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giovedì 30 luglio 2015

Mullah Omar, il leader 'fantasma' dei talebani afghani

Su ANSA
Dato per morto oggi ed almeno altre tre volte negli ultimi cinque anni, il Mullah Omar, leader e guida spirituale dei talebani afghani, continua ad alimentare il mistero che lo circonda. Da quando, così si crede, nel gennaio 2001 riuscì a fuggire alla cattura da parte delle truppe americane a bordo di una motocicletta, scomparendo tra le inespugnabili vallate al confine tra Afghanistan e Pakistan. Di lui esistono soltanto una foto tessera che lo mostra senza l'occhio destro che ha perso quando combatteva contro i russi, ed un fotogramma che lo riprende mentre, all'inizio della 'carriera', indossa la veste del profeta Maometto, ad una preghiera del venerdì nella moschea di Kandahar. L'ultima 'prova' della sua esistenza in vita risale al 2004, quando fu intervistato telefonicamente dal giornalista pachistano Mohammad Shehzad. Ma c'è chi dubita anche dell'autenticità di quella telefonata. In essa disse che era in contatto con il suo 'protetto' e leader di Al Qaida, Osama bin Laden. Shehzad è uno dei pochi ad averlo visto nel 2002 in una grotta vicino a Kandahar. Per un certo periodo si è ritenuto che fosse nascosto a Quetta, nella provincia pachistana del Baluchistan. Nel maggio 2011 si disse che era stato ucciso mentre si trasferiva da quel nascondiglio al Waziristan. Qualche mese prima una fonte aveva detto che era stato colpito da un infarto ed operato in un ospedale di Karachi. Dopo l'eliminazione di bin Laden nella villa bunker di Abbottabad, l'attenzione degli americani si è spostata sulla sua cattura. Sulla sua testa pende una taglia Usa di dieci milioni di dollari. Per tutti questi anni i suoi proclami sono stati diffusi sul portale dell'Emirato Islamico dell'Afghanistan. Nell'aprile, per smentire una delle voci del suo decesso, i talebani hanno pubblicato una biografia di 5.000 parole in cui si raccontano diversi aneddoti sulla vita dell' 'Ameer-ul-Momineen' (Leader dei pii credenti). Lo spunto è stato dato dal 19/o anniversario (4 aprile 1996) della sua nomina a leader del movimento che fu al governo a Kabul fra il 1996 ed il 2001. Da quello scritto si è appreso che il Mullah Omar appartiene alla tribù Hotak ed è nato nel 1960 nel villaggio di Chah-i-Himmat, nel distretto di Khakrez della provincia di Kandahar. E sono emerse curiosità come quella che è abile nell'uso del lanciarazzi Rpg-7 e che ha uno speciale senso dell'umorismo. Prima dell'annuncio del governo afghano della sua morte, una settimana fa il portavoce del gruppo scissionista Fidai Nahaz, Qari Hamzai, ha sostenuto che il leader talebano era stato ucciso due anni fa da due comandanti 'ribelli'

mercoledì 5 ottobre 2011

Presidente Karzai a Delhi: ''stop dialogo con talebani''

'Afghanistan chiude le porte al dialogo con i talebani, ma le apre al 'fratello gemello' Pakistan nonostante i sospetti di connivenza dei servizi di Islamabad con gruppi terroristi islamici che puntano sempre più in alto come dimostra la scoperta di un complotto per uccidere il presidente Hamid Karzai. Proprio dal capo dello stato afghano, che oggi ha concluso una visita di due giorni a New Delhi, è arrivata la conferma di un cambio di rotta nel tentativo di traghettare il Paese verso la normalità in vista del disimpegno americano. "Abbiamo deciso di non parlare più con i talebani perché non conosciamo più il loro indirizzo" ha detto alla platea di un think tank della capitale indiana dove ha tenuto una conferenza sul futuro della regione sud-asiatica. "I talebani hanno inviato un loro messaggero di pace che si è trasformato in un attentatore suicida", ha aggiunto riferendosi all'assassinio del 20 settembre dell'ex presidente Burhanuddin Rabbani che - secondo i servizi afghani - sarebbe stato ideato in Pakistan. Nella turbolenta regione di frontiera pachistana si erano addestrati alcuni militanti arrestati dagli afghani con l'accusa di volere assassinare Karzai attraverso il reclutamento di una sua guardia del corpo. A rivelarlo è stato oggi un portavoce del ministero dell'Interno di Kabul. Sei uomini, tra cui uno studente e un professore di medicina, connessi ad Al Qaida e al gruppo armato Haqqani sono stati catturati la scorsa settimana in un'operazione di intelligence. Il mancato attentato, di cui peraltro Karzai non ha fatto cenno, non fa che confermare il fallimento dell'approccio seguito finora per cercare un dialogo che adesso "sarà più incentrato sulle relazioni tra Paesi piuttosto che con individui che non possiamo trovare" ha detto. Nonostante le pesanti insinuazioni della scorsa settimana su sospette complicità del servizio segreto pachistano Isi nell'omicidio di Rabbani, il presidente afghano è convinto che il Pakistan sia un interlocutore privilegiato, se non obbligato, per riappacificare il Paese. A questo proposito ha voluto sgomberare il campo da ogni incomprensione a proposito di un importante accordo di partenariato siglato ieri con il premier indiano Manmohan Singh, che prevede, tra l'altro, l'addestramento delle forze armate da parte degli indiani, una iniziativa da tempo nel cassetto, ma sempre rimandata per non irritare Islamabad. "Questa intesa non é diretta contro nessun Paese" ha precisato. L'India "é un grande amico" e il Pakistan è un "fratello gemello". E "l'accordo che abbiamo fatto con il nostro amico, non intende danneggiare nostro fratello". Mentre Kabul interrompe i negoziati con i talebani, gli Usa sembrano però imboccare un'altra strada. Il Wall Street Journal ha rivelato oggi che incontri segreti con gli Haqqani sarebbero avvenuti la scorsa estate con l'obbiettivo di avviare negoziati. E' stata probabilmente una mossa di realpolitik voluta da Washington, ma che potrebbe essere ormai superata oggi dato che la temibile organizzazione è diventata il nemico numero uno. Proprio oggi la Nato ha annunciato di avere ucciso in un raid aereo un presunto comandante, noto come 'Dilawar', nella provincia di confine di Khost.

giovedì 7 luglio 2011

Afghanistan, strage di donne e bambini in bombardamento Nato

E' di nuovo strage di innocenti nella provincia orientale di Khost dove oggi in un raid contro un sospetto covo dei talebani sono state uccise 8 donne insieme a diversi bambini. Tra le macerie della casa e' stato trovato anche il corpo di un comandante della rete di Haqqani che probabilmente era il bersaglio dell' operazione. L'Isaf ha confermato l'incidente precisando che ''non e' stato intenzionale'' e aggiungendo che l'azione e' stata guidata dagli afghani. Sembra poi che in un secondo bombardamento nel sud est, nella provincia di Ghazni siano stati uccisi altri civili. Un portavoce delle forza internazionale ha annunciato un indagine.
Il massacro potrebbe far salire nuovamente la tensione tra Hamid Karzai e l'alleanza atlantica in un momento di non facili rapporti con il Pakistan a causa delle continue infiltrazione di talebani attraverso il poroso confine e di bombardamenti reciproci. Oggi Kabul e Islamabad hanno deciso di creare una commissione militare congiunta per coordinare le operazioni contro gli insorti lungo la frontiera e soprattutto evitare lo spargimento di sangue tra i civili.
La richiesta arriva dallo stesso premier pachistano Gilani che ieri sera ha chiamato Karzai dopo l'ennesima incursione di talebani afghani nel distretto di Dir. Giorni fa il governo afghano aveva accusato l'esrcito pachistano di aver sparato ben 800 razzi sul proprio territorio uccidendo decine di residenti. I militari pachistani hanno ovviamente negato e accusato Kabul di non impedire l'infiltrazione di talebani che nelle ultime settimane si e' fatta massiccia nelle zone tribali del nord ovest, dove si giocano i destini dell'Afghanistan dopo il ritiro delle truppe Nato.

lunedì 4 luglio 2011

Pakistan, raid di talebani afghani e nuova offensiva Kurram

Il poroso confine tra Pakistan e Afghanistan, la cosiddetta linea Durand di oltre 2.400 chilometri che attraversa una regione montagnosa abitata da una popolazione di etnia pashtun, e’ ancora una volta al centro dell’attenzione e mai come ora sembra determinante anche per il successo della strategia di Barack Obama per la stabilizzazione della regione. Nell’ennesimo raid notturno, decine di talebani afghani hanno attraversato la frontiera a Bajaur e attaccato un posto di blocco uccidendo un polizotto. Bajaur e’ uno dei sette distretti tribali che fanno parte di una federazioni di regioni semiautonome chiamata Fata.
Sembra che nelle ultime settimane le insursioni di gruppi fino a 300 talebani da oltre confine siano diventate una abitudine tanto che l’esercito di Islamabad avrebbe cominciato a bombardare sospetti covi al di la’ della linea di demarcazione sollevando un’ondata di proteste da parte di Kabul e innescando una serie di rappresaglie. L’esercito afghano oggi ha colpito un villaggio del Nord Waziristan uccidendo quattro persone, tra cui due bambini, secondo quanto accusano i pachistani. Il Waziristan settentrionale e’ considerato una sorta di territorio franco dei talebani e estremisti. Nonostante le pressioni di Washington, Islamabad si e’ finora rifiutata di lanciare una campagna militare in questa parte dei territori di confine, lasciando il compito agli aerei droni della Cia.
Ha invece preso il via, proprio ieri, una nuova offensiva contro i militanti a Kurram, un altro distretto tribale che confina con la regione afghana di Tora Bora, ex quartiere generale di Bib Laden, che ha gia’ provocato migliaia di sfollati in fuga verso i centri di accoglienza allestiti dall'esercito.

lunedì 27 giugno 2011

Afghanistan-Pakistan-Usa, oggi dialogo trilaterale a Kabul

E' un compito difficile quello che attende l'inviato americano Marc Grossman, che oggi a Kabul presiede un nuovo round del dialogo trilaterale, con Afghanistan Pakistan, sulle prospettive della regione. Il momento e' importante perche' arriva a una settimana dall'annuncio di Obama sul ritiro accellerato delle truppe. Sullo sfondo ci sono poi gli sforzi di dialogo con i talebani, su cui permangono divergenze fra i tre protagonisti della scena afgana. Ma a oscurare i colloqui e' soprattutto il clima di tensione e diffidenza tra Pakistan e Afghanistan e tra Pakistan e l'alleato Stati Uniti sulla lotta agli estremisti .
Tra Kabul e Islamabad ci sono nuovi attriti sul poroso confine che talebani e militanti di Al Qaida attraversano quotidianamente in una direzione o nell'altra per fuggire agli attacchi.
Il presidente Hamid Karzai ha accusato l'esercito pachistano di aver lanciato nelle ultime tre settimane oltre 400 razzi oltre frontiera uccidendo donne e bambini. Islamabad ha negato i bombardamenti, ma ha criticato gli Usa per aver ridotto la presenza di truppe nelle province orientali dove si infiltrano i talebani pachistani in fuga. Non proprio un esempio di perfetta coordinazione.
Mentre gli attacchi droni della Cia continuano - ieri due raid lungo la frontiera in Sud Waziristan hanno provocato 27 morti, Islamabad sembra essere poco convinta ad appoggiare i piani di Washington . In una telefonata ieri a Hillary Clinton, il premier Gilani ha ribadito che la riconciliazione con i talebani deve essere guidata dal governo afghano senza interferenze Usa. Ecco perche' il compito di Grossman, chiamato a chiudere dieci anni di guerra, si presenta cosi' complicato.

sabato 30 gennaio 2010

Incontro segreto tra Onu e talebani

Si moltiplicano i segnali che mostrano l’esistenza di un piano per coinvolgere i talebani, o almeno una parte di essi, in un eventuale accordo di pace in Afghanistan. Dopo che il presidente Hamid Karzai ha invitato i capi talebani moderati a sedersi intorno a un tavolo, si è venuto a sapere di un incontro segreto che si e tenuto a Dubai l'8 gennaio scorso. Alla conferenza in corso a Londra un funzionario delle Nazioni Unite ha confermato di un meeting tra l’inviato speciale per l’Afghanistan Kai Eide e i comandanti locali della Quetta Shura, una corrente reagionale dei talebani L'incontro sarebbe avvenuto grazie alla mediazione dell”Arabia Saudita e potrebbe essere il segno di un cambiamento radicale nella cosidetta strategia afgana pachistana di Obama. Una strategia che continua nei suoi piani di eliminare militanti al confine afghano pachistano. Cinque persone sarebbero state uccise ieri da missili lanciati da un aereo drone nella Cia nel
Waziristan del Nord, l’insidioso territorio tribale nord occidentale pachistano dove sorgono alcune basi degli estremisti islamici.

mercoledì 11 febbraio 2009

Holbrooke, missione difficile a Kabul dopo attentato

L’inviato americano Richard Holbrooke, l’ex mediatore dei Balcani, sarà da oggi a Kabul, penultima tappa del suo tour esplorativo nella ribollente regione sud asiatica. L’Afghanistan di Hamid Karzai appare sempre più vulnerabile di fronte all’insurrezione dei talebani e dei gruppi estremisti che sarebbero raggruppati in territorio pachistano. Gli attacchi simultanei di ieri mattina a luoghi simbolo del potere costati la vita a oltre 20 persone sono stati il macabro benvenuto alla missione di Holbrooke. In un’azione ben pianificata, alcuni kamikaze hanno assaltato e preso d’assedio il Ministero della giustizia, mentre altri sono stati uccisi mentre tentavano di entrare nel dicastero dell’Istruzione e nella sede dell’amministrazione penitenziaria. L’attacco è stato rivendicato da un portavoce dei talebani.
Il compito di Hoolbroke non è certo facile anche per via dei rapporti tesi con Karzai che vorrebbe un cambio di strategia e l’apertura di negoziati con i militanti. Nei prossimi giorni il presidente Obama annuncerà il nuovo contingente di truppe da inviare in Afghanistan, ma il problema maggiore rimane nelle zone di confine del nord ovest pachistano. Il diplomatico americano si è recato proprio ieri in uno dei distretti tribali pashtun per una visita alle truppe pachistane impegnate nella lunga e impopolare offensiva contro Al Qaeda e gli altri gruppi estremisti islamici.

Kabul, attentato rivendicato dai talebani alla vigilia della visita di Hoolbroke

In onda su Radio Svizzera Italiana

E’ stato un attacco ben coordinato e mirato ai luoghi simbolo del potere di Kabul quello organizzato stamattina da un commando di 7 o 8 attentatori armati e muniti di giubbotti esplosivi. I kamikaze hanno preso d’assalto simultaneamente il palazzo della Giustizia e la sede dell’amministrazione penitenziaria nel nord della capitale vicino al palazzo del presidente Hamid Karzai. Alcuni di loro sono stati uccisi dalla polizia, altri si sono fatti esplodere provocando una carneficina. Secondo notizie ancora frammentarie avrebbero anche preso alcuni ostaggi tra i funzionari, tra cui lo stesso ministro della giustizia Sarwar Danesh. Non è chiaro se guardiasigilli afgano sia ancora barricato nel suo ufficio. Alcuni testimoni hanno paragonato gli attacchi a quelli avvenuti negli hotel di Mumbai lo scorso 26 novembre. Con una telefonata a delle televisioni di Kabul il portavoce dei talebani ha rivendicato l’azione che sarebbe stata in risposta al trattamento riservato ai militanti nelle prigioni afghane.
Potrebbe però essere letto come un chiaro avvertimento agli Stati Uniti alla vigilia della prima visita di Richard Holbrooke, l’inviato di Barak Obama, che si trova oggi a Islamabad per discutere della nuova strategia della Casa Bianca che prevede un aumento delle truppe in Afghanistan oltre che a nuove offensive contro le roccaforti di Al Qaeda e dei talebani nel nord ovest dell’alleato Pakistan.

lunedì 12 gennaio 2009

Hamid karzai a sorpresa in India per discutere di terrorismo

Su Apcom

Il presidente afghano Hamid Karzai si trova oggi a Nuova Delhi per una visita “a sorpresa” che ha lo scopo di esprimere solidarietà al governo indiano in seguito all’attentato di Mumbai, ma soprattutto per mettere a punto una nuova strategia di lotta al terrorismo islamico che passa attraverso un nuovo ruolo dell’India nella regione sud asiatica. Karzai, ha già incontrato il ministro degli esteri Pranab Muckerjee e si trova ora a colloquio con il primo ministro Manmohan Singh.
Non è una coincidenza che appena due giorni fa il vicepresidente eletto americano Joe Biden si è recato a Kabul per illustrare la nuova agenda di Barak Obama che prevede l’invio di nuove truppe in Afghanistan e il coinvolgimento di India e Pakistan nella lotta al nemico comune di Al Qaeda e dei talebani.
L’attacco agli hotel di Mumbai del 26 novembre costato la vita a oltre 170 persone ha costretto gli Stati Uniti e i suoi alleati ad esercitare più pressione sul Pakistan accusato dal governo di Nuova Delhi di avere una qualche responsabilità nella strage di Mumbai attribuita al gruppo estremista islamico fuorilegge Lashkar-e- Taiba. Gli indiani hanno diffuso di recente le prove delle intercettazioni satellitari tra il commando dei dieci attentatori e alcuni leader islamici in Pakistan. Si tratta degli stessi gruppi fondamentalisti che guidano la ribellione in Afghanistan e che hanno le roccaforti nelle remote regioni tribali nel nord ovest del Pakistan. I gruppi della jihad pachistana sarebbero anche dietro l’attacco all’ambasciata indiana di Kabul lo scorso luglio e all’attentato alla vita di Karzai durante una parata militare nell’aprile 2008.
Si tratta della seconda visita del presidente afghano in India negli ultimi sei mesi e della quarta visita di un leader straniero dopo l’attentato del 26 novembre. Secondo quanto riferito dal canale televisivo CNN-IBN, il presidente Karzai, che è accompagnato dal ministro degli esteri Rangin Dadfar, avrebbe chiesto all’India di partecipare alle operazioni militari in Afghanistan attraverso l’invio di truppe. Una richiesta già formulata in passato e respinta da Nuova Delhi con la motivazione che i militari indiani partecipano solo a missioni di pace approvate dalle Nazioni Unite.
Negli ultimi sette anni i due Paesi hanno tessuto una serie di intense relazioni economiche. L’India è uno dei principali paesi donatori nella ricostruzione dell’Afghanistan (con 750 milioni di dollari) dove lavorano attualmente oltre 300 mila indiani in diversi progetti infrastrutturali. La cooperazione indo-afghana è vista con sospetto dal Pakistan che la vede come un’ingerenza politica di Nuova Delhi su un Paese che tradizionalmente è sempre stato nella sfera d’influenza di Islamabad.

lunedì 27 ottobre 2008

Mini jirga a Islamabad per strategia comune contro talebani

In onda su Radio Svizzera

Con l’uscita di scena di Pervez Musharraf, Pakistan e Afghanistan hanno messo da parte i loro vecchi rancori e iniziato a collaborare nella lotta al terrorismo islamico. Lo dimostra la mini jirga che si chiude oggi a Islamabad e che è il primo tentativo concreto di studiare una strategia comune per porre fine alle violenze nell’impervia zona di confine, è lungo oltre 2400 chilometri che corre tra i due paesi dove ci sono le roccaforti dei talebani e di al Qaeda. Al consiglio, o jirga, hanno partecipato 25 delegati pachistani e afgani in rappresentanza delle tribù di etnia pashtun più alcuni inviati dei due governi. L’ultima grande jirga, tenuta a Kabul, risale ad un anno fa, ma da allora la situazione sembra essere precipitata. Dalle loro basi nel Waziristan pachistano, i talebani hanno intensificato gli attacchi in Afghanistan e per risposta gli Stati Uniti e l’intelligence americana hanno lanciato una campagna di raid oltre frontiera contro i presunti militanti. L’ultimo attacco, effettuato con un missile lanciato da un drone, avrebbe ucciso una ventina di persone in un villaggio appartenente a un comandante del leader talebano locale Maulvi Nazir.
In apertura della mini jirga ieri, il ministro degli esteri pachistano Qureshi ha ancora una volta criticato i raid americani considerato una violazione dell’integrità territoriale nazionale.

lunedì 7 luglio 2008

Attentato ambasciata indiana a Kabul: perchè l'India è nel mirino

Su Apcom
Non è la prima volta che l’India è vittima di attentati in Afghanistan. Circa tre mesi fa un presunto kamikaze si è fatto esplodere in un cantiere stradale uccidendo due lavoratori indiani e pochi giorni dopo un altro operaio è stato sequestrato a Herat.
Subito la caduta del regime talebano il governo di Nuova Delhi è stato uno dei primi Paesi a riallacciare i rapporti con Kabul. Oggi l’India è il maggiore donatore regionale con oltre 850 milioni di dollari investiti in progetti infrastrutturali, come scuole, ospedali, centrali elettriche e nell’addestramento della polizia e dei funzionari statali. Per esempio l’India ha costruito la sede del Parlamento, fornito i primi aerei alla compagnia di bandiera afgana Ariana e anche alcuni autobus per il sistema di trasporto pubblico a Kabul. Ha anche sponsorizzato la realizzazione di servizi igienici “ecologici” sempre per la capitale.
In Afghanistan lavorano circa 4 mila indiani. Dopo una serie di attentati e rapimenti, il governo indiano ha inviato 200 soldati esclusivamente per garantire la sicurezza ai cantieri.
Le relazioni tra i due Paesi sono sempre state molto solide, con l’eccezione dell’intervallo dal 1996 al 2002 quando Delhi sosteneva l’Alleanza del Nord evidentemente in opposizione al rivale Pakistan che invece sponsorizzava il regime talebano. Ci sono anche dei legami culturali dovuti alla grande popolarità dei film di Bollywood e alle importazioni indiane di pietre preziose, scialli e frutta secca afghana.
Dopo l’11 settembre e la svolta filoamericana di Pervez Musharraf, la diplomazia indiana è stata interessata anche una politica di “contenimento” del Pakistan che oggi gode di una sorta di “egemonia commerciale” sull’Afghanistan in quanto tutte le merci devono per forza passare dal suo territorio. Occorre anche aggiungere che l’India - affamata di idrocarburi per mantenere il suo tasso di crescita - vede oggi l’Afghanistan come la porta d’ingresso per le risorse energetiche dell’Asia Centrale. In discussione c’è in particolare il progetto di oleodotto dal Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India (cosiddetto TAPI) che potrebbe essere un’alternativa a quello Iran, Pakistan, India, fortemente osteggiato dalla Casa Bianca.
La crescente influenza indiana in Afghanistan ha creato non poca irritazione per il Pakistan che accusa Nuova Delhi di “usare” i suoi quattro consolati, soprattutto quelli nel sud, per istigare la ribellione e atti sovversivi nel Baluchistan e nelle aree di confine.
Anche la questione irrisolta del Kashhmir contribuisce a fare dell’India un obiettivo privilegiato dei gruppi integralisti attivi sia in Afghanistan che in Pakistan sul versante orientale dove la disputa kashmira rimane sempre un punto caldo nonostante il cessate il fuoco siglato nel 2003 che ha portato al disgelo delle relazioni indo-pachistane.

lunedì 18 febbraio 2008

Afghanistan, la Nato teme nuovi attentati suicidi nei prossimi mesi

In onda su Radio Vaticana

Secondo la Nato nei prossimi mesi ci sarà un’escalation degli attentati suicidi da parte dei talebani dopo le sanguinosi stragi di ieri e domenica nel sud dell’Afghanistan al confine pachistano. L’allarme è stato lanciato dal generale John Craddock, comandante dell’alleanza atlantica per l’Europa, secondo il quale i ribelli starebbero per perdere il controllo del territorio e non sarebbero più in grado di lanciare attacchi convenzionali.
L’autobomba di ieri, guidata da un kamikaze, ha preso di mira un convoglio di truppe canadesi in un mercato della città di Spin Boldak, nella provincia di Kandahar. Nell’esplosione sarebbero morti almeno 35 civili e feriti alcuni soldati. Proprio ieri a Kandahar, roccaforte degli estremisti, si sono tenuti i funerali delle circa cento vittime del massacro di domenica quando un attentatore suicida si è fatto esplodere durante uno spettacolo di combattimento tra cani. I talebani hanno smentito la responsabilità dell’attentato che è il più sanguinoso mai perpetrato in Afghanistan, mentre hanno rivendicato l’attacco ai militari canadesi di ieri.

Afghanistan, la Nato teme nuovi attentati suicidi nei prossimi mesi

In onda su Radio Vaticana

Secondo la Nato nei prossimi mesi ci sarà un’escalation degli attentati suicidi da parte dei talebani dopo le sanguinosi stragi di ieri e domenica nel sud dell’Afghanistan al confine pachistano. L’allarme è stato lanciato dal generale John Craddock, comandante dell’alleanza atlantica per l’Europa, secondo il quale i ribelli starebbero per perdere il controllo del territorio e non sarebbero più in grado di lanciare attacchi convenzionali.
L’autobomba di ieri, guidata da un kamikaze, ha preso di mira un convoglio di truppe canadesi in un mercato della città di Spin Boldak, nella provincia di Kandahar. Nell’esplosione sarebbero morti almeno 35 civili e feriti alcuni soldati. Proprio ieri a Kandahar, roccaforte degli estremisti, si sono tenuti i funerali delle circa cento vittime del massacro di domenica quando un attentatore suicida si è fatto esplodere durante uno spettacolo di combattimento tra cani. I talebani hanno smentito la responsabilità dell’attentato che è il più sanguinoso mai perpetrato in Afghanistan, mentre hanno rivendicato l’attacco ai militari canadesi di ieri.