giovedì 22 novembre 2007

Taslima Nasreen trasferita in segreto da Calcutta

Pubblicato da Apcom

Per ragioni di sicurezza la scrittrice bangladese Taslima Nasreen è stata trasferita da Calcutta dove si trovava in esilio dal 2004. L’intellettuale femminista, minacciata di morte dai fondamentalisti islamici, era stata al centro di violenti disordini scoppiati mercoledì nella metropoli dello stato indiano del Bengala Occidentale. Un gruppo di dimostranti mussulmani aveva indetto un’agitazione sfociata nella violenza per protestare contro gli espropri agricoli dell’area industriale di Nandigram e per chiedere la cancellazione del visto indiano della Nasreen che scade a marzo. Biman Bose, un leader del CMP, il partito comunista indiano che guida lo stato bengalese, aveva detto ieri che “la sua presenza creava dei problemi e che la città sarebbe stata più sicura se lei se ne fosse andata”. Una dichiarazione che ha “scioccato” l’attivista bangladese che per ora ha scelto il silenzio ma che “si riserva di dire quello che pensa e chiarire la confusione quando sarà opportuno” secondo quanto riporta oggi il quotidiano “The Hindustan Times”.
Protetta dalla guardie del corpo messe a disposizione dal governo indiano e coperta dal burqa, la scrittrice “anti-velo” ha lasciato la sua casa ieri pomeriggio in segreto ed è stata trasportata con un aereo della compagnie di bandiera Indian Airlines a Jaipur, capoluogo dello stato nord occidentale Rajiasthan. Ha passato la notte in un hotel circondato da un massiccio cordone di sicurezza e ora si troverebbe in viaggio verso una nuova località. Non è chiaro perché sia stata nuovamente trasferita. Secondo quanto riporta un canale privato, Nasreen sta per arrivare a Nuova Delhi, probabilmente a causa di nuove minacce ricevute dai fondamentalisti. Lo scorso agosto era stata attaccata da una folla di manifestanti all’uscita del club della stampa di Bangalore dopo il lancio di uno dei suoi famosi libri Shodh (Vendetta) nella lingua locale, il telugo. Dopo un editoriale su un settimanale a favore dei diritti delle donne, un gruppo mussulmano indiano aveva messo sulla sua testa una taglia di 500 mila rupie. Nasreen, che ha 46 anni e una laurea in medicina, ha abbandonato il suo Paese negli anni Novanta dopo la fatwa contro il libro “Vergogna” (in bengalese “Lajja”) e si è rifugiata in Europa. Le sue opere sono bandite in Bangladesh. Da tre anni ha ottenuto l’ospitalità e la protezione dell’India e si è stabilita a Calcutta che considera come “la sua seconda casa”. Ha anche chiesto la cittadinanza indiana.

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