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sabato 19 luglio 2014

Arundhati Roy: Mahatma Gandhi "accettava sistema caste", è polemica

Su ANSA

La scrittrice Arundhati Roy, una delle intellettuali più famose e anticonformiste in India, ha attaccato questa volta il Mahatma Gandhi, il padre della nazione e simbolo del pacifismo mondiale. Secondo l'autrice del romanzo 'Il Dio delle Piccole cose', l'apostolo della non violenza "accettava l'odioso sistema delle caste" che ancora oggi domina la vita sociale del gigante asiatico e che per molti è un argomento tabù. "Su Gandhi ci hanno raccontato un sacco di bugie - ha detto ad una conferenza in Kerala - se si pensa che la sua dottrina della non violenza era basata sull'accettazione di una delle più brutali forme di gerarchia sociale, le caste". E poi ha anche criticato la prassi, molto usata in India, di dedicare le istituzioni scolastiche al Mahatma. "Dobbiamo davvero - si è chiesta - dedicargli le nostre università?". Come era previsto, la denuncia della 52enne Roy - pur già sollevata in passato da biografi fuori dal coro - ha scatenato le ire dei seguaci di Gandhi, di storici ortodossi e anche dell'ultrasecolare partito del Congresso, che ha raccolto la sua eredità politica. Un dirigente, Ghulam Nabi Azad, ha invocato "seri provvedimenti contro chi manca di rispetto" all'eroe dell'indipendenza indiana, celebrato in tutto il mondo. Tra l'altro una statua del leader indipendentista comparirà presto perfino davanti al palazzo di Westminster. Per giustificare la sua tesi, la Roy ha citato uno libro del Mahatma sugli 'intoccabili' in cui si legge che "uno che pulisce le latrine dovrebbe sempre rimanere tale". L'intellettuale, che vive a New Delhi, si riferisce al saggio "The Ideal Banghi" (1935) in cui l'apostolo della non violenza sostiene che "il compito di un bramino è di occuparsi della pulizia dell'anima, mentre il banghi ('intoccabile') si occupa dei corpi della società". A questa casta infatti è affidato il contatto con gli escrementi e con i cadaveri. Contro di lei sono insorti studiosi gandhiani che l'hanno invece accusata di 'ignoranza' e l'hanno invitata a leggere l'autobiografia 'Storia dei miei esperimenti con la verità' dove Mohandas Karamchand Gandhi racconta di aver pulito lui stesso i bagni del suo ashram dopo che la moglie Kasturba (che apparteneva come lui a una casta alta) si era rifiutata di farlo perchè era un compito che spettava ai 'paria'. In realtà la questione delle caste nel pensiero gandhiano è abbastanza controversa, come lo sono altri aspetti, tra cui i suoi "esperimenti" con l'astinenza sessuale e la sua presunta omosessualità rivelata di recente in uno scambio epistolare con un culturista tedesco. Va ricordato, inoltre, che i 'dalit', gli 'intoccabili', non hanno mai riconosciuto il Mahatma come un leader per la garanzia dei loro diritti. Di recente, la Roy ha 'riscoperto' il personaggio di B.R. Ambedkar, costituzionalista e contemporaneo di Gandhi, ma 'intoccabile' e per questo vero' eroe di milioni di dalit indiani. L'ultima sua pubblicazione è un saggio introduttivo - "Il Dottore e il Santo" - a una nuova edizione di un famoso discorso di Ambedkar in cui si mettono in luce alcuni aspetti contraddittori della personalità del Mahatma proprio sulle discriminazioni castali. Qualche anno fa la scrittrice pacifista aveva 'osato' toccare un altro tema sensibile per New Delhi sostenendo il diritto all'indipendenza del Kashmir, la regione himalayana a maggioranza mussulmana divisa tra India e Pakistan. Era stata denunciata per "sedizione" contro lo Stato.

martedì 10 luglio 2012

India, governo compra carteggio tra Mahatma Gandhi e architetto tedesco

Dopo una lunga trattativa e a poche ore dalla messa all'asta a Londra, l'India si è aggiudicata un prezioso carteggio tra il Mahatma Gandhi e un architetto tedesco dove emergerebbe una tendenza omosessuale dell'apostolo della non violenza. L'archivio, composto da fotografie, lettere e qualche oggetto personale, è stato comprato per 60 milioni di rupie (oltre 800 mila euro) dal governo di New Delhi che lo ha così sottratto al martelletto di Sotheby's. La casa d'aste londinese ha infatti annunciato la sospensione della vendita in seguito all'accordo raggiunto con gli eredi di Hermann Kallenbach, culturista di origine ebraica con cui Gandhi ha avuto un appassionato scambio epistolare per diversi anni. Confermando la notizia, il ministro della Cultura Kumari Selja ha detto che "il materiale sarà conservato negli Archivi Nazionali dell'India". Di recente, il carteggio era stato esaminato da esperti indiani che lo avevano definito "in ottimo stato e di straordinario interesse" per far luce su uno degli aspetti più misteriosi e anche controversi della figura di Gandhi. Le lettere inedite si riferiscono alla vita privata e attività pubblica del Mahatma dal 1905, quando conobbe Kallenback in Sudafrica, fino al 1945 poco prima dell'indipendenza dal dominio coloniale britannico. Il carteggio era stato scoperto dallo storico indiano Ramchandra Guha nella soffitta di una delle pronipoti dell'architetto tedesco in Israele. Tra migliaia di lettere dei familiari e amici del Mahatma, ce ne sono 13 scritte da Gandhi al suo amico "del cuore" in cui fa riferimento alle sue lotte politiche e anche alla malattia della moglie Kasturba. Alcune lettere (ma non è chiaro se sono le stesso dell'archivio di Sotheby's) sono state rivelate in una biografia pubblicata lo scorso anno dal giornalista americano Joseph Lelyveld, ex reporter del New York Times e Premio Pulitzer. Le scioccanti rivelazioni contenute nel libro "Great Soul: Mahatma Gandhi and his struggles with India" (Anima Grande: Mahatma Gandhi e le sue battaglie con l'India) che aveva creato un grande clamore sulla stampa e sulle televisioni indiane. In particolare, Lelyveld citava una lettera in cui traspare una forte passione e anche un rapporto fisico tra i due. "Ormai possiedi completamente il mio corpo...é una schiavitù mista a vendetta", scrive il Mahatma che, una volta tornato in India, confida all'amico di avere il suo ritratto nella camera da letto. Non è la prima volta che la sessualità del Mahatma crea polemiche e costringe il governo indiano alla censura o a intervenire per evitare la diffusione di materiale considerato imbarazzante. In un'altra biografia, "Gandhi: Naked Ambition", lo storico britannico Jad Adam descriveva il Mahatma come tormentato dal sesso e dalle donne citando le "prove" di astinenza a cui si sottoponeva, tra cui quella di dormire nudo a fianco di giovani donne.

lunedì 30 gennaio 2012

Anniversario morte Mahatma, corteo di 500 baby Gandhi a Calcutta

Un corteo di 485 bambini, vestiti da Mahatma Gandhi con il drappo di stoffa bianco intorno ai fianchi, gli occhialini tondi e la canna di bambù, hanno celebrato oggi l'anniversario della morte del celebre apostolo della non violenza ucciso a New Delhi 64 anni fa da un estremista indù. La sfilata dei "baby Gandhi", organizzata a Kolkata (ex Calcutta) è entrata nel libro dei Guinness dei Primati battendo un precedente record detenuto da 255 studenti mascherati da Mahatma. I bambini, dai 10 ai 16 anni, provenienti da famiglie disagiate hanno percorso mezzo chilometro ricreando la "Marcia del Sale" del 1930 nello stato settentrionale del Gujarat, una delle più famose proteste pacifiche di Gandhi contro gli inglesi e l'odiosa tassa sul sale. Nell'India di oggi, potenza economica emergente, l'ideologia gandhiana è ancora un'efficace arma di battaglia politica e di persuasione. Lo scorso anno, un attivista che si ispira al Padre della patria, il 76 enne Anna Hazare, è riuscito a sollevare un grande movimento nazionale di opinione contro il malaffare e la corruzione che ha messo in ginocchio il governo. La stampa straniera lo aveva persino battezzato il "nuovo Gandhi". Il nome e il pensiero di Mohandas Karamchand Gandhi continua anche a esercitare un grande fascino e potere simbolico sulle masse indiane. Lo dimostra la longevità politica della dinastia dei Nehru-Gandhi (nessun legame di parentela), giunta ora con Rahul Gandhi alla quarta generazione e che ha raccolto l'eredità del Mahatma (questo nome gli fu dato dal poeta bengalese Rabrindanath Tagore). Le celebrazioni per l'anniversario della morte di "Bapu" (come è invece affettuosamente chiamato dagli indiani) sono culminate al mausoleo del Rajghat, che segna il luogo dove è stato cremato in un parco della capitale dove sorgono i memoriali di tutti i grandi statisti. La presidente della Repubblica Pratibha Patil, il primo ministro Manmohan Singh, la leader del Congresso Sonia Gandhi hanno posato petali di fiori sulla grande lastra di marmo nero e osservato due minuti di silenzio. L'assassino, Nathuram Godse, impiccato il 15 novembre del 1948, è diventato da allora un icona di alcuni gruppi dell'estrema destra indù anti mussulmana. A Godse è dedicato anche un sito internet. E' invece commovente la storia, pubblicata oggi dai media indiani, del sergente Dev Raj Singh Thakur, colui che bloccò il killer dopo che aveva sparato da distanza ravvicinata il 30 gennaio del 1948 nel giardino di Birla House, dove il Mahatma era uscito per la preghiera serale. Gli ultimi suoi passi sono stati scolpiti nel marmo nel luogo diventato oggi un museo. La famiglia di Thakur, premiato nel 1952 con la massima onorificenza militare per il suo eroico gesto, conduce una vita di stenti aspettando ancora oggi un impiego promesso dal governo indiano ai tre figli

lunedì 12 aprile 2010

SAGGIO - Le ossessioni sessuali del Mahatma

Il Mahatma Gandhi era un uomo tormentato dal sesso e dalle donne. Lo rivela un nuovo libro dello storico britannico Jad Adams che descrive nei dettagli la maniacale ossessione del leader dell'indipendenza indiana per la propria vita sessuale e le ''prove'' di astinenza a cui si sottoponeva, tra cui quella di dormire nudo a fianco di giovani adolescenti.
Il libro ''Gandhi: Naked Ambition'' e' recensito oggi nelle pagine centrali del quotidiano indiano ''Mail Today'' dove compare anche un'intervista all'autore noto per aver gia' esplorato la vita sessuale di personaggi famosi, tra cui il ''misogeno'' Rudyard Kipling.
L'argomento non e' nuovo, ma e' gia' stato trattato in molti saggi ed era gia' stato oggetto di scandalo durante gli ultimi anni di vita dell'apostolo per la pace ucciso nel 1948. Ma e' la prima volta che questo controverso aspetto del ''fachiro seminudo'', secondo la sprezzante definizione di Winton Churchill, e' analizzato nell'intero arco della sua vita, dal matrimonio precoce a 13 anni con la quattordicenne Kasturba fino all'ultimo ritratto che lo raffigura sostenuto da due ragazze da lui definite ''le stampelle della mia vecchiaia''.
Ne emerge un ritratto sorprendente e inedito del Mahatma che va oltre l'iconografica immagine di protettore dei diritti degli oppressi e dei piu' deboli. Nei suoi scritti autobiografici si ritrova in modo costante il tema della castita' e della difficolta' di sopprimere l'istinto sessuale nonostante la ferrea dieta vegetariana a base di verdura non cotta e frutta secca.
Il libro ricorda, in particolare, quando Gandhi all'eta' di 16 anni abbandono' il capezzale del padre malato per andare a soddisfare un ''urgente bisogno sessuale'' con la moglie. Quando torno' lo trovo' morto e questo episodio ''lo tormento' per tutta la vita'' scrive il giornale.
Nel 1906, quando era ancora in Sudafrica all'eta' di 36 anni decide di fare voto di castita' (''brahmacharya''), ma erano gia' molti anni che aveva iniziato i suoi ''esperimenti'', per esempio costringendo i ragazzi e le ragazze del suo ''ashram'' a fare la doccia insieme per metterli in tentazione e poi punirli personalmente se cedevano al ''richiamo della natura''. Di ritorno in India, nella sua nuova casa-monastero nello stato settentrionale del Gujarat, adotta un regime di vita ancora piu' ascetico predicando che i rapporti sessuali non erano permessi neppure a scopo di procreazione.
Il saggio elenca anche le ''donne'' della sua vita, che si innamorarono di lui, a partire dalla bengalese Saraladevi Choudurani, alla missionaria danese Esther Faering e la devota Mirabehn, figlia di un ammiraglio inglese.
Nel 1936, quando la sua salute era diventata precaria a causa dei digiuni e privazioni, ''adotta'' due ragazze Abha e Sushila che lo assistono giorno e notte. E' lui stesso a rivelare di entrare nel bagno dove Sushila si sta lavando, ma ''di tenere gli occhi chiusi''.
''Sorprendentemente Kasturba conosce le bizzarre abitudini del marito e le approva'' scrive il quotidiano. Dopo la morte della moglie nel 1944, i test di autocontrollo diventano piu' radicali fino a chiedere a sua nipote adolescente, Manu, di dormire nuda insieme a lui. ''Dobbiamo mettere alla prova la nostra purezza'' le scrive in una lettera. E cosi' fece insieme a lei e all’altra ragazza Abha fino all'ultimo giorno della sua vita.

SAGGIO - Le ossessioni sessuali del Mahatma

Il Mahatma Gandhi era un uomo tormentato dal sesso e dalle donne. Lo rivela un nuovo libro dello storico britannico Jad Adams che descrive nei dettagli la maniacale ossessione del leader dell'indipendenza indiana per la propria vita sessuale e le ''prove'' di astinenza a cui si sottoponeva, tra cui quella di dormire nudo a fianco di giovani adolescenti.
Il libro ''Gandhi: Naked Ambition'' e' recensito oggi nelle pagine centrali del quotidiano indiano ''Mail Today'' dove compare anche un'intervista all'autore noto per aver gia' esplorato la vita sessuale di personaggi famosi, tra cui il ''misogeno'' Rudyard Kipling.
L'argomento non e' nuovo, ma e' gia' stato trattato in molti saggi ed era gia' stato oggetto di scandalo durante gli ultimi anni di vita dell'apostolo per la pace ucciso nel 1948. Ma e' la prima volta che questo controverso aspetto del ''fachiro seminudo'', secondo la sprezzante definizione di Winton Churchill, e' analizzato nell'intero arco della sua vita, dal matrimonio precoce a 13 anni con la quattordicenne Kasturba fino all'ultimo ritratto che lo raffigura sostenuto da due ragazze da lui definite ''le stampelle della mia vecchiaia''.
Ne emerge un ritratto sorprendente e inedito del Mahatma che va oltre l'iconografica immagine di protettore dei diritti degli oppressi e dei piu' deboli. Nei suoi scritti autobiografici si ritrova in modo costante il tema della castita' e della difficolta' di sopprimere l'istinto sessuale nonostante la ferrea dieta vegetariana a base di verdura non cotta e frutta secca.
Il libro ricorda, in particolare, quando Gandhi all'eta' di 16 anni abbandono' il capezzale del padre malato per andare a soddisfare un ''urgente bisogno sessuale'' con la moglie. Quando torno' lo trovo' morto e questo episodio ''lo tormento' per tutta la vita'' scrive il giornale.
Nel 1906, quando era ancora in Sudafrica all'eta' di 36 anni decide di fare voto di castita' (''brahmacharya''), ma erano gia' molti anni che aveva iniziato i suoi ''esperimenti'', per esempio costringendo i ragazzi e le ragazze del suo ''ashram'' a fare la doccia insieme per metterli in tentazione e poi punirli personalmente se cedevano al ''richiamo della natura''. Di ritorno in India, nella sua nuova casa-monastero nello stato settentrionale del Gujarat, adotta un regime di vita ancora piu' ascetico predicando che i rapporti sessuali non erano permessi neppure a scopo di procreazione.
Il saggio elenca anche le ''donne'' della sua vita, che si innamorarono di lui, a partire dalla bengalese Saraladevi Choudurani, alla missionaria danese Esther Faering e la devota Mirabehn, figlia di un ammiraglio inglese.
Nel 1936, quando la sua salute era diventata precaria a causa dei digiuni e privazioni, ''adotta'' due ragazze Abha e Sushila che lo assistono giorno e notte. E' lui stesso a rivelare di entrare nel bagno dove Sushila si sta lavando, ma ''di tenere gli occhi chiusi''.
''Sorprendentemente Kasturba conosce le bizzarre abitudini del marito e le approva'' scrive il quotidiano. Dopo la morte della moglie nel 1944, i test di autocontrollo diventano piu' radicali fino a chiedere a sua nipote adolescente, Manu, di dormire nuda insieme a lui. ''Dobbiamo mettere alla prova la nostra purezza'' le scrive in una lettera. E cosi' fece insieme a lei e all’altra ragazza Abha fino all'ultimo giorno della sua vita.

giovedì 5 marzo 2009

Il re della birra riporta in patria gli occhiali del Mahatma con 1,8 milioni di dollari

In onda su Radio Svizzera Italiana
Alla fine è intervenuto Vijay Mallya, il re indiano della birra, a salvare la preziosa eredità del Mahatma Gandhi messa all’asta a New York da un collezionista americano. Il generoso intervento del magnate Mallya, che ha sborsato un milione e 800 mila per un paio di occhiali, un orologio da polso, sandali infradito e un piatto, è stato salutato in India come un trionfo nazionale. Nei giorni scorsi il governo indiano aveva ingaggiato una strenua battaglia per bloccare la vendita organizzata dalla casa d’aste Antiquorum. Aveva anche tentato di convincere prima con denaro e poi con minacce legali il giovane collezionista californiano James Otis, un appassionato di Gandhi, che aveva chiesto come condizione per ritirare gli oggetti dall’asta, che l’India aumentasse la spesa sanitaria a favore dei poveri. In realtà, lo stesso Otis, un’ora prima della vendita aveva deciso di cedere alle pressioni e ha ordinato ai suoi avvocati di bloccare l’asta, ma evidentemente era troppo tardi. Partito da un prezzo base di 20 mila dollari, il lotto degli averi personali del Mahatma è stato conteso da una folla di compratori stranieri, ma alla fine è stato aggiudicato dal rappresentante di Mallya, che potrà però entrare in possesso dei beni solo tra due settimane a causa della controversia legale nata tra il collezionista e Antiquorum. Già in passato la vendita averi personali, manoscritti e lettere del Mahatma, di cui non esiste un inventario ufficiale, è stata al centro di furiose polemiche. Di sicuro a Gandhi non sarebbe piaciuto.

India contro l'asta degli occhiali del Mahatma

Su Apcom

Il governo indiano ha respinto le condizioni imposte dal collezionista americano James Otis, proprietario di alcuni averi personali del Mahatma Gandhi che andranno all’asta oggi a New York. Tra gli oggetti ci sono un paio di occhialini tondi, un orologio da tasca e dei sandali di pelle infradito.
Da alcune settimane il governo indiano è impegnato in una frenetica corsa contro il tempo per annullare la vendita pubblica che è organizzata dalla casa d’aste Antiquorum.
In un fax inviato ieri al consolato indiano di New York, il collezionista Otis aveva chiesto al governo indiano di aumentare del 5% della spesa sanitaria per i ceti poveri e il finanziamento di eventi promozionali dei valori gandhiani in 78 Paesi “uno per ogni anno che Gandhi ci ha donato con la sua esistenza”. In risposta oggi il ministro indiano dell’informazione Anand Sharma ha detto in un’intervista a un canale televisivo che “l’India non intende negoziare e che lo stesso Gandhi avrebbe avuto repulsione della vendita dei suoi averi ad un’asta”. E poi ha aggiunto: “invitiamo il signor Otis a informarsi sui programmi anti povertà attuati dal governo”.
Mentre mancano poche ore alla vendita, il governo di Nuova Delhi è fiducioso di rientrare in possesso dei preziosi oggetti. Alcuni magnati indiani, tra cui Vikram Chatwal, proprietario di una catena alberghiera e con influenti legami a Washington, avrebbero deciso di partecipare all’asta e sarebbero pronti a pagare somme elevate per aggiudicarsi gli oggetti di “Bapu”, come Gandhi è affettuosamente chiamato in patria. Anche alcuni pro nipoti del Mahatma, tra cui Tushkar Gandhi, starebbero organizzando delle “collette”. Il governo indiano starebbe tentando anche le vie legali facendo appello alla giustizia americana sulla base di una sentenza emessa ieri dall’Alta Corte di Nuova Delhi che ha ordinato la sospensione dell’asta di Antiquorum accogliendo una petizione presentata dalla fondazione Navjivan di Ahmedabad a cui fanno capo tutte le opere e scritti dell’apostolo nella non violenza assassinato nel 1948.
La casa d’aste Antiquorum ha riferito che la collezione parte da un prezzo base di 20 mila dollari, una cifra che di sicuro sarà destinata a lievitare data la presenza degli acquirenti indiani. Il collezionista Otis, che nei giorni scorsi aveva respinto un’offerta di denaro presentata da Nuova Delhi, in quanto “troppo bassa”, ha detto di essere in possesso anche di ceneri della cremazione del Mahatma e di alcuni campioni del sangue raccolti in un ospedale di Delhi.

sabato 14 febbraio 2009

Martin Luther King in India, dopo 50 anni ritorna il figlio

Inizia domani la lunga visita di Martin Luther King III in India per commemorare il cinquantenario dello storico pellegrinaggio compiuto dal padre sulle orme del Mahatma Gandhi che tanta influenza esercitò sul reverendo americano. Il primogenito di King sarà accompagnato da una delegazione di parlamentari, di attivisti di diritti umani e anche dall’icona del jazz Herbie Hancock che terrà una serie di concerti insieme a musicisti indiani. La visita, dal 15 al 27 febbraio, è particolarmente significativa dopo l’elezione di Barak Obama, il primo afro-americano alla Casa Bianca ed è il primo contatto ufficiale della nuova amministrazione americana con il governo di Nuova Delhi.
La missione ripercorrerà le tappe compiute dal dottor King lungo il subcontinente indiano nei luoghi simboli della vita e del pensiero del Mahatma. Il reverendo americano conosceva già i valori gandhiani, ma questa visita in India “gli ha ispirato l’uso del principio della non violenza come strumento di cambiamento sociale per combattere la segregazione e la discriminazione razziale in America” è quanto recita una risoluzione approvata dalla Camera dei Rappresentati Usa sul cinquantenario.
Arrivato a Bombay (ora Mumbai) il 9 febbraio del 1959 insieme alla moglie Coretta, King si recò a Delhi dove incontrò il premier Jawaharlal Nehru e poi ad Ahmedabad, in Gujarat, per visitare l’ashram Sabarmati, la casa e laboratorio del Mahatma dove iniziò la storica marcia del sale.
Nel salutare la delegazione prima della partenza, la segretario di stato Hillary Clinton ha detto che il cinquantesimo anniversario del viaggio di King in India “ci ricorda che la battaglia per i diritti civili e per la giustizia è stata e continua a essere una missione mondiale che non conosce confini”. Negli stati Uniti il mese di febbraio è “Black History Month” dove si celebrano le tappe più significative del movimento per i diritti degli afro americani.
Martin Luther King III è accompagnato dall’ex senatore Harris Wofford, allora amico e assistente di King, e da due icone della lotta per i diritti civili, l’ambasciatore Andrew Young e il deputato John Lewis.
A Nuova Delhi incontrerà il ministro degli esteri Pranab Mukeherjee che sostituisce il premier Sing, ancora convalescente e Sonia Gandhi, presidente del partito del Congresso. King III è il fondatore e direttore dell’organizzazione non-profit “Realizing the Dream Inc”, che ha raccolto l’eredità del celebre reverendo.

venerdì 30 gennaio 2009

Oggi 61 esimo anniversario morte del Mahatma. Scaduto il copyright sulle sue opere

Nel giorno in cui l’India commemora l’anniversario dell’uccisione del Mahatma Gandhi riemerge il dibattito sul copyright che secondo la legge indiana scadono dopo 60 anni dalla morte dell’autore. Da quest’anno i celebri scritti e i discorsi dell’apostolo della non violenza assassinato da un estremista indù a Nuova Delhi il 30 gennaio del 1948 diventano di pubblico dominio.
Pochi anni prima di morire il Mahatma aveva donato tutte le sue opere alla casa editoriale Navajivan Trust, da lui stesso creata ad Ahmedabad, la città del Gujarat, sua terra natia dove aveva stabilito la sua comunità. La fondazione ha finora pubblicato 300 volumi e raccolte di articoli, lettere e discorsi, tra cui una traduzione della sua biografia, a dei prezzi “popolari” proprio per diffondere al largo pubblico il pensiero e i valori gandhiani.
Con lo scadere dei diritti di autore dal primo gennaio di quest’anno, l’intera opera del Mahatma potrà essere fruibile liberamente senza pagare le “royalties” alla fondazione di Ahmedabad. Secondo quanto ha riportato la stampa indiana, l’istituzione non intende chiedere al governo indiano un’estensione del copyright. “Gandhi era contrario alla legge sui diritti di autore, ma era stato convinto dai suoi sostenitori a proteggere le sue opere a causa di alcuni episodi in cui il suo pensiero era stato frainteso” ha spiegato Amrut Modi, responsabile del Navajin Trust che continuerà a pubblicare i testi del padre della patria indiano.
Alcuni studiosi e seguaci di Gandhi sono però preoccupati dalla possibile “manipolazione” o libera interpretazione dei testi originali e anche dall’aumento dei prezzi dei volumi quando saranno pubblicati dalle grande case editrici internazionali.

martedì 29 gennaio 2008

INDIA, CENERI DEL MAHATMA SPARSE IN MARE A 60 ANNI DALLA MORTE

Esattamente 60 anni dopo la sua morte, le ceneri del Mahatma Gandhi saranno sparse nel Mare d’Arabia. L’urna contenente parte dei resti mortali dell’apostolo della non violenza assassinato a Nuova Delhi il 30 gennaio 1948 si trova ora in un museo di Mumbai esposta al pubblico. Era stata consegnata nel 2006 da un uomo d’affari indiano di Dubai che l’aveva “ereditata” da suo padre. Dopo la cremazione di Gandhi, le ceneri erano state raccolte in diverse urne e gettate nel Gange e negli altri fiumi sacri secondo il rituale induista, ma alcune urne sarebbero state segretamente “sottratte” da conoscenti e simpatizzanti che volevano preservare la memoria del Mahatma.
Sarebbe stata la famiglia di Gandhi a chiedere alla fondazione del Mani Bhavan di non conservare l’urna con le ceneri diventata oggetto di accese controversie. “E’ un affronto all’insegnamento e ai principi di Bapu” aveva detto uno dei nipoti, Tushar Gandhi. “Bapu” è il nomignolo con cui gli indiani affettuosamente chiamano il Mahatma. Le ceneri saranno sparse in mare con una solenne cerimonia domani dalla spiaggia di Girgaum Chowpatty di Mumbai dai discendenti del primogenito Hariral, considerato il “ribelle” dei quattro figli di Gandhi.
A Nuova Delhi le celebrazioni prevedono, come ogni anno, una preghiera interconfessionale nel giardino dove Mohandas Karamchand Gandhi fu assassinato poco prima della preghiera del tramonto per mano dell’estremista hindu Nathuram Godse. Il Mahatma si trovava nella casa dell’industriale Birla, oggi trasformata in un museo. L’anno scorso l’India aveva commemorato i cento anni del Satyagraha, il movimento di resistenza passiva iniziato durante il periodo sudafricano e che ha ispirato molti suoi seguaci, come Martin Luther King, Nelson Mandela, Aung San Suu Kyi, per citare alcuni dei più famosi difensori dei diritti umani.
L’eredita politica di Gandhi è stata raccolta dallo storico partito del Congresso oggi guidato dai discendenti di Jawaharlal Nehru. Il giovane Rahul, figlio di Sonia Gandhi e nipote di Indira Gandhi, è oggi candidato a continuare la dinastia politica che si ispira ai valori di laicità e tolleranza religiosa. Ma alcuni dei principi gandhiani, come quello della semplicità dall’esaltazione del lavoro manuale, simboleggiati nell’arcolaio, non hanno più posto nell’India moderna e globalizzata. E’ un paradosso, per esempio, che in Gujarat, lo stato dove Gandhi è nato e ha fondato il suo ashram, è guidato dal Bjp, il partito indu nazionalista con a capo il controverso Narendra Modi, accusato di aver sobillato i pogrom contro la comunità mussulmana nel 2002 e di aver instaurato un diffuso clima di intolleranza contro le minoranze religiose. Il delfino Rahul Gandhi, diventato l’anno scorso segretario generale del Congresso, aveva ricordato come l’obbligo di non consumare alcol e di vestire tessuto khadi (cotone filato a mano) non era sempre rispettato dai funzionari del partito che si comportavano spesso con ipocrisia.
D’altronde anche il principio di non violenza, il più importante degli insegnamenti del Mahatma – a cui non fu mai assegnato il Premio Nobel per la Pace - è largamente disatteso nel mondo odierno. Un altro nipote, Arun Gandhi, è stato nei giorni scorsi al centro di una vivace polemica per un commento in cui accusava “Israele e gli ebrei” di essere “i maggiori protagonisti” della cultura di violenza “che sta distruggendo l’umanità”. In seguito è stato costretto alle dimissioni dalla presidenza del M.K. Gandhi Institute of Non-Violence, l’istituto che lui stesso ha fondato nel 1991 a New York.