martedì 6 aprile 2010

Usa-India, segretario al tesoro Geithner lancia partnership economica

La missione di Timothy Geithner in India, che si conclude oggi a Mumbai con un incontro con la comunita’ degli affari, ha avuto due obiettivi. Il primo e’ di rassicurare New Delhi sulle intenzioni di Obama di non trascurare l’India a vantaggio della Cina. La partnership economica, avviata ieri con il ministro delle finanze Mukerjee, prevede un salto di qualita’ nelle relazioni tra i due paesi e istituisce contatti regolari sul modello di un’analoga intesa sino americana. La Casa Bianca ha anche riconosciuto il ruolo dell’India nel mantenere la stabilita’ finanziaria mondiale. Geithner ha elogiato il governo Singh per aver gestito con destrezza la recessione mondiale e ha chiesto il suo appoggio nell’ambito G20 per disegnare un nuovo ordine economico.
Il secondo scopo della visita del segretario al tesoro americano, che ha trascorso parte della sua infanzia proprio in India, e’ invece stato quello di assicurare agli Stati Uniti uno canale preferenziale per gli investimenti in infrastrutture e nel sistema creditizio. Nei prossimi 5 anni l’India intende spendere in strade, porti, aeroporti e altre opere pubbliche oltre 600 miliardi di dollari. Alcuni settori, come quello delle banche e assicurazioni si stanno lentamente aprendo ai capitali privati necessari per mantenere l’ambizioso obiettivo di crescita dell’8 o 9 per cento all’anno. E gli Stati Uniti non intendono rimanere indietro in questa corsa che ha scatenato gli appetiti delle industrie di tutto il mondo.

India, reazione dura contro i maoisti dopo massacro di 76 militari

“Una guerra contro l’India’’. Cosi’ i quotidiani hanno definito il massacro di ieri di 76 soldati caduti in un‘imboscata in una giungla dello stato del Chhattisgarh, una delle roccaforti della guerriglia maoista. I militari che erano impegnati in un’operazione anti guerriglia, sono stati accerchiati e uccisi da circa 700 ribelli piombati da una collina secondo le testimonianze dei sei sopravissuti che si sono finti morti per sfuggire alla strage. Il ministro degli interni Chidambaram, che stamattina si e’ recato nello stato, ha detto che si e’ trattato di un fallimento dell’intelligence e ha chiesto una risposta determinata da parte del governo.
L’attacco e’ il piu’ sanguinoso da quando e’ iniziata l’insurrezione maoista attiva in una sorta di corridoio rosso che parte dall’Andhra Pradesh fino a Bengala Occidentale al confine con il Nepal. Alla fine dello scorso anno il governo aveva lanciato un’offensiva militare contro i maoisti che trovano supporto tra la popolazione piu’ arretrata e tra le comunita’ tribali minacciate dall’avidita’ della grande industria che sfrutta le ricchezze minerarie nascoste nelle foreste nel nord est indiano.

lunedì 5 aprile 2010

INDIA: MAOISTI MASSACRANO OLTRE 70 MILITARI

Oltre 70 militari sono stati uccisi in un'imboscata tesa dai ribelli maoisti in una giungla dello stato centrale del Chhattisgarh. Il massacro e' uno dei piu' gravi per le forze indiane che dall'anno scorso sono impegnate in una campagna militare contro i guerriglieri comunisti che controllano una vasta area del centro e nord est dell'India.
Dopo l'attacco avvenuto nel distretto di Dantewada, considerato una delle roccaforti maoiste, il premier Manmohan Singh ha convocato una riunione del consiglio ristretto di cabinetto per discutere di eventuali misure repressive, tra cui l'intervento dell'aviazione militare. ''Risponderemo con fermezza'' ha detto il sottosegretario agli interni Gopal Pillai.
Il ''martedi nero'' per l'esercito indiano ha anche sollevato dure reazioni dell'opposizione indu’ nazionalista del Bjp che ha definito l'attacco una "guerra contro l'India''.
Secondo la ricostruzione di agenzie di stampa indiane, l'attacco e' iniziato all'alba con un'imboscata a una pattuglia di uomini del Central Reserve Police Force, una forza paramilitare impegnata nella lotta ai maoisti che si trovava nella zona di ritorno da un'operazione di ''bonifica'' . Dopo che e' scattato l'allarme sono stati inviate delle truppe di rinforzo. I militari sono stati quindi accerchiati e uccisi da circa 700 guerriglieri nascosti dietro una collina e entrati in azione con fucili e bombe. ''Sono caduti in una trappola'' ha ammesso scioccato il ministro degli interni P.K. Chidambaram che ha anche ammesso un errore da parte dell'intelligence. Due giorni fa il ministro in visita a una ex base ribelle nel Bengala Occidentale aveva definito i maoisti dei ''codardi''. Chidambaram aveva rifiutato di recente una tregua proposta dal leder ribelle Kishanji.
Il bilancio delle vittime, fissato a 75 potrebbe allungarsi. Diversi militari del battaglione inviato come rinforzo e caduto nell'imboscata sono dispersi. Due elicotteri sono stati inviati sul posto per prelevare i feriti e i sopravissuti, ma anche i soccorritori sono finiti sotto il fuoco dei ribelli.
In base alle statistiche si e' trattato dell'attacco piu' sanguinoso, ancora di piu’ di quello del marzo 2007 quando i maoisti uccisero 55 poliziotti in una caserma sperduta del distretto di Bijapur, sempre in Chhattisgarh, uno stato famoso per le sue risorse minerarie.
Da quando il governo un anno fa ha deciso di intervenire con la forza, i ribelli comunisti hanno intensificato gli attacchi. L'ultimo in ordine di tempo e' dello scorso 4 aprile nello stato orientale dell'Orissa costato la vita a 11 soldati di un reparto d'elite. Lo scorso 15 febbraio, invece, nel distretto di West Midnapore, in Bengala Occidentale, 24 soldati di una forza regolare paramilitare sono stati colti di sorpresa e massacrati in un campo base.

India, polizia indaga su matrimonio Shoaib Malik e Sania Mirza

Il giocatore di cricket pachistano Shoaib Malik, promesso sposo della tennista indiana Sania Mirza, non potra' lasciare l'India senza permesso della polizia che sta investigando sulla validita' di un suo precedente matrimonio con una donna indiana. A dare la notizia e' l'agenzia di stampa IANS, secondo la quale il commissario della polizia di Hyderabad, capitale dello stato meridionale dell'Andhra Pradesh, ha ''dato ordine a tutti gli uffici dell'immigrazione di non permettere a Shoaib di lasciare il Paese''. Le autorita' hanno anche confiscato il suo passaporto.
Il campione della nazionale di cricket pachistana si trova in India per i preparativi del matrimonio previsto per il 15 aprile con la popolare star indiana del tennis Mirza. Ma l'unione tra le due celebrita' sportive, che ha sollevato gia' molte polemiche in India e Pakistan, rischia di naufragare a causa di una battaglia legale ingaggiata dalla famiglia di Ayesha Siddiqui, la giovane di Hyderabad che Malik ha detto di aver sposato nel 2001 ''per telefono'' sulla base di una fotografia che secondo lui non era quella della sua sposa.
In una dichiarazione ai giornalisti ieri, il giocatore ha respinto le accuse dicendo che il ''nikah'' (il matrimonio secondo il rito mussulmano) non e' valido perche' e' stato truffato dalla falsa fotografia.
Nel frattempo pero' la famiglia di Ayesha lo ha denunciato per molestie, adulterio e per minacce in base a tre articoli del Codice Penale Indiano. La donna lo ha anche accusato di aver cercato di comprare il suo silenzio in cambio di una grossa somma di denaro.
Il caso e' ora all'attenzione della polizia di Hyderabad che stamattina ha cominciato a interrogare Shoaib, che si trova a casa della fidanzata, e la presunta moglie Ayesha che in un'intervista ha anche ammesso di aver avuto ''rapporti intimi'' con lui e di aver avuto un aborto naturale dopo essere stata incinta. Se venisse riconosciuto colpevole il pachistano potrebbe essere arrestato.
Intanto la vicenda si sta trasformando in un caso diplomatico tra le due potenze asiatiche nucleari che dopo l'attentato di Mumbai di due anni fa hanno congelato il loro processo di pace. Il portavoce del ministero degli esteri pachistano, Abdul Basit, intervistato telefonicamente dal canale televisivo CNN-IBN, ha chiesto all'India maggiori informazioni sull'inchiesta in corso e ha aggiunto che il ''governo pachistano e' pronto a intervenire in aiuto di Shoaib''.

mercoledì 24 marzo 2010

Usa raffredda le aspettative del Pakistan

Iniziati ieri i negoziati a Washington

La decisione degli Stati Uniti di rafforzare l’alleanza con il Pakistan rischia di alterare gli equilibri politici e militari del subcontinente indiano. I negoziati avviati ieri a Washington hanno aperto una ‘‘nuova era’’, ‘‘superando anni di incomprensioni’’ come ha detto la segretaria di stato americana Hillary Clinton nella conferenza stampa con il ministro degli esteri pachistano Shah Mahmood Kureshi, Ma hanno creato non poche apprensioni a New Delhi gia’ a I ferri corti con Islamabad per le nuove rivelazioni sulle responsabilita’ delle strage di Mumbai del 2008.
Qureshi, accompagnato dai generali dell’esercito e dei servizi segreti, ha presentato una lunga lista di bisogni per nuove armi necessarie nella guerra agli integralisti islamici e per centrali nucleari. Inoltre ha risollevato il nodo Kashmir chiedendo un eventuale coinvolgimento di Washington, ruolo che New Delhi ha da sempre escluso.
Attenti a non irritare l’India, gli Stati Uniti hanno pero’ gia’ respinto al mittente la maggior parte delle richieste. La stessa Clinton ha detto in un’intervista che un patto sul nucleare civile, come quello a lungo negoziato con New Delhi, non e’all’orizzonte almeno nell’immediato.
Ci sono ancora delle incognite sulla condotta dei pachistani, in particolare sulla vicenda di AQ Khan, lo scienziato che gestiva un traffico di tecnologia nucleare con Corea del Nord e Iran e che ancora non ha rivelato tutti i suoi segreti

venerdì 12 marzo 2010

India e Russia, Putin rilancia l'intesa

India e Russia rilanciano la loro intesa che risale ai tempi della Guerra Fredda. In una visita lampo, di neppure 24 ore, a New Delhi, il premier russo Vladimir Putin ha firmato una serie di importanti accordi nel settore dell’energia nucleare e della difesa. Nella conferenza stampa conclusiva della visita, il primo ministro indiano Manmohan Singh ha definito Putin un “Grande amco dell’india “ sottolineando come le relazioni con la Russia siano un pilastro della politica estera indiana. In serata le due delegazioni hanno firmato cinque intese, tra cui il patto di cooperazione sul’energia atomica che era da qualche tempo nel cassetto pii una road map per la costruzione di centrali nucleari in India. Secondo il capo della compagnia pubblica Rosatom, Sergei Kiriyenko, la Russia intende costruire 12 nuovi reattori, di cui sei entro il 2017. Mosca entra cosi nella gara per il ricco mercato indiano del nucleare civile, una gara che si e’ aperta due anni fa con l’intesa con gli Stati Uniti sulla cooperazione nucleare che ha rotto l’ isolamento internazionale di New Delhi.
Putin ritorna a casa con il carniere pieno anche in materia di armamenti grazie a un mega contratto per la fornitura di 29 caccia Mig e a un altro sulla vendita della vecchia ex portaerei Admiral Gorshkov, vendita bloccata da alcuni anni per una disputa sul prezzo.

Nuovo attacco a Lahore, bilancio di 30 morti in crescita

Per la seconda volta in una settimana, un altro attentato suicida ha insanguinato la città di Lahore. Due esplosioni a distanza di 15 secondi l’una dall’altra hanno ucciso decine di persone, tra cui diversi soldati. Il duplice attacco è avvenuto in una zona ad alta sicurezza della città dove sorgono caserme e edifici militari. Secondo le prime indagini si tratta di due attentatori suicidi al volante di motociclette. Non è ancora chiaro quale fosse l’obiettivo, probabilmente un convoglio militare di passaggio. Il primo kamikaze si è fatto esplodere poco dopo mezzogiorno, ora locale, nei pressi di mercato rionale, il secondo invece in una zona vicino a un popolare incrocio dove sorge anche una moschea che era affollata per la preghiera mussulmana del venerdì. Non sono giunte rivendicazioni almeno per ora. Gli investigatori stanno esaminando il tipo di esplosivo usato per trovare similarità con altri attentati. Lunedì scorso a Lahore un’autobomba contro un ufficio della polizia segreta aveva ucciso la vita a 13 persone.
Il massacro è l’ultimo di una nuova ondata di stragi in Pakistan, dove continua l’offensiva nelle zone tribali del nord ovest a ridosso del confine afghano con il supporto degli attacchi lanciati dai droni statunitensi. Il governo ritiene di aver indebolito rete dei talebani e di aver ucciso il leader Hakimullah Mehsud nella turbolenta area tribale del Waziristan, ma rimane la minaccia dei numerosi gruppi integralisti che trovano supporto e terreno fertile nelle principali città pachistane.