto da 10 miliardi di dollari per 126 cacciabombardieri a cui partecipa anche il consorzio europeo EADS con l’Eurofighter Typhon, che per la prima volta è stato portato a Bangalore (dalla Germania) per dimostrazioni “dal vivo”. In corsia di preferenza ci sarebbero anche le gare per 125 elicotteri leggeri, di elicotteri per il pattugliamento per la Guardia Costiera e di elicotteri da combattimento a cui è interessata Agusta Westland, una delle aziende di Finmeccanica presenti insieme a Alenia Aeronautica, Selex Communication, Selex Galileo, Wass e DRS Technologies (azienda statunitense acquisita di recente).
Nei 5 giorni di salone potrebbero essere siglate alcune joint venture tra Finmeccanica e aziende indiane. “L’India non rappresenta solo un importante mercato – si legge in un comunicato – ma soprattutto un potenziale partner. Forte di una solida presenza nel Paese e di pluriennali alleanze industriali nei settori degli elicotteri, dei sistemi radar, delle comunicazioni, dei cannoni navali e dei siluri leggeri, Finmeccanica, per poter affrontare al meglio le sue sfide future, è attualmente impegnata a stringere nuove partnership e a rafforzare quelle già attivate con le principali aziende locali”. In particolare “è in corso di definizione una collaborazione strategica con Tata e sono in via di sviluppo alcuni progetti specifici insieme a BEL, HAL, BDL e BHEL”.
E’ invece ad “una fase decisiva” la tanto attesa gara per la fornitura di 12 elicotteri AW101 alle Forze Armate per il trasporto del primo ministro, presidente e alte cariche dello Stato. Uno di questi velivoli era stato scelto dall’ex presidente americano Bush. L’azienda italiana è già stata selezionata, ma non è ancora stato definito il valore commerciale del contratto.
Il ministro della difesa indiano A.K. Antony inaugura domani a Bangalore la settima edizione di Aero India, una rassegna biennale che è tra le più importanti in Asia. La recessione mondiale non sembra aver colpito il settore degli armamenti che è rappresentato da un record di 600 industrie, tra cui 302 società straniere provenienti da 25 Paesi. La partecipazione italiana, organizzata dall’Ice (Istituto Commercio Estero che ha allestito uno stand di 600 metri quadrati) è composta da una quindicina di aziende, la maggior parte del gruppo Finmeccanica che vanta una presenza consolidata sul mercato indiano. La delegazione governativa è guidata dal sottosegretario alla difesa Guido Crosetto.
Grazie alla sua crescita sostenuta, negli ultimi cinque anni l’India ha varato un piano di modernizzazione delle forze armate e in particolare della sua aeronautica ma lungaggini burocratiche e complesse procedure hanno rallentato l’assegnazione delle gare di appalto. Solo una minima parte del budget della difesa, che è sceso l’anno scorso sotto il 2 per cento, è stato finora speso. L’attentato di Mumbai del 26 novembre ha evidenziato lo stato di arretratezza e obsolescenza delle forze di sicurezza e di antiterrorismo. La nuova crisi con il Pakistan e l’eventualità di un conflitto armato o di raid contro le presunte basi dei militanti islamici hanno riaperto il dibattito sulla modernizzazione delle forze armate e in particolare dell’Aeronautica Indiana che continua a usare vecchi modelli dei cacciabombardieri russi Mig, soprannominati le “bare volanti”. Il governo guidato dal partito del Congresso, che tra due mesi si avvia alle elezioni, avrebbe deciso di “accelerare” alcune forniture in sospeso da diversi anni, tra cui il maxi contratto da 10 miliardi di dollari per 126 cacciabombardieri a cui partecipa anche il consorzio europeo EADS con l’Eurofighter Typhon, che per la prima volta è stato portato a Bangalore (dalla Germania) per dimostrazioni “dal vivo”. In corsia di preferenza ci sarebbero anche le gare per 125 elicotteri leggeri, di elicotteri per il pattugliamento per la Guardia Costiera e di elicotteri da combattimento a cui è interessata Agusta Westland, una delle aziende di Finmeccanica presenti insieme a Alenia Aeronautica, Selex Communication, Selex Galileo, Wass e DRS Technologies (azienda statunitense acquisita di recente).
Nei 5 giorni di salone potrebbero essere siglate alcune joint venture tra Finmeccanica e aziende indiane. “L’India non rappresenta solo un importante mercato – si legge in un comunicato – ma soprattutto un potenziale partner. Forte di una solida presenza nel Paese e di pluriennali alleanze industriali nei settori degli elicotteri, dei sistemi radar, delle comunicazioni, dei cannoni navali e dei siluri leggeri, Finmeccanica, per poter affrontare al meglio le sue sfide future, è attualmente impegnata a stringere nuove partnership e a rafforzare quelle già attivate con le principali aziende locali”. In particolare “è in corso di definizione una collaborazione strategica con Tata e sono in via di sviluppo alcuni progetti specifici insieme a BEL, HAL, BDL e BHEL”.
E’ invece ad “una fase decisiva” la tanto attesa gara per la fornitura di 12 elicotteri AW101 alle Forze Armate per il trasporto del primo ministro, presidente e alte cariche dello Stato. Uno di questi velivoli era stato scelto dall’ex presidente americano Bush. L’azienda italiana è già stata selezionata, ma non è ancora stato definito il valore commerciale del contratto.
martedì 12 febbraio 2008
Difesa, tutti i big a Delhi per la grande abbuffata di Defexpo
Con una previsione di spesa di ben 30 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni nel settore della difesa, l’India è oggi uno dei Paesi più “corteggiati” dall’industria mondiale degli armamenti. Non è quindi una sorpresa che al salone Defexpo 2008, che si apre sabato a Nuova Delhi, partecipino 273 aziende straniere provenienti da una trentina di Paesi, tra cui l’Italia rappresentata da 21 società, tra cui Finmeccanica, Fincantieri e Alenia Aeronautica. Per la prima il numero di esibitori stranieri ha superato quello degli indiani. La rassegna, una delle più grandi in Asia, vedrà anche la presenza dei ministri della difesa di sei Paesi, Afghanistan, Bielorussia, Ghana, Mozambico, Namibia e Nigeria. Come è stato preannunciato oggi, durante la conferenza stampa di presentazione, ci sarà anche il lancio di 91 prodotti. Per quanto riguarda il “Made in Italy” si tratta di due velivoli speciali di Alenia e della nuova portaelicotteri di Fincantieri.L’India è il quarto Paese al mondo che spende di più nella difesa e per le forniture militari è legata in particolare alla Russia con cui ha una relazione speciale sin dai tempi della Guerra Fredda. I progetti di cooperazione indo-russa ammontano attualmente a 14 milioni di dollari. Mosca inoltre ha di recente rinnovato l’intesa di coproduzione per una seconda versione dei missili supersonici BrahMos, che dal 2006 sono utilizzati dalla marina indiana. In cantiere ci sono alcune importanti commesse che potrebbero essere annunciate durante i quattro giorni della kermesse. Tra queste ci sarebbe un mega contratto con la statunitense Boeing per 8 aerei da ricognizione. Un mese fa è stato siglato l’accordo di fornitura di sei aerei da trasporto Hercules della Lokcheed Martin per un valore di un miliardo di dollari. Gli americani sono in lizza anche per la maxi fornitura di 126 cacciabombardieri che continui rinvii dovrebbe essere aggiudicata forse a marzo. Ma ci sono state in passato anche brutte sorprese. A dicembre il ministero della difesa annullò per presunte irregolarità un appalto di 600 milioni di dollari per sei elicotteri “Eurocopter”, unità del consorzio europeo Eads, sollevando le critiche del governo francese. Il governo di Delhi ha però assicurato che varerà presto un nuovo bando di appalto per un numero ancora maggiore di elicotteri da combattimento.
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