sabato 28 maggio 2011
Pakistan, nuovo attentato nel nord ovest, 8 morti
Sono salite a otto le vittime di un sospetto attentatore suicida avvenuto stamattina nel distretto tribale di Bajaur, nel nord ovest del Pakistan, al confine con l'Afghanistan. Lo riferisce la tv Express 24/7 aggiungendo che ci sono una decina di feriti. La deflagrazione, molto potente, è avvenuta in un mercato della località di Peshat. Uno dei sopravissuti ha raccontato all'emittente di aver visto un ragazzo sui 16 o 17 anni avvicinarsi a un suo parente e farsi esplodere. Lo scoppio ha ucciso sul colpo almeno due persone, mentre altre sono decedute poco dopo all'ospedale per le gravissime ferite. Un hotel e una decina di negozi sono andati distrutti. Gli investigatori hanno chiuso l'area e sono al lavoro per verificare la natura dell'attentato. Secondo la televisione, l'obiettivo del kamikaze erano dei membri di un Comitato per la pace creato di recente nel distretto di Bajaur. Oltre un mese fa, nella stessa regione, parzialmente controllata dai gruppi estremisti islamici, cinque appartenenti a una milizia tribale filo governativa erano stati uccisi in un attacco suicida. Sempre a Bajaur, lo scorso dicembre, un kamikaze con indosso una burqa aveva fatto strage di 47 persone in coda a un centro di distribuzione viveri del Programma Alimentare Mondiale (Pam). (ANSA).
mercoledì 25 maggio 2011
Pakistan, attacco a base Karachi, ancora confusione
Ci sono ancora diverse contraddizioni sulla ricostruzione dell'assalto alla base aeronavale di Karachi terminato ieri mattina dopo una battaglia di 17 ore e costato la vita ad almeno 15 persone tra militari e attentatori. Da quanto riferito oggi da Geo News, nella denuncia presentata alla polizia dalla Marina militare pachistana, emerge che "10-12 terroristi hanno attaccato la base Pns Mehram", come ha testimoniato un ufficiale in servizio domenica sera al momento dell'intrusione avvenuta da un muro di cinta posteriore. Il ministro dell'Interno Rehman Malik aveva invece parlato ieri di un totale di sei assalitori, di cui quattro uccisi e due fuggiti. Nella denuncia si precisa inoltre che sono stati trovati quattro kalashnikov, un lanciarazzi e due giubbotti esplosivi. Altri dubbi sono stati sollevati sulla matrice dell'azione rivendicata dai talebani del Tehtrik -e-Taleban Pakistan per vendicare la morte di Bin Laden. Un rapporto preliminare sull'accaduto, citato dalla televisione Ary, ipotizza il coinvolgimento del gruppo estremista clandestino Lashkar-e-Janghvi "in collaborazione con altri gruppi terroristi". Si aggiunge inoltre che oltre ai due aerei da ricognizione marittima americani P-3C Orion, è stato distrutto un "piccolo elicottero". Intanto una fonte militare alla tv Express 24/7, sospetta un legame con alcuni attentati a degli autobus della Marina Militare avvenuti in diverse zone di Karachi il 26 e 28 aprile scorso attribuiti ai separatisti del Baluchistan.
India, la strage silenziosa di 12 milioni di bambine
In India mancano all'appello 12 milioni di bambine negli ultimi tre decenni a causa degli aborti ''selettivi'', praticati dalle famiglie che preferiscono avere un figlio maschio, soprattutto quando il primogenito e' femmina. E' la stima contenuta in uno studio della prestigiosa rivista scientifica Lancet dedicata alla ''strage silenziosa'' che sta scavando un solco sempre piu' profondo nella popolazione indiana. Secondo i dati del censimento 2011, lo squilibrio demografico e' di 914 donne su 1000 uomini. Non era mai stato cosi' basso dall'indipendenza. In particolare, nell'ultimo decennio sono ''sparite'' sei milioni di bambine. Nonostante le campagne ''rosa'' del governo, le famiglie indiane, anche quelle benestanti, continuano a privilegiare l'erede maschio e a considerare le figlie femmine ''un peso'' economico per l'usanza della dote necessaria per garantire un buon matrimonio. Il rapporto, basato su un campione di 250 mila nascite, mostra che gli aborti selettivi sono una pratica frequente tra il ceto urbano non solo dei popolosi stati settentrionali come Uttar Pradesh, Rajasthan e Haryana, ma anche nel sud dove lo squilibrio non era cosi' grave in passato. I dati appaiono ancora piu' allarmanti se si considera il ''surplus'' di 7,1 milioni di bambini maschi (nel 2001 era di 6 milioni e nel 1991 4,2 milioni). Per la popolazione adulta, invece, il divario e' di circa 38 milioni (623,7 milioni di maschi e 586,5 milioni di femmine). ''Siccome la famiglia indiana si e' ridotta negli anni, gli aborti selettivi sono sempre piu' praticati nel caso in cui il primo nato sia una femmina'' spiegano gli autori dello studio realizzato dal Centre for Global Health dell'universita' di Toronto, in Canada. Interessante e' notare che, mentre la percentuale delle donne e' salita nell'ultimo decennio grazie all'aumento dell'aspettativa di vita, il divario sessuale per i bambini da zero a sei anni e' sceso a 913 femmine su 100 maschi (da 927 su 1000 nel 2001). Le scioccanti cifre mostrano il fallimento delle politiche del governo e anche la mancanza di controlli sulle ecografie prenatali, vietate da una legge del 1996, ma facilmente effettuabili in diverse strutture clandestine. Preoccupato dalle conseguenze di lungo termine, dopo la pubblicazione dei dati del censimento 2011, un leader politico dello stato mussulmano di Jammu e Kashmir e ora ministro delle Energie Rinnovabili, Faruq Abdullah, aveva ironizzato dicendo ''che non e' lontano il giorno in cui non ci saranno piu' ragazze da sposare e allora diventeremo tutti gay''. Una battuta, non certo politicamente corretta, ma che nasconde le inquietudini della classe dirigente
lunedì 23 maggio 2011
Karachi, talebani assediano per 17 ore una base aeronavale
Un commando di talebani pachistani ha assaltato una importante base aeronavale di Karachi, la più grande metropoli del Pakistan, ingaggiando una durissima battaglia di 17 ore con le forze di sicurezza costata la vita a 10 militari e con danni alla flotta aerea. L'azione, rivendicata dal principale gruppo estremista del Tehreek-e-Taleban Pakistan (Ttp), fa parte dell'escalation seguita all'uccisione di Bin Laden lo scorso 2 maggio e pone nuovi inquietanti interrogativi sulla capacità di Islamabad di proteggere le installazioni militari, compreso l'arsenale nucleare. L'assedio degli estremisti, iniziato ieri alle 22.30 ora locale (le 19 in Italia) coincide con il giallo sul Mullah Omar e con un nuovo attacco di un aereo senza pilota (drone) nel Waziristan settentrionale, dove ci sono le basi del Ttp, con almeno sette morti. La base Pns Mehran, quartier generale dell'aviazione della Marina, sorge vicino alla base aerea di Masroor, la più grande del Pakistan, dove si ritiene siano immagazzinati armamenti nucleari. Da quanto ha spiegato in serata il ministro dell'Interno Rehman Malik, i terroristi sarebbero entrati da un muro di cinta posteriore. "Sono state trovate delle scale e delle cesoie", ha detto in una conferenza stampa. E' un nuovo imbarazzo per il governo, che ha convocato per dopodomani una riunione del comitato della Difesa presieduto dal premier Raza Yousuf Gilani. Secondo la versione fornita da Malik, al termine del blitz organizzato da teste di cuoio, polizia e "rangers", sono stati trovati i corpi di quattro terroristi (tra cui un presunto kamikaze), mentre "altri due sono stati visti fuggire dalla base". Gli assalitori erano pesantemente armati con bombe a mano e lanciarazzi, oltre che con giubbotti esplosivi. Questo ha permesso di distruggere due sofisticati aerei di ricognizione marittima P3C Orion Orion di fabbricazione statunitense e custoditi in un hangar. Al momento dell'assalto c'erano anche 17 tecnici stranieri (11 cinesi e 6 americani) che sono stati recuperati sani e salvi. Malik ha poi aggiunto un dettaglio curioso sull'aspetto degli uomini, di età compresa tra i 22 e 25 anni e "vestiti di nero con uno stile simile a quello di alcuni personaggi di Guerre Stellari". La battaglia ingaggiata dal commando, che in un primo momento si credeva almeno di venti uomini, è stata durissima. Si sono udite 25 forti esplosioni in diversi strutture e continue raffiche di mitragliatrice. Verso fine mattinata, lo scontro era ancora in corso con alcuni dei militanti superstiti asserragliati in un ufficio, sembra, con degli ostaggi, ma non è stato confermato. Sarà una commissione di inchiesta a fare luce sull'accaduto che - ha aggiunto Malik - "non è solo un attacco alla base di Karachi, ma un attacco al cuore del Pakistan"
giovedì 19 maggio 2011
Bin Laden, visita Grossman ricuce strappo
Usa e Pakistan hanno deciso di ricomporre la crisi seguita al blitz di Abbottabad e di ricucire le loro relazioni ''seguendo un approccio passo dopo passo''. E' quanto emerge dall'incontro avvenuto oggi tra il presidente Asif Ali Zardari e l'inviato statunitense per il Pakistan e l'Afghanistan, Marc Grossman, giunto ieri sera a Islamabad per calmare le acque dopo le dure accuse lanciate dal governo e dall'esercito di Islamabad di ''violazione dell'integrita' territoriale''. Da quanto riferisce l'agenzia App, sulla base di un comunicato presidenziale, ''le due parti hanno deciso di riprendere le relazioni'' che dovranno ispirarsi ''al reciproco rispetto, fiducia e interessi comuni''. In alcune dichiarazioni riportate dalla tv Express 24/7, Grossman ha poi ribadito che gli Usa ''rispettano la sovranita' del Pakistan'' e che ''riconoscono i sacrifici fatti da Islamabad'' nella lotta al terrorismo islamico. Il diplomatico, che proseguira' per Kabul, ha poi aggiunto che ''la guerra al terrore finira' quando Al Qaida sospendera' gli attacchi'' riconoscendo poi che ''il terrorismo e' finanziato dal narcotraffico in Afghanistan''. Da quanto si e' appreso, la visita di Grossman, che segue di quattro giorni quella del democratico John Kerry, presidente della Commissione relazioni estere del Senato Usa, e' anche finalizzata a preparare il terreno a una missione, non ancora decisa, della segretario di Stato Hillary Clinton.
India, si fara' il censimento dei ''poveri''
L'India ha deciso di contare i 'poveri' secondo nuovi criteri che escludono dalla soglia dell'indigenza chi ha un veicolo a motore, un frigorifero, una linea telefonica oppure una casa con mura di cemento. La decisione è stata presa oggi in una riunione del consiglio dei ministri presieduta dal premier Manmohan Singh. "Il consiglio di gabinetto ha approvato un nuovo censimento di coloro che sono al di sotto della linea della povertà nelle aree urbane e rurali" ha annunciato il ministro dell'informazione, la signora Ambika Soni all'agenzia Ians. Nello stesso tempo, sarà anche condotto un conteggio in base all'appartenenza castale e alla religione, due classificazioni finora escluse dai censimenti demografici. L'operazione inizierà a giugno e coinvolgerà oltre un milioni di operatori. I risultati saranno utilizzati dal governo per mettere a punto il prossimo piano economico quinquennale 2012-2017 e per rendere più efficaci i programmi di distribuzione di generi alimentari. Secondo stime governative, il 41.8% della popolazione della campagne è classificata povera, ma ci sono molte diversità di vedute sulla definizione della soglia di povertà. A questo proposito, il nuovo censimento stabilisce dei precisi criteri escludendo dalla definizione di indigenza i nuclei famigliari con un impiegato statale o con un membro che ha uno stipendio superiore a 10 mila rupie (156 euro circa). (ANSA).
martedì 17 maggio 2011
India, una rivolta contadina minaccia la Formula Uno
Una rivolta dei contadini contro l'esproprio delle terre e ora anche la denuncia di Rahul Gandhi, figlio della leader del Congresso Sonia Gandhi, di una settantina di dimostranti "bruciati vivi", stanno agitando i sonni degli organizzatori del primo Gran Premio dell'India, previsto per il 30 ottobre. Dalla scorsa settimana, un villaggio a 40 chilometri da New Delhi, davanti al tracciato di Formula Uno, è presidiato dalla polizia dopo le violenti proteste contro la confisca di terre per nuova autostrada. Gli incidenti avevano provocato quattro morti e un duro scontro tra il Congresso e il partito regionale di Mayawati, la potente regina degli "intoccabili" che guida l'Uttar Pradesh, lo stato dove sorge il progetto delle polemiche. C'é chi teme che l'India potrebbe subire lo stesso destino del Bahrein, costretto a cancellare il Gp lo scorso febbraio. Oltre ai disordini, adesso sono arrivate anche le allarmanti accuse di un "massacro" di oltre 70 contadini, con un corollario inquietante di stupri e altre atrocità compiute dalla polizia locale sulla gente del villaggio di Bhatta Parsaul. I fatti sono stati denunciati da Gandhi, che ha anche scattato fotografie dei sospetti "resti umani" tra mucchi di cenere. Il partito di Mayawati ha oggi seccamente smentito le accuse, bollandole come "false e ridicole". Stessa reazione anche dalla polizia, secondo la quale "non c'é stata alcuna denuncia dei crimini o di persone scomparse" e i contadini sono stati regolarmente risarciti. Il figlio di Sonia ha consegnato ieri sera le prove al primo ministro Manmohan Singh. Le accuse sono state confermate anche da alcuni rappresentanti di contadini in una conferenza stampa stamattina a New Delhi. "Nei campo intorno al villaggio ci sono i resti di 74 persone che sono state bruciate vive. Si vedono delle ossa umane sotto la cenere. Alcune donne sono state stuprate, hanno demolito le capanne e bruciato i raccolti" ha detto all'ANSA K.S. Gujjar, del movimento agrario Dehar Morcha, aggiungendo che circa 5 mila polziotti "hanno instaurato un clima di terrore in otto villaggi". Le proteste sono iniziate a gennaio contro il progetto del colosso indiano Jaypee (Jaiprakash Associates) che prevede un'autostrada da New Delhi ad Agra, centri commerciali e una città chiamata Sport City, dove sorge il circuito di F1. Migliaia di ettari di terra sono stati espropriati dal governo locale in base a una legge del 1984 che prevede la confisca per "uso pubblico" e poi rivenduti ai privati agli altissimi prezzi di mercato.
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