martedì 29 aprile 2008
La fiaccola sta per entrare in Cina, previste manifestazioni a Hong Kong
Dopodomani la torcia sara’ a Hong Kong prima tappa in territorio cinese dove sono state annunciate numerose dimostrazioni di protesta. Le autorita’ cinesi hanno pero’ rafforzato i controlli all’aeroporto e avrebbero negato l’accesso ad alcuni esponenti di associazioni tibetane e anche attivisti stranieri, tra cui uno scultore danese. L’attrice Mia Farrow, che ha criticato Pechino per il genocidio in Suidan, ha annunciate un suo intervento in coincidenza con la staffetta.
Da Hong Kong la fiaccola si spostera’ a Macao , ex colonia portoghese, proiettata a diventare la Las Vegas cinese. Il conto alla rovescia per I Giochi che si apriranno il priossimo 8 agosto, tra meno di cento giorni e’ quindi iniziato. Oggi a Pechino si tiene una maratona che si concludera’ al villaggio olimpico vicino al nuovo stadio a nido d’uccello appena inaugurato. E’ previsto anche uno spettacolo in cui saranno scelti gli inni canori delle Olimpiadi tra quelli che hanno partecipato ad un concorso lanciato 4 anni fa.
Intanto ieri a Ho Ci Minh, in Vietman, ultima tappa del contestato tour mondiale, la staffetta si e’ svolta senza incidenti ed e’ stata salutata da centinia di sostenitori cinesi. Gruppi dissidenti vietnamiti hanno pero’ denunciato numerosi arresti preventivi soprattutto nella capitale Hanoi dove erano in programma manifestazioni anti cinesi.
lunedì 28 aprile 2008
Fiaccola olimpica oggi in Vietnam, ultima tappa tour mondiale
La fiaccola olimpica è oggi a Ho Chi Min City per l’ultima tappa del suo controverso tour mondiale. Come misura di sicurezza gli organizzatori hanno tenuto segreto il percorso della staffetta che partirà dall’Opera House. Nella ex Saigon abita una grande comunità cinese. Un gruppo studenti vietnamiti nei giorni scorsi aveva annunciato proteste pacifiche, ma non si prevedono disordini come quelli di domenica a Seul che hanno spinto il governo sudcoreano a minacciare azioni legali e diplomatiche contro i responsabili dei tafferugli. Ieri la fiaccola è stata invece salutata da una folla festante a Pyongyang dove il regime comunista filocinese nordcoreano ha preparato una calorosa accoglienza.
Dopo il Vietnam la staffetta si sposterà nelle ex colonie di Hong Kong e Macau.
Intanto le autorità cinesi hanno annunciato la riapertura del monastero Sera, uno dei tre grandi monasteri di Lhasa, dopo che i monaci hanno seguito un corso di educazione patriottica.
domenica 27 aprile 2008
La fiaccola olimpica a Pyongyang, prima volta in una dittatura comunista
Dopo i disordini e le drammatiche proteste a Seul, la staffetta olimpica è ripartita stamattina a Pyongyang tra due ali di pubblico festante, molti con bandierine cinesi. E’ la prima volta che la fiaccola fa tappa in una dittatura comunista come la Corea del Nord dove le manifestazioni di dissenso sono severamente punite. Il percorso di 20 chilometri si concluderà in uno stadio della capitale nord coreana. La celebrazione è presieduta dal presidente del parlamento Kim Yong Nam. La torcia sarà quindi domani in Vietman, ultima tappa del suo tour mondiale, prima di entrare in territorio tibetano dove nelle prossime settimane è prevista la controversa ascensione sul monte Everest. Il governo di Pechino, che sotto pressione della comunità internazionale sta tentando di aprire un canale diplomatico con il Dalai Lama, teme nuovi disordini nella regione che è stata chiusa ai visitatori stranieri dopo la rivolta del 14 marzo. Le autorità cinesi ieri hanno assicurato che il Tibet sarà di nuovo aperto al turismo quando la situazione ritornerà alla normalità.
Olimpiadi, continua l'odissea della fiaccola ora in Corea
Tra un cordone di 8 mila agenti di polizia e centinaia di simpatizzanti cinesi, la fiaccola olimpica è transitata oggi su un percorso di 24 chilometri iniziato dal Parco Olimpico di Seul. Nonostante il massiccio dispiegamento di forze di sicurezza non sono mancati i disordini, in particolare tafferugli con manifestanti anti cinesi. La polizia ha fermato appena in tempo un dissidente nord coreano mentre cercava di darsi fuoco, mentre poco prima un altro aveva tentato di srotolare uno striscione in cui chiedeva il rispetto dei diritti per i nordcoreani che fuggono in Cina. Domani la staffetta sarà oltre confine a Pyongyang dove è stata preparata un’accoglienza in grande stile. E la prima volta che un Paese comunista ospita il passaggio della fiaccola.
Intanto un portavoce del Dalai Lama oggi ha ribadito la disponibilità al dialogo purché sia serio. “Abbiamo partecipato a sei round di colloqui - ha detto Tenzin Takla – e non è emerso nulla. Se questa volta la Cina fa davvero sul serio è positivo, se invece vuole solo mostrare al mondo che parliamo allora è inutile”. Mentre la staffetta sarà presto in Tibet per salire sull’Everest continuano anche le proteste degli esuli tibetani in Nepal e India. Oggi a Katmandu sono stati arrestati 150 dimostranti davanti all’ambasciata cinese: A Dharamsala, in India, invece è ripartita la marcia di 200 manifestanti di 5 associazioni tibetane verso il confine con il Tibet.
martedì 22 aprile 2008
Isro, lancio record di 10 satelliti in un giorno
L’India ha intenzione di lanciare in orbita dieci satelliti dalla sua base spaziale di Sriharikota, sulla costa orientale. Il lancio è previsto per lunedì prossimo. Ad annunciarlo è la Indian Space Research Organisation (Isro), il rinomato centro di ricerche spaziale, che da oltre un anno ha iniziato a usare per scopi commerciali il potente razzo lanciatore Polar Satellite Launch Vehicle. Secondo gli scienziati indiani è la prima volta che un così alto numero di satelliti sono inviati in un’orbita prefissata in una sola missione. Tra questi c’è, in particolare, un mini satellite chiamato Third World Satellite (TWSat) dotato di una telecamera e in grado di inviare gratis immagini a università e centri di ricerca dei Paesi in Via di Sviluppo. Si tratta di un satellite “low cost” di meno di 100 chili che sarà controllato dalla sede Isro di Bangalore. “Per ricevere i dati basterà un’antenna parabolica di 3,7 metri, quindi non troppo costosa. Le immagini trasmesse serviranno per fare una mappatura delle coste, per la ricerca e per la gestione dei disastri naturali” ha spiegato D.V.A. Raghavamurty, il responsabile del progetto. Nei prossimi anni l’Isro ha intenzione di mettere in orbita delle “costellazioni” di mini satelliti da usare per monitorare le risorse agricole e gli oceani.
Tra i dieci satelliti ci sono anche Cartosat 2, un satellite radar ad alta risoluzione in grado di vedere oggetti fino ad un metro dalla superficie e otto “nano satelliti” di circa 6 chilogrammi ciascuno progettati da centri di ricerca universitari in Canada, Germania, Olanda e Indonesia.
L’Isro è attualmente impegnato in un ambizioso progetto di una missione lunare senza equipaggio. Oltre un anno fa il lanciatore a cinque stadi PSLV (che può portare un carico di 1500 chilogrammi in totale) aveva inviato in orbita, nel suo primo lancio a scopo commerciale, il mini satellite italiano Agile sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana per catturare e studiare i raggi gamma. A gennaio scorso, sempre dalla base di Sriharikota, era stato lanciato un satellite spia militare israeliano utilizzato molto probabilmente per sorvegliare l’Iran e che aveva creato tensione nei rapporti tra Nuova Delhi e Teheran.
domenica 20 aprile 2008
Staffetta olimpica, il Nepal comincia a blindare l'Everest
A due settimane circa dal passaggio della fiaccola olimpica sul monte Everest, sono già iniziati i preparativi per proteggere l’area da eventuali azioni di disturbo di dimostranti filo tibetani. Certo, blindare l’intero massiccio, che appartiene metà al Nepal e metà al Tibet, non è certo un’operazione facile come transennare le strade di New Delhi. Non si può neppure giocare a nascondino con i tedofori come avvenuto a San Francisco. Per via delle condizioni atmosferiche, la scalata della fiaccola sul tetto del mondo è prevista tra il primo e il 10 maggio. Per quel periodo sono state sospese tutte le spedizioni sia da nord che dal più facile versante sud, in territorio nepalese. Il governo di Katmandu, ora dominato dagli ex ribelli maoisti, ha deciso di venire in aiuto di Pechino e ha già dispiegato un primo squadra di una ventina di militari nel secondo campo base a 6500 metri di altitudine dove sono già accampate numerose spedizioni internazionali. Secondo le parole di un portavoce del ministro degli interni nepalese si tratta di personale addestrato e “pronto a usare la forza in caso di necessità”. Il timore è che ovviamente qualche team di scalatori filo tibetani cerchi di raggiungere la cima negli stessi giorni. La scorsa settimana Reinhold Messner aveva detto che l’iniziativa cinese era una farsa e che Pechino non aveva nessun diritto a innalzare la fiaccola olimpica sull’Everest.
venerdì 18 aprile 2008

Si tratta di un viaggio di 11 mila chilometri nel subcontinente indiano iniziato lo scorso 25 febbraio a Mumbai e che si conclude la prossima settimana. Protagoniste sono due Ferrari 612 Scaglietti, un modello a quattro posti, sopravissute alle famigerate strade indiane dall’estremità meridionale di Trivandrum alla metropoli di Calcutta e poi attraverso l’afosa pianura del Gange fino ad Amritsar, al confine con il Pakistan. Migliaia di chilometri, almeno finora, senza incidenti di rilievo “a parte qualche bucatura” precisa Davide Kluzer, il responsabile della stampa che accompagna il tour a cui hanno partecipato in totale 50 giornalisti italiani e stranieri e che segue un’analoga iniziativa organizzata in Cina nel 2005 su un percorso di 24 mila chilometri.
Per aumentare la resistenza a terreni sconnessi e buche, il telaio delle due autovetture è stato rialzato e rinforzato. Un veicolo degli otto al seguito è stato dedicato ai pezzi di ricambio. Dopo la tappa a Nuova Delhi, con sosta davanti ai monumenti più famosi, tra cui l’India Gate e il Forte Rosso, il tour prosegue domenica per Agra, la città del Taj Mahal, quindi Jaipur e Jodhpur in Rajasthan e poi il ritorno a Mumbai. Tra gli sponsor più importanti c’è il gruppo Tata, il partner indiano di Fiat Auto, che possiede anche la catena alberghiera dei Taj Hotels.
A dare il via al tour a febbraio era stato lo stesso Ratan Tata, un collezionista di Ferrari. In India attualmente ci sono una ventina di “rosse” acquistate dai concessionari di Singapore e Hong Kong, ma ci potrebbe essere in futuro una forte crescita della domanda da parte della nuova classe medio-alta. L’Asia rappresenta il 15% del fatturato della casa di Maranello che, secondo quanto riportato dal quotidiano “Economic Times” avrebbe intenzione di sbarcare sul mercato indiano entro il 2010 con una propria rete di vendita come è stato realizzato in Cina tre anni fa.
CORREZIONE-
FERRARI: “IN INDIA MA NON ENTRO IL 2010”
Il tour delle due 612 Scaglietti si conclude l’8 maggio a Mumbai
“E’ ancora prematuro indicare una data certa per il nostro sbarco in India”. Il responsabile della comunicazione di Ferrari, Davide Kluzer, che si trova a Nuova Delhi per una tappa del “Ferrari Magic India Discovery Tour” ha smentito che la casa di Maranello intende aprire una propria rete di vendita e marketing come riportato tempo fa dal quotidiano indiano “Economic Times”. “E’ sicuro che abbiamo intenzione di arrivare anche in India – precisa – ma non abbiamo definito né date né modalità”.
Il viaggio nel subcontinente indiano con due Ferrari 612 Scaglietti è iniziato lo scorso 25 febbraio a Mumbai e si concluderà sempre nella stessa metropoli il prossimo 8 maggio. Per affrontare meglio le asperità delle strade indiane, i tecnici della Ferrari hanno leggermente alzato il livello delle sospensioni e rinforzato il fondo dei due bolidi.
