Visualizzazione post con etichetta Mumbai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mumbai. Mostra tutti i post

mercoledì 14 agosto 2013

Eplode sottomarino a Mumbai, morti 18 marinai

In un momento in cui sta cercando di rafforzare la presenza nell'oceano Indiano, la Marina indiana ha subito oggi un duro contraccolpo con la perdita di un sommergibile distrutto da un'esplosione che ha causato la morte di 18 marinai e listato a lutto le celebrazioni del Giorno dell'Indipendenza di domani. L'incidente e' avvenuto dopo la mezzanotte in un porto a Mumbai dove si trovava il sottomarino di fabbricazione russa Ins Sindhurakshak acquistato 25 anni fa, ma ammodernato di recente con la dotazione di un nuovo sistema di missili da crociera. Il ministro indiano della Difesa, A.K. Antony, ha parlato di una "scioccante tragedia" e ha offerto le condoglianze alle famiglie delle vittime, tra cui ci sono tre ufficiali. I sommozzatori non hanno però abbandonato le speranze di trovare superstiti e sono ancora al lavoro nel tentativo di entrare nei comparti stagni dove potrebbero essere intrappolati i marinai dopo l'affondamento dell'unita'. Tuttavia il comandante della Marina, l'ammiraglio D.K Joshi, giunto sul posto, ha detto ai giornalisti che "bisogna prepararsi al peggio". Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, ci sarebbero state due esplosioni in rapida successione all'interno dell'unita navale che era carica di armamenti, carburante e ossigeno liquido. Quasi nello stesso momento é scoppiato l'incendio. Le televisioni hanno mostrato le immagini del sottomarino trasformato in una palla di fuoco. Gli scoppi hanno aperto una breccia dello scafo causando l'affondamento. "Non possiamo escludere l'ipotesi del sabotaggio - ha dichiarato l'ammiraglio Joshi - anche se al momento non ci sono elementi a supporto di questa ipotesi". Soltanto quando sarà tirato fuori dall'acqua, si potrà forse risalire alle cause delle misteriose deflagrazioni. Il sommergibile fa parte di una commessa di dieci unità acquistate tra il 1986 e il 2000 dalla Russia, uno dei principali fornitori di armamenti dell'India. Dopo un incendio nel 2010, che aveva provocato la morte di un marinaio, era stato inviato nei cantieri navali Zviezdotchka di Severodvinsk (Russia settentrionale) per interventi di manutenzione e ammodernamento. Secondo i media indiani si tratta di uno dei più gravi incidenti che ha colpito la Marina indiana impegnata a colmare il grande divario militare nei confronti della potenza cinese e a contrastare la crescente influenza di Pechino nell'oceano Indiano, che sta preoccupando anche gli Stati Uniti. Appena due giorni fa era stata messa in acqua la portaerei Ins Vikrant, la prima disegnata e costruita dall'India, con una solenne cerimonia in un cantiere navale di Kochi (in Kerala). La scorsa settimana, la Marina indiana aveva messo a segno un altro importante primato con l'attivazione del sistema di propulsione del primo sottomarino nucleare Arihant, una pedina cruciale nella strategia di espansione nell'oceano Indiano.

mercoledì 13 luglio 2011

Mumbai, tre bombe nei mercati, 21 morti

A quasi tre anni dallo spettacolare attacco agli hotel del 2008, la metropoli di Mumbai é di nuovo nel mirino dei terroristi. Tre bombe, scoppiate nel giro di 20 minuti, hanno ucciso almeno 21 persone e ferito più di un centinaio in due mercati famosi per i gioielli e in una stazione ferroviaria durante l'ora serale di punta. Sono stati usati degli Ied, i famigerati ordigni rudimentali usati dai militanti islamici in Afghanistan e Pakistan. Uno dei tre era nascosto sotto un ombrello in una delle tante bancarelle che compaiono in strada durante il periodo del monsone.
La polizia indiana punta il dito contro gli estremisti islamici legati ai fondamentalisti pachistani, ma per ora non sono giunte rivendicazioni. La strage ha fatto scattare un'allerta generale nel Paese e ha suscitato le reazioni di condanna degli Stati Uniti e anche del Pakistan, che proprio alla fine del mese sarà impegnato in un nuovo round di colloqui di pace a New Delhi. Il responsabile dello Stato del Maharashtra, dove sorge Mumbai, Prithivraj Chavan, ha detto in serata che "é un attacco al cuore dell'India".
La scelta dei luoghi in un momento di massimo affollamento e la natura delle bombe sono la prova di "un'operazione ben organizzata", come ha affermato il ministro dell'Interno, P. Chidambaram, l'uomo forte del governo di New Delhi che ha assunto l'incarico proprio all'indomani della strage del 2008 costata la vita a quasi duecento persone, tra cui un italiano. La prima delle tre esplosioni è avvenuta verso le 18.45 ora locale (15.15 in Italia) a Zaveri Bazar, nel sud della metropoli, dove sorge il popolare tempio di Mumbadevi e dove è situato anche un grande mercato di gioielli e di diamanti. Tra le vittime ci sono anche dei commercianti e dei pendolari diretti in una vicina stazione dei treni interni, che sono il mezzo di trasporto preferito della popolazione. Una seconda bomba, la più potente secondo la polizia, è esplosa nelle vicinanze, in un storico rione frequentato dalla classe medio-alta che si chiama Opera House. Il terzo ordigno è invece stato piazzato a diversi chilometri più a nord, a Dadar, un centro di scambio ferroviario importante e come prevedibile affollatissimo a quell'ora. Da quanto è emerso da una prima ricostruzione, due Ied erano piazzati a bordo di un'auto e di una motocicletta. Le esplosioni hanno scatenato un pandemonio. "All'inizio sembrava fosse scoppiata un bombola del gas - ha raccontato un sopravvissuto alla tv Cnn-Ibn - poi tra il fumo e le fiamme ho visto i corpi a terra, la gente con i vestiti lacerati che correva via e altri che urlavano dal dolore. Allora abbiamo iniziato a trasportare i feriti all'ospedale con ogni mezzo, con i taxi, le motociclette, e anche i camion". In attesa di esaminare gli indizi, il governo non si è per ora sbilanciato sulla matrice dell'attentato.
Il ministro Chidambaram è partito stasera da New Delhi per un sopralluogo. La polizia di Mumbai però sospetta il gruppo estremista indiano Indian Mujahiddin, sigla clandestina che era stata decimata in passato ma che gode di ampi legami con la jihad pachistana attiva in Kashmir. Sarebbero responsabili di altri attacchi esplosivi avvenuti con la stessa modalità. Una strategia che è completamente differente da quella dei dieci terroristi pachistani venuti dal mare che per 60 ore tennero d'assedio l'hotel Taj Mahal

giovedì 6 agosto 2009

Tre mussulmani condannati a morte per duplice strage a Mumbai nel 2003

“Questa sentenza è un forte segnale per tutti coloro che hanno compiuto atti di terrore a Mumbai”. Cosi i giudici del tribunale speciale sull’antiterrorismo hanno commentato le tre condanne a morte per il duplice attentato del 2003 costato la vita a oltre cinquanta persone. Tre mussulmani, tra cui una donna, sono stati ritenuti responsabili dell’esecuzione materiale della strage organizzata - secondo loro - per vendicare i pogrom contro i mussulmani del Gujarat nel 2002. Avrebbero preparato a casa le bombe e poi le avrebbero lasciate in due taxi parcheggiati in mezzo alla folla a Gateway of India, il simbolo di Mumbai e nel mercato dei gioielli di Zaveri. I tre hanno ammesso di essere stati indottrinati dalla Lashkar-e-Taiba, gruppo estremista pachistano, accusato di aver organizzato molti attentati in India, tra cui anche quello del novembre scorso agli hotel di Mumbai.
A nulla sono valse le preghiere della donna, Fehmida Syed, di 46 anni, che ha detto di aver obbedito agli ordini del marito Hanif. E’ la seconda donna a essere condannata alla pena capitale in India per terrorismo dopo Nalini, la complice nell’uccisione dell’ex statista Rajiv Gandhi, che si trova ancora nel braccio della morte. Le esecuzioni sono rare in India. L’ultimo a salire sul patibolo era stato uno stupratore nel 2004 dopo un intervallo di dieci anni.

mercoledì 6 febbraio 2008

Mumbai, Raj Tackeray lancia la caccia ai "terroni" del nord

Su Apcom

Rimane tesa la situazione a Mumbai dopo l’ondata di violenze contro gli immigrati del Nord scatenata da un partito dell’estrema destra indù guidato da Raj Tackeray, un controverso politico che non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per Hitler. Negli ultimi tre giorni, nel capoluogo dello stato centrale del Maharashtra, si sono verificati numerosi incidenti che hanno coinvolto i simpatizzanti del partito nazionalista Maharastra Navnirman Sena, che predica una sorta di “superiorità della razza” dei Marathi, gli abitanti originari del Maharashtra. Sono stati attaccati tassisti e ambulanti di origine settentrionale. Lunedì scorso alcuni attivisti avrebbero anche lanciato delle bottiglie contro la villa della superstar di Bollywood, Amitabh Bachchan, sulla spiaggia di Juhu. Il trentanovenne politico Raj Tackeray - nipote ribelle di Bal Tackeray, fondatore dello Shiv Sena (l’armata di Shiva), partito nazionalista che è da oltre 15 anni al potere a Mumbai – aveva accusato l’attore di essere diventato famoso grazie a Mumbai, ma di “essere rimasto fedele” all’Uttar Pradesh (UP), che è il suo stato di origine. Le due dichiarazioni hanno anche sollevato la rabbia dei partiti rivali, tra cui il partito socialista settentrionale di Amar Singh, che hanno inscenato proteste a Mumbai e in UP. In diverse parti del Paese i manifestanti hanno bruciato l’effige di Raj Tackeray che è stato criticato anche da alcuni esponenti dello stesso partito indu nazionalista Bjp, che guida l’opposizione e che è ideologicamente vicino allo Shiv Sena.
Ieri la polizia ha arrestato alcuni esponenti del Maharastra Navnirman Sena e anche il portavoce locale del rivale Congresso che stava organizzando una marcia di protesta contro l’abitazione di Tackeray, il quale nel frattempo è stato denunciato. Ma, come mostrava una foto sul quotidiano “The Indian Express”, il discusso leader si trovava ieri niente meno che alle nozze della figlia del Commissario della Polizia di Mumbai.
Gli incidenti hanno riaperto delle vecchie ferite perché non è la prima volta che nella cosmopolita Mumbai (ex Bombay) scoppia la tensione tra i Marathi e gli “immigrati” che costituiscono il 26% dei 17 milioni secondo alcune stime. Ogni giorno la metropoli attira migliaia di poveri lavoratori dal Nord dell’India, soprattutto dai popolosi e arretrati Uttar Pradesh e Bihar, la pianura gangetica dove si parla “hindi” e dove è concentrata buona parte della popolazione indiana.