martedì 30 luglio 2013

Pakistan, programma di Geo TV ''regala'' bebe' a coppie senza figli

Pubblicato su ANSA

Un noto presentatore televisivo pachistano e' al centro di una polemica per aver ''regalato'' un neonato abbandonato nella spazzatura a una coppia senza figli durante una popolare trasmissione d'intrattenimento durante il mese sacro del Ramadan. Amir Liaqat, 41 anni, ex politico e ex ministro per gli Affari religiosi, e' considerato una sorta di ''Pippo Baudo'' nel Paese asiatico di 180 milioni di abitanti e ogni sua apparizione televisiva fa schizzare l'audience alle stelle. Ma nella puntata di una settimana fa, andata in onda sul Geo Tv, una delle piu' seguite emittenti private, ha forse esagerato con il sensazionalismo, anche se in nome di una buona causa. Durante un programma-contenitore che si chiama Amaan Ramzan (''Ramadan di pace'') e che va in onda tutti i pomeriggi con talk-show e quiz a premi, Liquat ha mostrato ai telespettatori una neonata su uno scintillante cuscino rosso spiegando che era stata abbandonata in una discarica e che grazie a una organizzazione non governativa aveva trovato nuovi genitori. Il bebe' era stato portato in studio da Muhammad Ramzan Chhipa, un attivista che e' a capo di un'associazione che porta lo stesso nome e che ha un programma per l'affidamento di orfani. La bambina, a cui il presentatore ha messo il nome di Zainab, e' stata poi ''regalata' a una coppia sterile da diversi anni. Secondo il quotidiano The News, che ha raccontato la puntata, il momento della ''consegna'' e' stato molto commovente e molti dei presenti in studio ''avevano le lacrime agli occhi'' dopo aver visto la felicita' della coppia di genitori per la piccolina. Liaquat, noto anche come ''tele-evangelista islamico'', ha poi rivolto un appello ai genitori ''che non possono mantenere i figli'' perche' ''non li buttino nei cassonetti ma li affidino a dei centri di adozione''. Nel website della ong e' spiegato in dettaglio il programma ''Chhipa Palna" (le culle di Chhipa) che prevede di affidare i neonati a coppie senza figli ''in occasioni speciali'', come il Ramadan dove e' tradizione fare dei regali. Non e' escluso che altri neonati siano consegnati in ''diretta'' in altre puntate. Parte della trasmissione e' sempre dedicata a beneficienza o a collette a favore di persone sofferenti o vittime di incidenti. La star televisiva, che e' anche un idolo delle donne per la sua bella presenza, non e' nuovo a controversie del genere. Nel 2008 fu accusato di incitare odio contro la minoranza religiosa degli Ahmadi, mentre due anni fa un filmato ''dietro lo quinte'' lo sorprendeva in atteggiamenti poco ortodossi. La sua carriera di parlamentare si e' incrinata nel 2005 quando si e' scoperto che aveva presentato una laurea falsa. Ma secondo alcuni commentatori, il suo ultimo scoop televisivo della consegna in diretta dei trovatelli a coppie senza figli fa parte di una buona causa in un Paese che non ha leggi sull'adozione e dove l'abbandono o l'eliminazione di neonati e' molto frequente soprattutto quando si tratta di difendere l'onore della famiglia.

Orissa, Citaristi ritira le accuse dopo scuse dei ''servitori'' del tempio di Jagannath

]La ballerina di danza classica indiana Ileana Citaristi ha ritirato le accuse contro alcuni religiosi indu' che l'avevano picchiata durante una processione dopo che questi ultimi si sono scusati per l'incidente. Lo ha detto oggi all'ANSA. ''I responsabili del tempio di Puri e uno dei due ''servitori'' che mi avevano percossa sono venuti domenica a casa mia a Bhubaneswar per presentare le loro scuse. - ha detto -. Ho quindi deciso di risolvere amichevolmente la causa legale''. ''Hanno ammesso il loro sbaglio sottolineando che per loro ero come una figlia'' ha aggiunto Citaristi, che vive e lavora nello stato orientale dell'Orissa da oltre 30 anni. L'artista, che e' figlia dell'ex cassiere della Democrazia Cristiana, era stata malmenata il 21 luglio da alcuni religiosi dopo che si era rifiutata di pagare una somma di denaro per salire su un carro di una divinita' nella citta' sacra di Puri durante la festivita' di Lord Jagannath.

domenica 21 luglio 2013

INTERVISTA/Danzatrice Ileana Citaristi percossa a Pune, ''volevano soldi''

Pubblicato su Ansa

 ''Per fortuna non ho subito ferite, ma sono stata percossa alla testa e spinta violentemente. Sono scioccata da tanta violenza da parte di religiosi in un luogo sacro''. Lo ha detto oggi all'ANSA la danzatrice Ileana Citaristi raccontando l'incidente di cui e' stata vittima durante un famoso festival sacro a Puri, nello stato indiano orientale dell'Orissa. L'artista, figlia dell'ex cassiere della Dc Severino Citaristi, abita in India da 32 anni ed e' diventata un'acclamata ballerina, oltre che studiosa di Odissi e altre antiche danze classiche indiane. ''Ieri mattina sono andata a Puri con un mio allievo per la festa religiosa di Lord Jagannath - racconta - e quando sono salita su un carro dove e' esposta la statua della divinita', due preti mi hanno chiesto mille rupie (equivalente a circa 12 euro, ndr). Mi sono rifiutata di pagare questa somma che mi e' sembrata esorbitante rispetto alle normali offerte dei devoti. Inoltre non era richiesta in quel frangente in cui si rendeva un semplice omaggio alla divinita'''. Di fronte al rifiuto della Citaristi, che parla la lingua Oriya, i due ''sacerdoti'' si sono infuriati e hanno reagito in modo violento. ''Mi hanno messo le mani addosso spingendomi giu' dal carro - spiega - e siccome io opponevo resistenza mi hanno colpito con dei pugni alla testa per tre volte in mezzo a tutta la folla. Urlavano che ero straniera e che non potevo essere li'. Purtroppo la polizia era piu' in basso a gestire la coda di fedeli che aspettava di salire sui carri e quindi non ho potuto chiedere aiuto a nessuno''. Era la prima volta che l'artista partecipava al Ratha Yatra (''sfilata di carri''), che e' terminato ieri con l'esposizione dei carri sacri davanti al famoso tempio medioevale dedicato a Jagannath (''Signore dell'Universo''). Il luogo sacro e' chiuso a non-indu' e non-indiani. L'annuale processione chiamata Ratha Yatra e' l'unica occasione in cui le divinita' sono portate all'esterno ed esposte al pubblico. ''Non penso sia un questione di xenofobia - aggiunge - ma soltanto di avidita'. Quando vedono una straniera, ne approfittano perche' hanno la prospettiva di ottenere piu' soldi''. L'incidente ha sollevato molto clamore e oggi appare sulle prime pagine dei maggiori quotidiani. Dopo l'aggressione, Citaristi si e' subito recata dai responsabili del tempio per denunciare l'accaduto. ''Spero che prendano provvedimenti - conclude - e che insegnino a questi religiosi un po' piu' di educazione''

REPORTAGE/ Il nuovo Food Security Act, riso per oltre 800 milioni di indiani

In onda sulla Radio Svizzera Italiana
Ascolta qui  (17:40)

sabato 20 luglio 2013

Sei ergastoli per stupro turista svizzera in Madhya Pradesh

Pubblicato su Ansa

Dopo appena quattro mesi con una sentenza lampo, un tribunale indiano ha oggi condannato all'ergastolo sei uomini per lo stupro di gruppo di una campeggiatrice svizzera di 39 anni che era insieme al compagno in un tour in bicicletta dell'India. La severa pena è stata inflitta in base alla nuova legge anti-stupro varata dopo le furiose proteste popolari sollevate dalla morte di una studentessa di New Delhi, orribilmente violentata su un autobus a fine dicembre. Ma nonostante l'inasprimento delle pene, non si è fermata la violenza contro le donne che quasi ogni giorno continua a tenere banco sui giornali indiani. L'ultimo caso scioccante venuto alla luce oggi è quello di quattro studentesse cristiane prelevate da un "branco" di 25 giovani ubriachi nel loro collegio e brutalmente violentate in un bosco dello stato orientale del Jharkhand. "Il tribunale ha inflitto il massimo della pena come richiesto e non possiamo che dirci soddisfatti", ha detto il legale, Rajendra Tiwari, contattato telefonicamente dall'ANSA per commentare il verdetto di 32 pagine e che era atteso per oggi pomeriggio. Tutti i sei imputati, che hanno un'età compresa dai 20 ai 30 anni, sono stati ritenuto colpevoli dal tribunale speciale del distretto tribale dove si è tenuto il processo per direttissima. I giovani appartengono a una particolare etnia tribale dedita al brigantaggio che popola la zona boschiva dove la coppia elvetica aveva piantato la tenda per passare la notte (per poi pedalare in direzione di Agra, la città del celebre mausoleo del Taj Mahal). Oltre al reato di stupro, sono infatti stati condannati anche in base a una legge sul brigantaggio e al possesso illegale di armi. Per immobilizzare l'amico della vittima avevano infatti usato la minaccia delle armi. La drammatica vicenda della turista svizzera aveva offuscato l'immagine dell'India come un Paese "sicuro" e accogliente per le donne straniere che viaggiano da sole. Tra l'altro sempre a marzo, un altro caso, quello di una britannica che è saltata dalla finestra di un hotel per fuggire a un sospetto stupratore, aveva creato nuovo scalpore. Il governo di Berna aveva insistito perché i responsabili, arrestati pochi giorni dopo, fossero consegnati alla giustizia in tempi rapidi. Lo scorso 25 maggio rappresentanti della capitale elvetica erano tornati in India per testimoniare al processo. Ma la donna, ancora sotto shock, non aveva voluto tornare in Madhya Pradesh. E' stata sentita dai giudici attraverso una videoconferenza dall'ambasciata elvetica di New Delhi.

venerdì 19 luglio 2013

Pakistan, ''jirga'' vieta lo shopping a donne non accompagnate da famiglia

Pubblicato su Ansa
di Tahir Ali
Un consiglio di anziani ('jirgà) nel nord ovest del Pakistan ha proibito alle donne di andare a fare shopping "da sole" perché è considerato "un comportamento volgare" soprattutto nel mese sacro del Ramadan. La decisione è stata presa da una comunità tribale del distretto di Karak, nella provincia di Khyber Pakhtunkwa dove è molto forte la presenza di gruppi fondamentalisti. In una riunione, convocata oggi da un'associazione islamica chiamata Khattak Ittehad, gli anziani hanno decretato che "soltanto le donne accompagnate da un familiare, per esempio il marito, un fratello, un figlio o il padre, sono autorizzate ad andare al bazar". Le donne che escono di casa da sole "compiono un atto contro le norme della società pashtun e anche contro l'Islam" hanno sentenziato. Tra i partecipanti alla jirga c'erano Hafiz Abne Aminm, leader locale del partito islamico della Jamait Ulema, e Islam e Maulana Mir Zaqeem che è a capo della Khattak Ittehad. "La decisione è stata presa perché riteniamo che le donne non accompagnate siano un motivo di indecenza per la nostra società - ha detto quest'ultimo e anche perché gruppi di donne da sole sono state coinvolte in furti e rapine". La 'jirga' ha invitato la polizia e l'amministrazione locale a mettere in atto il divieto. E poi ha chiesto ai commercianti di "non vendere la merce" a donne non accompagnate da uomini della propria famiglia. La controversa iniziativa ha scatenato la reazione delle femministe pachistane. "E' chiaramente un'ingiustizia nei confronti delle donne - ha detto all'ANSA l'attivista Samar Minullah aggiungendo che "purtroppo queste discriminazioni sono molto comuni nelle regioni a maggioranza pashtun e quindi in tutta la provincia di Khyber e Pakhtunkhwa". Ma sottolinea che di recente "ci sono stati segnali positivi che indicano l'inizio di una presa di coscienza delle donne". Per esempio, la vicenda di Malala Yousufzai, la ragazza coraggio che ha sfidato i talebani, "sta ispirando molte donne delle aree tribali". Un altro segno sul cammino dell'emancipazione è la presenza per la prima volta di tre donne candidate alle elezioni di maggio provenienti dal distretto tribale di Bajuar e da quello di Tank, dove sono attivi i gruppi talebani. Un'altra candidata, Aisha Gulalai, è diventata la prima donna del Sud Waziristan a entrare nell'assemblea legislativa nazionale per il partito dell'ex campione di cricket Imran Khan. Tuttavia ci sono molte ancora molte resistenze e "il caso di Karak è l'esempio lampante che non c'é ancora nessun progresso per la libertà delle donne" ha commentato Gulnaz Beghum, una delle poche attiviste che si batte per i diritti femminili a Peshawar. Nelle aree controllate dai talebani ovviamente vige un severissimo codice morale. Una settimana fa, nel Sud Waziristan, un gruppo talebano appartenente alla tribù del Mullah Nazir (ucciso da un drone Usa a gennaio) ha messo il bando i "pantaloni attillati" sia per gli uomini che per le donne durante il mese di Ramadan. In un volantino, distribuito dopo la convocazione di una "shura", ha minacciato una multa salata per i sarti e i negozi di abbigliamento che non rispetteranno il divieto.