giovedì 21 maggio 2009

Sri Lanka, Ban Ki-moon andrá nel campo profughi di Menik Farm

Pieno accesso per gli operatori umanitari ai campi profughi e la ricostruzione delle aree distrutte dai combattimenti contro le Tigri tamil. E' quanto chiedera il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon che arriva stasera a Colombo. Nella sua visita lampo incontrerá domani il presidente Mahinda Rajapaksa e molto probabilmente si recherá anche nel piú grande campo di accoglienza di Menik Farm, vicino a Vavunya, nel nord, dove sono ammassati 130 mila sfollati in precarie condizioni secondo le organizzazioni umanitarie che protestano per le restrizioni imposte dall'esercito all'accesso nelle zone di crisi. Ban Ki- moon sará accompagnato anche da una ventina di giornalisti stranieri che avranno per la prima volta la possibilitá di entrare a contatto con i tamil fuggiti dagli orrori della guerra. Il capo dell'Onu chiedera al governo cingalese che avvi anche un provesso di riconciliazione con la minoranza tamil che rappresenta oltre il 12 per cento della popolazione. Ieri dopo un incontro con due alti diplomatici indiani, Rajapaksa si é impegnato ad accelerare la ricostruzione e il ritorno dellamaggior parte dei 250 mila sfollati nei prossimi sei mesi. Ha anche annunciato di indire presto le elezioni nel nord. Intanto per la prima volta l'esercito ha rivelato che l'offensiva dal luglio 2006 é costata la vita a 6.200 soldati .

Sri Lanka, governo promette ricostruzione entro sei mesi

Respingendo le accuse dell’Onu di ignorare l’emergenza umanitaria, il governo di Colombo ha assicurato oggi che la situazione nei campi di accoglienza è sotto controllo e ha promesso di accelerare la ricostruzione nelle zone distrutte dai combattimenti. Dopo aver incontrato due alti diplomatici indiani, il presidente Rajapaksa si è impegnato a smantellare al più presto i campi profughi e a permettere il ritorno degli sfollati entro i prossimi sei mesi. In un comunicato al termine dell’incontro con i due emissari di New Delhi, si legge che il governo avvierà anche un processo di riconciliazione nazionale con la minoranza tamil che ha patito enormi sofferenze nell’offensiva di questi 14 mesi. L’India ha in particolare promesso aiuti per lo sminamento, la costruzione di infrastrutture e di case. Per permettere un’adeguata rappresentanza politica dei tamil, il governo intende inoltre organizzare al più presto le elezioni negli ex territori ribelli.
Continuano però a preoccupare le condizione dei 300 mila sfollati ammassati in diversi campi di accoglienza off limits per le organizzazioni Umanitarie a anche Croce Rossa . Il segretario Ban Ki-moon che dovrebbe arrivare domani per una missione di due giorni chiederà al governo di garantire pieno accesso di due alle aree di crisi da cui giungono notizie allarmanti. Secondo la denuncia di un ong, gruppi paramilitari legati all’esercito regolare avrebbero sequestrato bambini tamil dai campi a scopo di estorsione o per avere informazioni su possibili loro legami con i ribelli.

ANALISI - Domani giura il Manmohan Singh bis, ma è ancora totoministri

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A meno di 24 ore dalla cerimonia di giuramento del governo bis di Manmohan Singh, prevista per il tardo pomeriggio di domani al Rashtrapati Bhawan, il “Campidoglio indiano”, la lista dei ministri non è ancora pronta. Il partito di maggioranza del Congresso, che può dettare legge dall’alto dei suoi 206 seggi in Parlamento (quasi il 30%), non è disposto a concedere troppo ai suoi alleati in termini di poltrone ministeriali. La giornata di oggi è stata dominata dal toto ministri. Il premier Singh ha persino cancellato un appuntamento già fissato con la presidente Prathiba Patil a cui avrebbe dovuto presentare i nomi del nuovo esecutivo. Invece il settantaseienne economista, riconfermato a pieni voti per un secondo mandato, è andato al numero 10 di Janpat per colloqui con Sonia Gandhi, leader del partito di maggioranza e anche della coalizione di centro sinistra chiamata Upa (United Progressive Alliance) e formata da 10 partiti che ha ottenuto quasi la maggioranza assoluta in parlamento (in totale 260 seggi su 543 della Camera Bassa). La rottura è stata causata dal DMK, influente alleato che è al potere in Tamil Nadu, lo stato meridionale di etnia tamil, che con i suoi 18 seggi è il secondo partner della coalizione dopo il partito di Mamata Banerjee, la pasionaria dei contadini del comunista Bengala Occidentale. Il DMK aveva chiesto otto ministeri a fronte dell’”offerta” del Congresso di sei poltrone. In tarda serata è giunta la notizia dell’abbandono del governatore del Tamil Nadu, l’anziano Karunanidhi, leader del DMK, che avrebbe voluto “piazzare” due figli e anche un nipote nell’esecutivo. Ma la frattura non impensierisce Congresso che ha “a bordo” anche i due grossi partiti principali e rivali dell’Uttar Pradesh (tra tutte e due 44 seggi), ovvero quello di Mayawati, la leader degli intoccabili e del suo rivale Mulayam Singh Yadav.
Secondo indiscrezioni domani pomeriggio Singh presenterà una lista “ridotta” di ministri in attesa di ricoprire le caselle mancante e su cui ci sarebbe ancora battaglia tra gli alleati. Non c’è fretta. La prima sessione del Parlamento per il voto di fiducia è prevista per il 2 giugno.
Per quanto riguarda il toto ministri, i nomi sicuri sono quelli dei principali dicasteri che andranno di nuovo al Congresso. Secondo indiscrezioni ci sarebbero molte riconferme, tra cui quella di P.K Chidambaran, ex ministro delle finanze trasferito in fretta e furia agli interni dopo la strage di Mumbai del 26 novembre. Le finanze dovrebbero invece andare all’ex ministro degli esteri Pranab Mukherjee un fedelissimo del Congresso e prezioso consigliere di Sonia Gandhi. Riconfermati anche A.K. Antony alla difesa e il leader del Maharashtra, Sharad Pawar, che era ministro dell’agricoltura. Ancora incerta la sorte del dinamico Kamal Nath, ex ministro del commercio e infaticabile negoziatore presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio dove l’India gioca un ruolo di capofila dei Paesi emergenti insieme a Brasile e Sudafrica. Per aver “tradito” Sonia Gandhi durante la campagna elettorale, ha invece perso la sua poltrona Laloo Prasad Yadav, controverso personaggio politico del Bihar che alla guida del ministero delle ferrovie aveva riportato in nero i conti del gigantesco ente pubblico e per questo era corteggiato da prestigiose scuole internazionali di gestione aziendale. E’ ancora un’incognita infine la sorte di Rahul Gandhi, che ha rifiutato un incarico di governo, perché intende dedicarsi alla riorganizzazione dell’ala giovanile del Congresso. Non è però escluso che gli sia assegnato un ministero senza portafoglio.

Rajiv Gandhi, a 18 anni dall'uccisione le Tigri Tamil eliminate

Su Apcom

L’India ricorda oggi il 18esimo anniversario dell’uccisione di Rajiv Gandhi assassinato il 21 maggio del 1991 da una donna kamikaze appartenente al movimento separatista srilankese delle Tigri Tamil. La commemorazione assume un particolare significato quest’anno perché avviene tre giorni dopo la vittoria del governo di Colombo e l’eliminazione del leader ribelle Vellupillai Prabhakaran che da tre decenni guidava la lotta dei tamil per l’indipendenza del nord e nord-est dell’isola. Il numero uno dell’LTTE (Liberazione Tigri Tamil Eeelam) era stato condannato a morte in contumacia nel 1998 da un tribunale indiano con l’accusa di essere il mandante della strage costata la vita a 15 persone.
Ad uccidere l’ex premier Rajiv, marito di Sonia Gandhi, attuale leader del partito del Congesso, dopo un comizio elettorale in un piccolo centro del Tamil Nadu, era stata una giovane militante delle Tigri Tamil imbottita di tritolo che si era fatta esplodere mentre gli porgeva una ghirlanda di fiori. Le Tigri Tamil avevano accusato Rajiv di essere anti-tamil e volevano impedire che vincesse le elezioni del 1991. Quando era al potere aveva inviato una forza di pace per disarmare i ribelli in base ad un accordo firmato con Colombo nel 1987. Un anno fa Priyanka Gandhi, la secondogenita di Sonia, aveva incontrato in carcere una donna, Nalini, condannata all’ergastolo per complicità nell’assassinio.
La cerimonia per l’anniversario si è svolta stamane all’alba al mausoleo Vir Bhumi, sulle sponde del fiume Jamuna a Nuova Delhi, dove ci sono i memoriali di tutti gli statisti indiani. Sonia Gandhi, i due figli, il primo ministro incaricato Manmohan Singh e alcuni neo parlamentari del Congresso vi hanno preso parte.
La commemorazione era originariamente prevista a Sriperumbudur, il luogo della strage, nello stato meridionale del Tamil Nadu, ma è stata cancellata a causa di un allarme dell’intelligence indiana che teme possibili attacchi da parte dei militanti tamil fuggiti all’offensiva in Sri Lanka.

mercoledì 20 maggio 2009

Sri Kanka, crisi profughi, Onu lancia allarme sovraffollamento

E’ un compito enorme quello che le Nazioni Unite e le altre agenzie umanitarie dovranno affrontare in Sri Lanka dove gli scontri hanno costretto 280 mila persone a lasciare le loro case. Adesso che i combattimenti sono conclusi e il leader dei ribelli Prabhakaran è stato eliminato, sta a poco a poco emergendo un quadro drammatico delle condizioni degli sfollati nei campi di accoglienza. Secondo l’alto commissariato delle Nazioni Unire per i rifugiati negli ultimi tre giorni 80 mila tamil hanno lasciato al ristretta fascia costiera dove è avvenuto l’ultimo assalto delle truppe contro i separatisti. Questa nuova ondata di civili in fuga ha messo sotto pressione i centri di accoglienza nei distretti di Vavunya, Jaffna e Trincomale che rischiano di collassare a causa del sovraffollamento e dalla carenza di servizi adeguati. L’Onu sta cercando ora di fornire tende e rifugi di emergenza per accogliere gli sfollati che si trovano spesso malnutriti o in precarie condizioni fisiche.
Domani è prevista la visita di Bank Ki-moon che rinnoverà il suo appello per un accesso totale e senza restrizioni alle zone di crisi. Proprio in questi giorni il governo cingalese aveva costretto la Croce rossa a sospendere le sue attività nel nord del Paese.

martedì 19 maggio 2009

Sei Lanka, guerra finita, ora arriva Ban Ki-moon

Con l’uccisione del capo ribelle Vellupillai Prabhakaran, il cui corpo è stato ritrovato ieri e mostrato in televisione, la vittoria del governo di Colombo è davvero completa. Ora però l’attenzione si sposta sull’emergenza degli sfollati e sulla ricostruzione come ha detto il presidente Mahinda Rajapaksa nel suo discorso al parlamento ieri mattina. La massiccia offensiva militare durata 14 mesi ha causato enormi sofferenzr tra la popolazioni tamil e sollevato le critiche dell’Europa e Stati Uniti, ma anche delle organizzazione umanitarie che ancora oggi non hanno accesso ai campi profughi del nord dove sono ammassati in condizioni disperate oltre 250 mila tamil. Secondo la Croce Rossa da almeno una settimana alcun convoglio umanitario ha raggiunto le aree del nord est dove si è concentrato l’ultimo assalto dell’esercito contro i ribelli.
Intanto il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, arriverà venerdì per una visita di due giorni mirata a verificare i bisogni degli sfollati. Ban Ki-moon ha salutato positivamente la fine delle ostilità, ma è profondamente preoccupato per i massacri di civili. Secondo l’Onu oltre 6 mila tamil sarebbero morti dei bombardamenti dall’inizio dell’anno. La prossima settimana la Commissione per i Diritti Umani dell’Onu a Ginevra si riunirà in una sessione speciale per esaminare le violazioni e eventuali crimini di guerra commessi da entrambe le parti in conflitto.

Made in Italy, una fiera su macchinari agricoli a Delhi

India, un mercato da 250 mila trattori all’anno
Le aziende italiane interessate alla meccanizzazione agricola

L’agricoltura, la “cenerentola” dell’economia indiana, ha bisogno di fare un salto di qualità con l’introduzione della meccanizzazione e con l’incremento della produttività per ettaro. I contadini rappresentano il 58% della forza lavoro, ma contribuiscono solo al 18% del prodotto lordo nazionale. Grazie alle politiche di sostegno agricolo e ai crediti agevolati, i trattori e le mietitrebbiatrici stanno lentamente sostituendo gli aratri tirati dai buoi e le mondine nelle campagne. Ma il settore presenta ancora molte potenzialità. Ogni anno l’India ha bisogno di 250 mila trattori.
“L’agricoltura indiana ha una struttura simile alla nostra per la presenza capillare di piccoli proprietari, ma il numero di trattori per ettaro è di 15 volte inferiore a quello italiano – spiega Guglielmo Gandino, direttore di Unacoma Service, braccio logistico dell’Associazione nazionale dei produttori di macchine agricole, che si trovava oggi a Nuova Delhi per presentare la fiera agricola “Eima Agrimach” prevista per dicembre. In termini di esportazioni, il made in Italy è ancora marginale a causa delle restrizioni doganali e dei dazi che sono ancora molto alti. Secondo dati Istat l’esportazione di macchine agricole in India è più che raddoppiata nel 2008 a 16,7 milioni di euro.
“Intendiamo rafforzare la nostra presenza in India attraverso produzione in loco e l’alleanza con partner locali. E’ la strada già seguita in altri settori, come quello dell’auto con l’alleanza tra Tata e Fiat”. Le aziende italiane di macchinari agricoli sono sbarcate in India già agli inizi degli anni Novanta con la prima ondata di liberalizzazione economica. I grandi gruppi del settore, come Carraro, Same-Deutz, Bcs, New Holland e Landini, hanno aperto da soli o in partnership stabilimenti per la produzione di macchinari, ma anche di componentistica. Carraro India, che ha la fabbrica a Pune, vicino a Mumbai, e che produce trasmissioni e altri parti per trattori agricoli ha fatturato oltre 56 milioni di euro nel 2008.
La fiera Eima Agrimach, prevista dal 3 al 5 dicembre, è organizzata da Unicoma insieme a Ficci, la Federazione Indiana delle Camere di Commercio, sulla base di un accordo firmato un anno fa, con la collaborazione del Ministero indiano dell’Agricoltura e l’Ice, l’Istituto Commercio Estero.
La rassegna, che sarà biennale, si terrà nel campus dell’Indian Agricoltural Research Institute a Nuova Delhi. Si tratta dell’università dove è nata la “green revolution” degli Anni Settanta che consentì all’India di diventare autosufficiente per il suo fabbisogno alimentare. Vi parteciperanno 300 aziende provenienti da Europa, Stati Uniti, Brasile e Australia, ma il Made in Italy farà la parte del leone. L’Italia è tra i primi produttori di macchinari agricoli al mondo con un giro d’affari di 8,3 milioni di euro, di cui il 56% in attrezzi agricoli e macchine da giardino e il resto in trattori.
Negli anni l’Unacoma ha accumulato una notevole esperienza nell’organizzazione di eventi fieristici con Eima International a Bologna, Agrilevante a Bari e - da quest’anno - anche Eima Gulf, che si è tenuta ad aprile ad Abu Dhabi