sabato 14 maggio 2011

Pakistan, il Parlamento condanna blitz di Abbottabad

Il Pakistan rincara la dose con gli Stati Uniti condannando duramente il blitz di Abbottabad del 2 maggio scorso. In una risoluzione in 12 punti approvata dopo un dibattito di 10 ore, il parlamento di Islamabad ha chiesto al governo di ''rivedere i termini del suo impegno con gli Stat Uniti'', minacciando, neppure tanto velatamente, di interrompere i rifornimenti della Nato diretti in Afghanistan, che transitano attrraverso la frontiera pachistana. Il Parlamento ha poi chiesto la fine delle controverse operazioni segrete della Cia che contina a utilizzare i droni contro le roccaforti talebane del nord ovest. Proprio ieri un altro velivolo pilotato a distanza, il quarto dalla morte Bin Laden, ha ucciso 4 sospetti in Waziristan.
L'iritazione e' ormai palpabile a Islamabad e anche il crescente imbarazzo di esercito e servizi segreti che in una rarissima occasione si sono presentati ieri davanti all'assemblea legislativa per una seduta a porte chiuse per spiegare l'accaduto. Da quanto e’ trapelato, il capo del potente Isi, il generale Shuja Pasha, ha detto di aver gia’ offerto le proprie dimissioni. L'intelligence e' sotto il fuoco delle polemiche per non aver intercettato gli elicotteri invisibili usati dai Navy Seals e anche per la clamorosa rivelazione che Bib Laden viveva da sei anni nel suo covo in una tranquilla localita' montana a un chilometro da una prestigiosa accademia militare.

venerdì 13 maggio 2011

Talebani, identik del Tehrik-e-Taliban Pakistan - TTP

Il Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp, 'Movimento degli studenti del Pakistan'), che ha rivendicato oggi la strage contro una caserma di Charsadda, e' il principale gruppo terroristico in Pakistan. Ha le sue basi nel Waziristan ed e' legato al Qaida da circa quattro anni. Poche ore dopo l'operazione di Abbottabad del 2 maggio, aveva minacciato nuovi attentati contro il Pakistan e gli Stati Uniti. Non e' un gruppo omogeneo, ma un ''alleanza'' tra diversi leader talebani che controllano il confine pachistano-afghano e che hanno comuni obiettivi. Tra questi ci sono: l'applicazione della sharia; unita' d'azione contro le truppe internazionali in Afghanistan; jihad in Pakistan e rifiuto di negoziare con il governo; liberazione di decine di esponenti incarcerati; abolizione dei checkpoint e stop alle operazioni militari nella regione. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009 il Ttp ha stretto una alleanza formale con i talebani afghani del Mullah Omar e con al Qaida che ha portato alla formazione di un consiglio unitario. I talebani pachistani sono accusati di innumerevoli stragi con la complicita' di gruppi jihadisti del Punjab pachistano, e anche dell'assassinio di Benazir Bhutto nel dicembre 2007. Si sospetta un coinvolgimento anche nel fallito attentato di Times Square. Il capo del Ttp e' Hakimullah Mehsud, ex vice del fondatore Baitullah Mehsud, ucciso da un drone Usa nel 2009. Dato per morto oltre un anno fa, e' ricomparso in un video sul web nell'aprile 2010 per minacciare attentati contro ''le grandi citta' americane''

Grameen Bank, economista Yunus molla la spugna

Dopo una lunga scia di scandali e battaglie legali, l'economista bengalese Muhammad Yunus ha gettato la spugna e si e' separato dalla sua creatura, la Grameen Bank, la banca del microcredito da lui fondata 30 anni fa e che gli ha fatto guadagnare il premio Nobel per la Pace. Il ''banchiere dei poveri'' ha annunciato oggi le sue dimissioni da direttore esecutivo in un comunicato in cui spiega di aver deciso in tal senso per non ''compromettere il funzionamento dell'istituto finanziario''. Il suo posto sara' ricoperto dalla vice direttrice Nurjahan Begum come prevede il regolamento. La decisione giunge una settimana dopo una sentenza irrevocabile della Corte Suprema che ha confermato il suo esonero per ''raggiunti limiti di eta' ''. Ma per il settantunenne Yunus c'e' ancora una speranza, ovvero una nomina del governo (che possiede il 25%) a presidente onorario della banca. Il braccio di ferro fra Yunus e le istituzioni bengalesi e' cominciato all'inizio di marzo, quando in una lettera la Banca centrale del Bangladesh gli ha comunicato l'immediata decadenza dalle funzioni di principale manager della Grameen Bank, per aver superato i limiti di eta' di 60 anni e per presunte irregolarita' nella conferma della sua nomina, nel 2000. Yunus ha poi percorso tutti i gradi dell'Appello all'Alta Corte prima e alla Corte Suprema. Secondo gli analisti, l'opposizione del governo e' dettata da una inimicizia personale tra Yunus e la premier Sheik Hasina che non gli ha mai perdonato il tentativo nel 2007 di fondare un partito anti corruzione

INDIA-ELEZIONI/ Sinistra perde West Bengala e Kerala

La sinistra e' scomparsa dalla mappa politica dell'India dopo una secca sconfitta nelle due ''fortezze rosse'', il West Bengala e il Kerala, in elezioni locali che hanno visto il trionfo di partiti regionali alleati con il Congresso disperatamente a caccia di consensi dopo i recenti scandali per corruzione che hanno fatto traballare il governo di New Delhi. La maratona elettorale di un mese, che ha coinvolto 4 stati e 140 milioni di elettori, ha incoronato due ''primedonne'' e silurato l'enfant prodige della sinistra indiana, il ''buddha rosso'' Buddhadeb Bhattacharjee che sognava di coniugare il marximo con l'economia di mercato e trasformare Calcutta in una nuova Shangai. Ma ha anche bocciato un potente partito regionale del Tamil Nadu invischiato nella tangentopoli relativa all'assegnazione delle frequenze telefoniche nel 2008. Per la prima volta dopo 34 anni, il partito comunista, che si fregia ancora dell'appellativo di ''marxista'', ha perso il potere nello stato nord orientale del West Bengala, considerato uno dei governi democratici comunisti piu' longevi al mondo. Il declino era iniziato alcuni anni fa quando Mamata Banerjee, una piccola donna di 56 anni, in ciabatte e sari di cotone, aveva guidato la rivolta dei contadini contro la fabbrica della Tata Nato nelle campagne di Singur sfociata in un bagno di sangue per l'intervento di milizie ''squadriste'' appoggiate dal governo locale. La Banerjee, nota come Didi (grande sorella), attuale ministro delle Ferrovie del governo centrale dove il suo partito, il Trinamul Congress, e' nella coalizione, ha conquistato 177 seggi su un totale di 294, lasciando la sinistra a un minino di 63 nel parlamento bengalese. Il riformatore Bhattacharjee, grande ammiratore dell'Italia, trionfante nel voto del 2006, e' stato sconfitto nel suo stesso collegio elettorale e nel pomeriggio ha annunciato le dimissioni da ''chief minister''. ''E una vittoria della gente contro l'oppressione. E' la fine del regime autocratico e di tutte le atrocita''' ha proclamato la Banerjee. Diversi sono invece i motivi della debacle nel bastione ''rosso'', il Kerala, uno degli stati piu' progrediti. Lo storico leader comunista V.S. Achuthanandan, 87 anni, ha perso lo scettro anche se di pochissimo a vantaggio di una coalizione composta da un partito regionale e dal Congresso. L'anziano politico era stato al centro di una polemica per aver definito Rahul Gandhi, il figlio di Sonia, un ''bambinetto viziato''. Il Congresso incassa anche la riconferma, per la terza volta nel piccolo Assam (famoso per il te', ma anche tormentato dalla guerriglia separatista). Ma perde un prezioso alleato nello stato meridionale del Tamil Nadu dove e' ritornata al potere Jayalalithaa Jayaram, ex star del cinema locale, uno dei personaggi politici piu' estrosi, ma anche controversi, rivale di Sonia Gandhi.

mercoledì 11 maggio 2011

Bhopal, Corte Suprema respinge riapertura processo

Le vittime del disastro di Bhopal hanno subito un'ennesimo smacco nella loro lunga battaglia per ottenere giustizia. La Corte Suprema indiana ha respinto stamattina un ricorso per inasprire le pene contro i dirigenti della Union Carbide, la fabbrica dei veleni che nel dicembre 1984 ha ucciso almeno 15 mila persone con conseguenze catastrofiche per la salute della popolazione. I giudici hanno detto che sono ''insufficienti'' i motivi per riaprire il caso .
In una sentenza beffa lo scorso giugno al termine di un processo lungo 14 anni, sette manager indiani che all'epoca guidavano l'impianto chimico americano erano stati condannati a due anni di carcere e subito messi in liberta' su cauzione. Sull'onda dell'indignazione popolare, il governo di New Delhi si era quindi rivolto alla Corte Suprema per ricorrere contro la sentenza del 1996 che diluiva i capi di imputazione per i responsabili della Union Carbide incolpandoli semplicemente per negligenza, un reato che prevede al massimo due anni di prigione.
Il pronunciamento e' stato accolto con rabbia dai cmitati delle vittime che ancora oggi soffrono le conseguenze dell'intossicazione del potente pesticida e che continuano a chiedere adeguati risarcimenti.

sabato 7 maggio 2011

Tagore, India festeggia i 150 anni della nascita

L'India ha ufficialmente iniziato oggi i festeggiamenti per il 150esimo anniversario della nascita di Rabindranath Tagore, il famoso poeta, scrittore e filosofo bengalese diventato un vate dell'amore, della fratellanza e della libertà. Nato a Calcutta il 7 maggio 1861 da una ricca famiglia bramina è stato insignito del Premio Nobel per la poesia nel 1913. La sua vastissima produzione artistica, raccolta in 50 volumi, è stata tradotta in tutto il mondo, compresa l'Italia dove però commise la gaffe di accettare un invito da Mussolini che in seguito lo bollò come "un tizio unto e insopportabile" quando poi lui condannò pubblicamente il fascismo. Le celebrazioni, che coincidono anche con i 70 anni della morte, sono state inaugurate oggi a New Delhi dal premier Manmohan Singh e dalla leader del partito del Congresso di Sonia Gandhi insieme a una delegazione del Bangladesh, Paese che si è unito alla festa dell'anniversario. Nell'occasione, Singh, ha annunciato un progetto di ristrutturazione dell'Università Visva Bharati, di Santiniketan (a nord di Calcutta), fondata da Tagore con l'obiettivo di saldare la filosofia occidentale con quella orientale e di recente, caduta nell'oblio. Il governo ha stanziato 950 milioni di rupie (circa 14,6 milioni di euro) per l'ateneo che ha avuto tra i suoi studenti Indira Gandhi e l'economista Amartya Sen. In questa università, nel biennio 1925-1926, hanno insegnato letteratura italiana anche l'orientalista Giuseppe Tucci e il sanscritista Carlo Formichi, inviati dal duce insieme a un regalo di 500 libri per la biblioteca. Ammiratore di Gandhi (di cui ha coniato il termine Mahatma 'grande anima'), Tagore è stato uno dei padri del 'risorgimento' indiano e ancora oggi le sue parole riecheggiano nell'inno nazionale indiano e in quello bangladese, da lui scritti. Nel suo discorso, Singh ha fatto appello a seguire i suoi ideali liberali e a "non smarrire la via nell'arida sabbia del deserto delle morte abitudini" citando un verso di una poesia della raccolta Gitanjali. La Gandhi lo ha invece definito "lo Shakespeare del Bengala" e "il più grande genio dei nostri tempi". In suo onore è stato deciso di istituire un premio internazionale dedicato a coloro che "promuovono i valori di fratellanza e solidarietà internazionale". Il messaggio di unità attraverso l'arte è "stato il contributo più importante di Tagore - ha detto all'ANSA Francesca Cassio, cantante ed esperta di musica indiana - Attraverso uno sguardo poetico intuiva lo sviluppo di un mondo multiculturale in cui non vi fossero più divisioni fra religioni ed etnie, ma una sola umanità. Lui la definiva la 'laica religione dell'uomo". I versi tagoriani hanno anche ispirato diversi intellettuali e artisti in Italia. Una famosa canzone di Al Bano 'I Cigni di Balaka' (1981), che secondo lui, Michael Jackson avrebbe plagiato in 'Will you be there' (1991), è dedicata all'intellettuale indiano. Un'altra nota composizione, 'Amra shobai raja', che parla di fratellanza, è stata cantata allo Zecchino d'oro del 1986 con il titolo 'Siamo tutti dei re' con sottofondo dei tipici strumenti musicali indiani.

venerdì 6 maggio 2011

Pakistan, un mussulmano come ministro delle Minoranze Religiose al posto di Shahbaz Bhatti

Il governo pachistano ha nominato un politico mussulmano, Riaaz Hussain Pirzada, come ministro per le Minoranze religiose in sostituzione del cristiano Shahbaz Bhatti, assassinato due mesi fa per le sue critiche alla legge sulla blasfemia. La decisione è avvenuta nell'ultimo rimpasto di governo che ha visto l'ingresso di un partito dell'opposizione nella coalizione di maggioranza. La scelta di un mussulmano è stata duramente contestata dai gruppi cristiani e da associazioni di difesa dei diritti umani. Lo stesso ministro Pirzada ha confidato oggi al quotidiano The News "di essere pronto a dimettersi se le minoranze non vogliono che stia in questo posto". Dopo l'assassinio di Bhatti lo scorso 2 marzo, il posto era rimasto vacante, mentre il fratello Paul, medico che ha vissuto per lungo tempo in Veneto, era stato nominato circa venti giorni dopo Consigliere del primo ministro per le minoranze.